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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 1(1954)3(141-149)

[p.141] L’Antica Fondazione della Scuola di Lingua Araba in Malta

(PARTE PRIMA)

DOCUMENTI

A. Cremona

DOC. A.

Beneficio taL’Iscof e Santa Lucia.

Questo beneficio è istituito sin dall’anno 1637 coll’obbligo al beneficiato d’insegnare la lingua araba, e di distribuire a titolo di premio scudi dieci romani ogni semestre al più diligente scolaro.

La collazione di questo beneficio appartiene alla Sagra Congregazione della Propaganda Fede, e si conferisce per concorso che soleva farsi in Roma.

Il primo a possederlo fu il Sacerdote Azopardi, il secondo il Sacerdote Fenech, il terzo il Sacerdote Bonnici, il quarto il Sacerdote Gregorio Tabone(?), il quinto il Sacerdote Giuseppe Calleja, i quali tutti furono esaminati in Roma, come si scorge dai registri della suprema Inquisizione.

Nell’anno poi 1795 per rescritto concesso dal Papa Pio VI al Gran Maestro de Rohan, fu imposto al beneficiato il peso d’insegnare la lingua Araba nell’Università degli studj di Malta, come si vede dagli atti della Propaganda Fide.

Dalla Raccolta di Varie Cose Antiche e Moderne, Utili ed Interessanti riguardanti Malta e Gozo (1843) del Bar. V. Azzopardi, pag. 140.

DOC. B.

Lettera del Commissionario John Ball diretta al Cardinale Consalvi sul fatto del già menzionato Beneficio.

Eminenza,

Considerando che la cattedra della lingua araba alla quale è obbligato il Rettore del beneficio ta l’Iscof e Santa Lucia, oltre l’essere utile per la religione cristiana cattolica, è anche molto vantaggiosa per il commercio, unica sussistenza di quest’Isola che ho il piacere di governare; e conoscendo contemporaneamente che tale cattedra per il passato si riduceva poco men che a niente, per motivo che il suddetto Rettore non era subordinato a nessuno, e dava lezioni in casa sua; pertanto impegnato io qual Commissionario di S.M. Britanica, come per proteggere la Chiesa Cattolica, così per promuovere il bene pubblico per quanto mi sarà possibile: fidato ancora nella singolare bontà di V.E. prendo la libertà di pregarla perché si degni far si che il detto beneficio, sin da cinque anni vacante, sia conferito da codesta Sagra Congregazione della Propaganda Fede, alla quale appartiene, al Gerosolimitano Fra Cappellano Giuseppe Grassi Maltese, il quale l’anno scorso si era presentato personalmente alla medesima Sagra Congregazione, e da codesti professori pubblici di detta lingua fattosi esaminare, ne riportò i meritati attestati, de’ quali compiego per maggior sodisfazione di V.E. le copie autentiche a condizione però che detto Rettore vi tenga tale cattedra nella Università degli studj, come l’anno 1795 Sua Santità Pio VI di felice memoria avea accordato al Gran Maestro Rohan, e colla soggezione al Rettore e capo della medesima, conforme tutti gli altri professori. Io perché Fra Giuseppe Grassi si perfezioni sempre più nel possedimento di tale lingua, e vi acquisti pure il dialetto di Barberia, l’ho seriamente mandato in Tunesi con le raccomandazioni opportune. Spero che tale mia domanda non sembrerà a V.E. irragionevole e ingiusta, e perciò da questo [p.142] momento mi auguro il piacere di vederla esaudita. Vostra Eminenza mi faccia degno dell’onore dei suoi comandi e mi creda qual con tutta la stima passo a dichiararmi.

Firmato — John Ball.

DOC. C.

Die VII mensis Martii 1796 ab Incarnatione. Sua Altezza Eminentissima ha ordinato a me Prior d’Ibernia fra Francesco Carvalho Pinto Vicecancelliere di far registrare un decreto di Sua Santità relativo all’obbligo annesso al beneficio detto ta l’Iscof d’insegnare pubblicamente in questa Università de’ Studi la lingua Arabica, ed è del tenor seguente, cioè:

Martii VII

1796 ab Incarnazione.

Ex audentia SSmi habita die XX Septembris 1795.

QUUM eminentissimus Summus Magister Sacri Ordinis Hierosolimitani ab Apostolica hac S. Sede enixe postulaverit, ut Rector pro tempore Beneficii dicti de Telescof in Insula Melitensi (cui ab Alexandro VII P.M. felicis recordationis onus Linguam Arabicam publice docendi injunctum est) eamdem Linguam in ea publica Studiorum Universitate edoceat a fel.mem. Clementis XIV anno 1769 in praefata Insula Melitensi fundata SSmus. Dominus Noster Divina Providentia Papa Pius VI refereate R.P.D. Achiepiscopo Nisibeno S. Congregationis de Propaganda Fide Secretario Praelaudati Summi Magistri optime de Apostolica hac sede meriti precibus clementer indulsit, a R.D. Josepho Calleja hodierno Rectori memorati Beneficii iniunxit, ut praedictam dialectum Arabicam in eadem publica Univesitate statis diebus, quibus inibi Scolae publicae habentur edoceat, ita tamen, ut quum idem Beneficium vacaverit de more intimetur Concursus, quo as S. Congragationem de Propaganda Fide remisso. Eadem illum eligat, qui peritior in Lingua Arabica fuerit repertus in cujus favorem eadem S. Congregatio supplicem libellum R.P.D. Datario remittet. Item decrevit Sanctitas Sua, ut praemia quae peritioribus in Lingua Aribica Discipulis impertiuntur, iis tantum tribuantur, qui toto anni curriculo in eadem Universitate Linguae Arabice Scholam frequentarint Firmis etiam remanentibus omnibus privilegiis, quae circa idem Beneficium S. Congregationi praedictae a Summis Pontificibus Praedecessoribus impertita sunt.

Datum Romae ex aedibus Sanctae Congregationis die VII Decembris 1795. H. Cardinalis Gerdil Praefectus.

Loco — Sigilli.

Caesar Archiepiscopus Nisibenus Secretarius.
Registretur, et parti restituatur. Pro Excmo. Domino Inquisitore Generali.
Gaspar Biagioli Auditor.

Die XVI Januarii 1796 praesentatum fuit, et est praesens Decretum per Illustrem et Reverendissimum Dominum Commendatarium Fratrem Maturinum Franciscum de Muller Rectorem et Praefectum Collegii, et Universitatis Studiorum in Civitate Valletta, et receptum et postquam fuit registratum in Actibus Civilibus hujus Sanctissimae Inquisitionis Melitensis fuit inde ipsi Reverendissimo Domino de Muller restitutum juxta Decretum p. in eo. Unde etc. Ita est. Ingnatius Debono Sanctissimae Inquisitionis Melitensis Cancellarius.

(MS. 275. Liber Conciliorum Status. fol. 35v./36v. Regia Biblioteca di Malta).

[p.143] NOTA: — Una copia identica trovasi negli Acta Academiae Melitensis esistenti nella Libreria della Regia Università di Malta ottenuta dall’Ufficio del Collettore della Rendita Territoriale di Sua Maestà, in data dell’11 gennajo 1837.

DOC. D.

Decreto per l’erezione di una scuola di lingua araba e per il mantenimento della stessa scuola.

[Fol. 359v]

Die 22 septembris 1637. Cong. 236.

Fuit Cong. in Collegio de Prop. Fide, cui interfuerunt quinq. Card.es. vdlt. Harrach, Spada, Albornotius, Pallottus et Brancatius, et Rmus Torniellus, et R.P.D. Boccabella.

In ea po........................... [Fol. 374]

De schola arabica in Insula erigenda Fr.us Azopardus Lector deputatur scolae Arabicae in Metita.

20. Ref.ente Em.o D. Card. Albornotio l.tas R.mi Inquisitoris Melitensis de schola Arabica in ea Insula erigenda, et de D. Francisco Azopardo antea Collegij de Prop. Fide Alumno Lettore linguae Arabicae in ea deputando; Sac. Con. sen.tiam prefati Rmi Inquisitoris probans, censuit scholam p.tam esse in d.a Insula erigendum, et Lectorem deputandum, ac constituendum esse praefatu D. Franciscum; et quia schola p.ta non poterit diu conservari et manuteneri, nisi aliquo modo de stipendio Lector provideatur, ead. Sac. Cong. jussit per eumd. Inquisitorem agi cum Magno Magistro Equitum Hierosolimae, et cum E.po Melitensi de certa provisione, aut stipendio Lectori pro tempore assignando.

21. .................................

(Arch. della S.C. de Prop. Fide, Acta Sac. Cong.nis de Propag. Fide, Anno 1636-1637, vol. 12. ff. 359v e 374 rv).

DOC. E.

Lettera Volgare accompagnante il suddetto Decreto.

[Fol. 103]

All’Inquisit.re di Malta.

Molto Illustre e Reverendissimo Signore come fratello,

Questa Sac. Cong. approvando il parere di V.S. stima molto bene l’ereggere costì una scuola di lingua Arabica, e che per Lettore si deputi D. Francesco Azopardo da lei proposto, ma p.ché non si potrà lungo tempo mantenere d.a scuola se non si truova modo di provedere di qualche honorevole stipendio, o di qualch’altro ajuto il Lettore pro tempore, V.S. si compiaccia di trattare col Gran M.ro, e con cotesto Vescovo per aggiustar la sud.a provisione, ò stipendio. Ch’in tanto per dar pn.pio alla d.a scuola s’e fatto il Decreto, che le mando per il sud.o D. Francesco, e me lo affero e raccomando. Roma. 30 7bre.

Affmo. Come fratello
Card. Antonio Barberini
Francisco Ingoli, Segretario.

(Arch. della S. C. de Prop. Fide, Lettere Volgari della S. C. dell’anno 1637. Vol. 17., fol. 103.)

[p.144] DOC. F.

Lettera di Don Francesco Azzopardi al Segretario della Sacra Congregazione de Prop. Fide a Roma pregando di essere enumerato come missionario della S. Congr.

Illmo Revmo Sa.re,

Sempre ho aspettato di ricevere una delle sue care lettere per poter gioire assicurato della sua sanità................................. Pertanto fo sapere a V.S. Illma qualm.te mi ritrovo bene di sanità ed ho gia incominciato a far scuola arabica e mi concorrono molti anco Cavalieri delta Croce; ed io cercarò di fare dal canto mio tutto il dovere; solamente desidererei da V.S. Illma una gratia di connumerarmi come missionario della Sacra Congregazione essendomi anco io ordinato sotto questo titolo di Missionario, e ciò desidererei che si eseguisse quanto prima e gia in Roma si sta negotiando e si sta studiando(?) il mio negotio imperocchè mi fu fatta una Coadiutoria di una cura d’anime, si che ciò aggiunta(?) anco a poter impetrar più facilmente questa Patenta. Sebbene tutto ciò mostri di volermi fermare in Malta nondimeno sempre mi tengo prontissimo alli comandi di V.S. Illma, che occorrendo qualche occasione .............................. in servitio di V.S. Illma o in quello della Sac. Congreg. Mi troverà sempre apparecchiato. Altro non occorre che offrirmele. Umili.mo Sac. di Malta.

Li 14 di luglio 1637

Dr. Francesco Azzopardi, Maltese.

A tergo: All’Illmo e Revmo.......................
Segretario della Sacra Congregazione de Propaganda Fide.
(Archivio della Sacra Congregazione de Propaganda Fide, Roma. Lettere d’Italia. Vol. 19 Corrisp. 1637. pagine 212-3).

DOC. G.

Risposta del Segretario della Sacra Congr. de Prop. Fide alla suddetta Lettera (a tergo della pagina)

Si come è stato caro l’avviso della buona salute di V.S. e dei felici progressi della scuola Araba che mi scrive d’aver costì aperta, così mi sarà sempre gratissimo di poter promuovere li desideri che mostra havere d’adoperarsi per servizio di Dio e della Fede Cattolica. Patenti e titoli di Missionario non si costuma di darli se non in luoghi d’infedeli o anche infetti d’heresia. Potrà costì esercitarsi la charita di lei in molte opere pie............................................

(Archivio della Sacra Congregazione de Prop. Fide. Roma. Lettere d’Italia, Vol. 19. Corrisp. 1637, pag. 212-3).

DOC. H.

Nota sulla nomina di Don Francesco Fenech a successore di Don Francesco Azzopardi come Lettore di Lingua Araba.

Nel 1643 per morte di Francesco Azoppardi Lettore della detta Lingua (Araba) essendo vacato il detto Benefizio li 18 Settembre di detto anno fu dalla S. Congregazione conferito a Don Salvatore Fenech coll’obbligo di esercitare detta lettura in luogo pubblico da deputarsi per commodità degli studenti dal Gran Maestro e Vescovo di Malta.

(Archivio della S. Congregazione de Propaganda Fide. Roma. Memoria, pag. 30. Sommario No. II).

[p.145] DOC. I.

Nota sulla istanza del Vescovo di Malta per aggregare il Benefizio tal-Isqof ai fondi del Seminario... ed elezione del Rettore del Benefizio per Concorso.

Quale Lettura (di lingua araba) essendo di nuovo vacata nel 1683, il Vescovo di Malta fece istanza alla S. Mem. di Innocenzo XI e dalla Santità Sua rimessa alla S. Congregazione del Concilio per aver la facoltà di aggregate al suo Seminario il detto Benefizio; ma ostando la S. Congregazione di Propaganda fu rescritto — Fiat Concursus Emo. Prefetto, et deputaverunt pro examine Patrem Confessarium Sui, et Patrem Lectorem Arabice Lingue — nel qual Concorso tenuto li 10 marzo 1684 fu eletto Don Fabrizio Bonnici, il quale avendo fatto istanza per la destinazione del luogo e delle giornate da farsi una tale lettura per non essere inquietato da Mons. Vescovo, non v’è notizia che si prendesse alcuna risoluzione.

(Archivio della Sacra Congregazione de Propaganda Fide. Roma. Memoria pag. 31. ommario No. II)

DOC. L.

Risposta del Cardinale Sacripante, Prefetto della S. Congregazione ad una preghiera del Vescovo Fra Gaspare Gori Mancini sulla proposta dell’unione del Beneficio Tal-Isqof al Seminario Vescovile.

M.to Rev.mo Mons.re come fratello..................

Riferitosi in questa Sacra Congregazione l’affare della unione fatta da V.S. a cotesto suo Seminario Vescovile del Benefizio Semplice detto Talescof ed attualm. posseduto dal Canonico B. Fabrizio Bonnici come lettore di Lingua Arabica, questi Rev.mi miei Sig.ri sono stati di sentimento ch’ella si contenti soprassedere dall’eseguirla sin a nuovi ordini dell’RR loro. Glielo significo per suo bene e governo, con fiducia che sarà in conformarsi in questa parte, con piena rassegnezione alla giusta mente della S. Congr. praed, e prego in fine il Sign. che la conservi e la prosperi.

Roma 16 aprile 1725

come fratello
G. Card. Sacripante, Prefetto.

(Segreteria Arcivescovile. Tomo VIII. p. 323)

DOC. M.

Nota sulle nuove disposizioni prese per l’insegnamento della lettura di lingua Araba e sulla condotta del Lettore per riguardo a tale insegnamento.

Vacato di bel nuovo nel 1729 per morte del suddetto Bonici avendo Monsigr. Alferan dalla città Valletta trasferito il Seminario alla Notabile desiderò che una tale lettura si esercitasse nella detta città per commodo de’ Seminaristi, ed a Gregorio Carbone, che ottenne un tal Benefizio fù ingiunto l’obbligo di insegnar detta lingua nella propria abitazione alternativamente una settimana nella città Valletta e l’altra settimana nella Notabile. Monsignor Sarbelloni Inquisitore di quel tempo fece vedere a codesta S. Congregazione l’eccessivo gravame che seco portava un tal peso come apparisce dalla relazione del medesimo che umiliò all’EE VV, senza che però fosse presa veruna risoluzione; effettivamente però il detto Carbone non ha quasi mai fatto scuola ne nella Valletta, ne nella Notabile, adducendo sempre di [p.146] non aver scolari; ed un sol anno ha dato il premio stabilito di scudi venti romani, per la qual cosa da Monsignor Manciforte ne fu fatto per ordine dell’EE VV rigoroso processo.

(Archivio della Sac. Congregazione de Propaganda Fide. Memoria. Sommario No. III pag. 30-31)

DOC. N.

Lettera di Mons.gr Antonio Lante, Inquisitore al Prefetto della S. Congreg. de Prop. Fide riguardo la domanda del Sac. Giuseppe Calleja per essere ammesso all’esame per il concorso della Lettura di Lingua Araba e del Benefizio annessovi vacato per morte di Gregorio Carbone.

Die 15 junii 1773.

Per morte di D. Gregorio vaca in Malta un Benefizio appellato di Talescoff d’annuo fruttato di scudi cento di nomina di questa Congregazione, coll’obbligo al Beneficiato di far la scuola in quest’Isola di Lingua Arabica. Suole conferirsi per concorso che si tiene a Roma avanti S. Em. Illmo Prefetto. Essendo affissi gli editti in detta Isola, affinchè chi voleva concorrervi fosse nel termine di due mesi comparso in Roma a subire l’esame in d.a Lingua, altri non si è veduto, che il Sacerdote D. Giuseppe Calleja il quale domanda di essere ammesso all’esame pred.o

Rescriptum

Fiat examen.
(Act. Sacr. Congr. de Prop. Fidei. Anni 1773, Vol. 144, p. 164)

DOC. O.

Relazione del Inquisitore, Mons.gr Antonio Lante, al Prefetto della S. Congr. De Propaganda Fide, riguardo l’istanza fatta dal Sacerdote Giuseppe Calleja, Lettore di Lingua Araba, per aver il permesso di alterare i periodi alternativi di scuola alla Valletta ed alla Notabile.

Em.i e Re.mi Sig.i: Sig.i Dn.i Col.emi,

Troveranno l’EE VV. annessa alla presente una Memoria da me formata opra l’istanza fatta dal Sacerdote Giuseppe Calleja moderno possessore del Beneficio ta l’Escof ........................

Malta, 4 luglio 1774.

Um.o Obbd.mo servo,
(fto) Antonio Lante.

Em.o Cardinale Castelli
Prefetto della S. Congr. De Propaganda Fide.
Benefizio Malta.

D. Giuseppe Calleja, che per nomina dell’EE.LL. gode in Malta il benefizio detto di Ta Le Scoff è obbligato a far la scuola Arabica una settimana nella Città della Valletta, e l’altra in quella della Notabile. Riuscendogli ciò di non piccolo incomodo e spesa ricorre all’EE.ll supplicandole di permettergli di fare la scuola sei mesi in un luogo, e sei mesi nell’altro e di rimettere all’arbitrio di Mons. Inquisitore di Malta in quali mesi debba far dimora nella Valletta, ed in quali nella Notabile. Fù communicata una tal supplica pro Informat.e al Sud.o Mons. [p.147] Inquisitore, il quale stima, che la S. Congregazione possa condiscendere alla grazia. Poiché è evidente l’incommodo ed il gravame che deve risentir l’oratore per continui tragitti da una città all’altra, distanti tra di loro otto miglia. È anche chiaro che deve tener sempre due case aperte. Quando pertanto il Calleja si è obbligato di far la scuola per sei mesi per(?) luogo, verrebbe a risparmiarglisi molto di stipendio e strapazzo. Il male però si è che egli forse non la farà ne nell’uno ne nell’altro luogo, come hanno per lo passato praticato i di lui predecessori con pericolo di non aver scolari. Laonde stimerebbe il d.o Mons. Inquisitore ben fatto che si stabilisce un sito ove dovesse travarsi in alcune ore del giorno il maestro per commodo di chi volesse da esso apprendere l’idioma Arabico. — Per il medesimo pretesto di non aver scolari, i passati maestri si sono dispensati dal tenere in ogni anno come sarebbero stati obbligati di far l’esame de’ giovani per conoscere il loro profitto; e di somministrare a quello che si fosse portato meglio la somma di scudi venti di premio. Cosa che certamente qualche provvidenza..................... perché non accada nell’avvenire.

Rescriptum

Scribatur Inquisitori Meliten, junta mentem
(Archivio S. Congreg. de Propaganda Fidei. Anno 1774, Vol. 847, pp. 271-272)

DOC. P.

Petizione di Michel Antonio Vassalli alla Commissione del Governo Francese per occupare la carica di Professore di Lingua Araba.

Le C.n Mechel-Antoine Vassalli, auteur d’une Grammaire et d’un dictionnaire Maltois, accueilli par les connoisseurs, tant nationaux qu’etrangers; persecuté par l’ancien gouvernement pour ses opinions politiques et déroué depuis dix mois à une prison perpetuelle, dont il ne doit la fin qu’a la valeur francoise; expose qu’il existe dans l’isle de Malte une fondation en immeubles, du revenu de 1,000 a 1.200 francs destiné à l’entretien d’un professeur d’Arabe: il demande cette chaire vacante par la morte du dernier Professeur Joseph Calleja.

Le Comm.ion du Gouvernment .................. considerant ............... Arret: .................. que le Petition .................. sera renvoyer au Commissaire du Gouvernement Francais. 29 Messidor. An. 6

(Regia Biblioteca di Malta. Mss. 6524 C. para. 337)

DOC. Q.

Lettera del Segretario del Governo al Consiglio dell’Università intimando il trasferimento del salario del Professore di Lingua Araba alla carica del Segretario.

Chief Secretary’s Office.
Malta, 27th December, 1824.
Gentlemen,

I am directed by H.E. the Governor to inform you that he has been pleased to approve of the following arrangements for the University for the ensuing year.

…………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………

[p.148] The salary now paid to the Professor of Arabic is to be transferred to the Secretary: and in respect to the Professor’s pay, I am desired to arrange it with the Bishop, being a charge which ought to be defrayed by him.

…………………………………………………………………………………………………..

I have the honour to be,
Gentlemen,
Your most obedient humble servant,
(sd) Fred. Hankey,
Chief Secretary to Government.

To the Council of the University.
(Archivio Università. — Government Letters. Vol. I., 1823-1832).

DOC. R.

Lettera del Segretario del Governo al Consiglio dell’Università revocando l’ordine dato nella lettera precedente del 27 dicembre, per riguardo al trasferimento del salario del Professore alla carica del Segretario.

Chief Secretary’s Office.
Valletta, 31st December, 1824.

Gentlemen,

In reference to my letter of the 27th instant, I am directed to inform you that the arrangement under which the Professor of Arabic is to give up his post to the Secretary of the University, receiving in lieu the amount of a Benefice from the Bishop, particularly allotted to the Professor of Arabic, cannot be carried out into effect for the present, as the amount of that Benefice is remitted annually to the Propaganda at Rome, and it will require a long correspondence before it can be restored to its proper channel.

Under these circumstances His Excellency desires that the Professor of Arabic may continue to receive his present salary, and in regard to the Secretary, his salary must be defrayed from the gross sum settled by Government as the annual expenditure of the University.

......................................................................................................................................................

............................................................................................................ ..........................................

I have the honour to be,
Gentlemen,
Your Obedient humble servant
(sd) Fred. Hankky,
Chief Secretary to Government.

To the Council of the University.
(Archivio Università. — Government Letters. Vol. I., 1823-1832).

[p.149] DOC. S.

Lettera del Segretario del Governo al Rettore dell’Università riguardo d’apertura della classe elementare di Lingua Araba nel Liceo dal Sigr. Roberto Casolani, Precettore della medesima lingua.

No. 1045 Chief Secretary’s Office.
Valletta, April 26, 1853.

Sir,

1. I am directed by the Governor to acquaint you, that His Excellency has been pleased to authorize Mr. Roberto Casolani to open in the Lyceum an elementary class of instruction in reading and writing Arabic.

2. Mr. Casolani has been directed to arrange with you the hour and other circumstances of the class to be opened. The Salary of the office of Preceptor of Arabic nonvacant, may be applied, until further orders to the remuneration of Mr. Casolani, such remuneration to commence from the opening of the class, which you will have the goodness to report to me.

I am, Sir,
Your Obedient Servant,
(sd) H. Lushington.
Chief Secretary to Government.

To the Rector of the University.
(Archivio Università. Government Letters. Vol. III. 1849-1854).