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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 1(1952)1(52-55)

[p.52] Reviews 1952

ETTORE ROSSI.—Documenti turchi inediti dell’Ambrosiana sull’Assedio di Malta nel 1565. (Estratto dalla Miscellanea G. Galbiati. Vol. III, 1951.—Milano. Biblioteca Ambrosiana.).

Dr. Ettore Rossi, ben noto anche fra noi fin dal 1924 come un’appassionato studioso del periodo storico in Malta dell’Ordine Gerosolimitano di cui si hanno dalla sua penna delle pregevoli pubblicazioni, ed anche come uno studioso del linguaggio Maltese dal punto di vista linguistico, ha ultimamente contribuito il suddetto interessante studio nella Miscellanea G. Galbiati riguardo la relazione ufficiale, ancora inedita, fatta da Mustafà Pascià al Sultano Solimano Magnifico, contenuta in un manoscritto turco della Biblioteca Ambrosiana di Milano in cui vi è descritto minutamente l’assedio e la conquista di Sant’Elmo. Il testo è copia fedele dell’originale in carattere divani corsivo.

Il Rossi, rilevando preliminariamente la scarsità delle informazioni turche sull’assedio di Malta nel 1565, che egli attribuisce, con buona ragione, all’infelice esito della spedizione turca, reputa di interesse notevole la documentazione del testo turco confermante i vari fatti già descritti in fonti europee “su relazioni di testi oculari e di protagonisti della grande impresa.” Il testo non aggiunge ai fatti noti molti elementi nuovi ed alcuni brani della stessa relazione sono stati già inseriti nella storia delle guerre marittime dei Turchi di Ħaġġi Khalifa. Non ritenendo necessario dare una traduzione letterale del testo ridondante di stile minuziosamente artificioso, il Rossi si è limitato a darne un riassunto sostanzialmente narrativo. Nella narrazione si rileva un punto storico che contradice le asserzioni dei nostri storici i quali ritengono che dopo la caduta del forte Sant’Elmo i vincitori turchi vi trovarono circa 1,300 cadaveri Cristiani fra cui circa 150 cavalieri, nel mentre che il testo turco dice che i superstiti, in numero di 1,400, furono trucidati dai combattenti mussulmani, ciò che rifletterebbe male sull’eroismo dei difensori Cristiani. Il relatore inoltre tace completamente della perdita sofferta dalla parte musulmana che, a quanto si calcola dai nostri storici, ammontò a circa 8,000 uomini, una conquista che costò al turco una perdita di uomini ben rilevante. Sembra perciò che il relatore, per far risaltare la prodezza dei suoi, ha invertito i fatti. Vi si tace ancora della morte di Draghut Pascià cagionata da un colpo nemico. Il testo. manca di data precisa, e non ne indica che l’anno 1565, presumendo che la relazione fosse spedita poco dopo la conquista di Sant’Elmo da parte dei turchi, cioè dopo il 23 giugno 1565.

Alla relazione segue una poesia che commenda la vittoriosa armata musulmana e la potenza di Solimano ed i capi dell’impresa—evidentemente composta dopo la caduta del forte Sant’Elmo. Qualche nota di disprezzo e di scherno non vi manca verso gli infedeli di Malta ed il loro capo.

Oltre che il documento non aggiunge niente di nuovo, come ben osserva Dr. Rossi, a quanto si sapeva Belle vicende dell’assedio e caduta del forte (anzi a mio parere vi sarebbero delle inesattezze fatte a proposito) esso serve, secondo la conclusiva opinione del Rossi, a correggere varie inesatezze della storia delle guerre marittime di Ħaġġi Khalifa.

Benchè finora la cronaca turca intorno all’assedio del 1565 sia scarsa di notizie, come già ebbe a rilevare lo stesso Rossi in un suo articolo “LAssedio di Malta nel 1565 secondo gli storici ottomani” (in Malta Letteraria, maggio, 1926), non è improbabile “che future ricerche possano dare altre fonti turche oltre quelle finora note.”

A.C.