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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 1(1955)4(207-220)

[p.207] L’Antica Fondazione della Scuola di Lingua Araba in Malta

A. Cremona

Parte Seconda

FONDAZIONE DEL BENEFICIO ANNESSO ALLA ANTICA CLASSE DI LINGUA ARABA IN MALTA

Ed ora, che siamo entrati nel merito dei fondi della antica istituzione della scuola di lingua araba in Malta, delle cui risorse, dopo la soppressione della classe di lingua araba nella Università di Malta nel 1824 da parte della Sagra Congregazione de Propaganda Fide, si era fatto uso per accrescere i fondi della su riferita Congregazione per il mantenimento di una classe di lingua araba al Collegio Urbano di Roma, sarebbe molto opportuno di dare dei ragguagli storici sulla fondazione del beneficio annesso alla su menzionata scuola.

Dalle ricerche finora fatte e dai documenti che ho in mano non mi è riuscito di rintracciare la provenienza od il possessore del beneficio prima che vacasse e fosse concesso quale fondo di risorsa per l’erezione della scuola di lingua araba, né la concessione enfiteutica originale nel 1637.

Mi consta solamente dagli atti notarili in data del 16 settembre 1761, 23 marzo 1762, 7 settembre 1762 e 23 settembre 1763, e poi del 22 ottobre 1860 e 4 marzo 1861, — i primi quattro redatti dal notaro Ignazio Bonavita e gli ultimi due dal notaro Francesco Calleja — che il fondo del beneficio era ed è tuttora sito nell’isola di Gozo, allora facente parte della diocesi di Malta, sotto il titolo Tal-Isqof o TaSanta Ċeċilja, più volgarmente noto TaSanta Ċilja, nei confini del villaggio Għajnsielem al Gozo. La clausura, secondo una pianta annessa all’atto del 16 settembre 1761, è anche denominata Il-Wileġ taSanta Ċeċilja. La parola wileġ (plur. di wilġa, che significa terreno vasto prospiciente una valle o pianura coltivabile) è talvolta negli stessi documenti corrotta in Huegel. Il fondo, come descritto ed identificato da me personalmente, consiste in un vasto terreno coltivabile, distribuito in quattro divisioni di terra fronteggiata verso mezzogiorno da un vecchio fabbricato consistente in una serie di case con ricetti ed in parte adiacente alla strada pubblica. Il terreno è attiguo verso ponente e tramontana ad una viottola denominata Sqaq il-Merkant e verso levante attiguo ad altri terreni agricoli spettanti ad altri proprietari. Il fondo, come già menzionato, trovasi nei limitrofi del villaggio Għajnsielem sulla via che dall’Imġarr conduce all’antico borgo del Castello di Gozo che dai tempi del periodo arabo ebbe il nome di Rabat e nell’epoca del presente Governo Inglese, durante il regno della Regina Vittoria, il nome di Città Victoria. Il fondo, come anche trovasi ricordato in altri documenti, porta il nome di Tal-Isqof, forse perché originariamente la tenuta era notoriamente un beneficio semplice di giurisdizione vescovile esercitata allora dal vescovo di Malta.

Dirimpetto, sulla parte opposta della via, in un terreno coltivabile sta ancora in piedi l’antica torre, una volta proprietà della famiglia Manduca Piscopo [p.208] Macedonia [1] che porta ancora il nome di Torri ta’ Santa Ċeċilja, preso dalla chiesuola rurale della stesso titolo Ta’ Santa Ċeċilja, a pochi passi dietro la torre nella stessa clausura. La chiesuola fu profanata nella visita pastorale del Vescovo Cagliares nel 1636 [2] ma fu poi reintegrata dopo che il suo benefattore Pasquale Muscat, oltre i 18 scudi di rendita bollata donati nel 1615 con l’obbligo della celebrazione di una messa nella festa di Santa Cecilia, donò anche alla chiesuola 6 scudi annuali sopra tutti i suoi beni contigui alla stessa chiesa a pro di ciò che le abbisognava, oltre la celebrazione della sua festa. Dopo cinque anni la chiesuola fu definitivamente profanata in un’ulteriore Visita Pastorale del Vescovo Balaguer. Oggi il vecchio edificio è in uno stato di deperimento strutturale e non serve che a conservarvi arnesi agricoli. Dal nome di questo terreno, alla parte opposta, il fondo beneficiale è tradizionalmente noto anche col nome di Santa Ċeċilja o di Santa Ċilja oltre quello di Ta’ l-Isqof.

Torri Santa Ċilja

Il primo contratto enfiteutico del fondo riscontrato negli archivi è quello redatto negli atti di Ignazio Saverio Bonavita [3] in data del 16 settembre 1761, una data che segna lo spazio di circa 124 anni dalla data della istituzione della scuola di lingua araba con la dotazione del beneficio, e, siccome il contratto enfiteutico non riferisce ad alcun atto anteriore, non si può constatare se il fondo fosse prima concesso in forza di un’enfiteusi contrattuale. L’atto contrattuale portante la data del 16 settembre 1761 e gli altri posteriori in data del 23 marzo, 1762, 7 settembre 1762 e 23 settembre 1763 [4] parlano della concessione in enfiteusi fatta dal [p.209] Sacerdote Don Gregorio Carbone quale rettore del beneficio appellato TaSanta Ċilja a favore di un tal Giuseppe Cassar di Gozo, dei terreni dello stesso beneficio TaSanta Ċilja o Tal Wileġ taSanta Ċeċilja — comprendendo la capacità complessiva di 9 salmi e 3 tumoli per l’intiero annuo canone di circa scudi 313 pagabili in tre uguali rate, cioè il 15 agosto (Santa Maria), nel Santo Natale e nel giorno di Pasqua.

Dal primo contratto enfiteutico del 16 settembre 1761 si deduce che una delle investiture del beneficio consistente di quattro porzioni di terre della totale capacità di 2 salme, 11 tumoli e 2 mondelli (misure maltesi) era solito affittarsi alla rata di 24 scudi (maltesi) per ciascuna porzione, ma in virtù della concessione in enfiteusi, tali porzioni di terre furono aumentate a 25 scudi l’una, dando così il valore complessivo di 100 scudi per l’intiera investitura formante parte del beneficio, come proposto dal concedente Don Gregorio Carbone nelle sue petizioni fatte per ottenere nel caso specifico il Beneplacito Apostolico per le validità del contratto enfiteutico. In tal guisa si dispose anche per le altre tre investiture dei canoni beneficiali nei susseguenti atti enfiteutici che in tutto fruttarono l’ammonto complessivo di una rendita annua di 313 scudi. [5]

Oltre le condizioni su menzionate nelle rate del pagamento del canone ve né sono altre che obbligano l'enfiteuta od investiti ad uniformarsi a certi patti, fra cui quelli di non alienare, trasferire ad altri i terreni concessi, senza il consenso del concedente, di dover estrarre dal contratto a.spese proprie due copie legali, l’una per l'enfiteuta e l'altra per il concedente, e di affiggere una lapida al muro esteriore della tenuta con una iscrizione indicante la concessione enfiteutica e che, spirato il termine enfiteutico di 99 anni, l'enfiteuta si obbligherà a cedere l'uso del fondo al concedente con tutti i miglioramenti fatti senza alcuna pretensione di compenso. All'atto contrattuale del 16 settembre, 1761 segue la pianta della clausura attestata e confermata dai Periti Agrimensori Francesco Aquilina e Orazio Cauchi in data del 31 agosto 1761 ed infine la relazione del Diocesano Don Bartolomeo Rull in data del 15 settembre 1761 confermante il contenuto delle Petizioni del Rettore del beneficio dietro richiesta del Sacro Collegio dei Cardinali della Sagra Congregazione de Propaganda Fide (Doc. A). Risulta infine che il Rettore del beneficio concedeva in enfiteusi il fondo del suo beneficio dopo 32 anni della sua nomina come lettore di Lingua Araba, presumibilmente allo spirare del periodo enfiteutico dello stesso fondo di cui percepiva le gabelle, in qualità di Rettore dei beneficio.

Al termine enfiteutico di 99 anni, cioè nel 1860, la scuola di lingua araba aveva cessalo di esistere da circa 36 anni. Corre gia accennato, l'ultimo dei precettori ricordato negli atti enfiteutici del 1860 e 1861 stipulati nella devoluzione e riconcessione della enfiteusi per ulteriore periodo enfiteutico di 99 anni fu Don Giuseppe Calleja, per la cui morte vacò il beneficio e la carica di lettore di lingua araba nella Università degli Studi in un momento di sconvolgimenti politico, di cambiamento di regime, di susseguenti sommosse ed insurrezioni, di blocco e di una nuova trasformazione di stato politico ed amministrativo che rimase incerto stante le [p.210] trattative internazionali dei destini dello stato d'Europa dopo la caduta di Napoleone fino l'anno 1814, in cui il trattato di Parigi pose definitivamente i destini di Malta sotto il Protettorato e Governo della Gran Brettagna.

Dalla corrispondenza di Ball e da altri documenti si desume che col ristabilimento degli studi universitari ai primi tempi del regime Britannico nelle isole di Malta, come accennato prima, la carica di lingua araba nell'Università degli Studi fu occupata da una persona idonea, per nomina governativa almeno fino il 1838, e dopo poi dal 1881 fino il 1889, stipendiata dai fondi del Tesoro Governativo e non già, come per l'addietro, delle risorse del beneficio. Ciò è confermato anche dal Beneplacito Apostolico in data del 9 gennaio 1861 inserito e transunto negli atti del Notaro Francesco Calleja in data del 4 marzo 1861 in cui e detto che l'istituzione (cioè della Scuola di Lingua Araba) si mantenne fino l'anno 1798, in cui vacò il beneficio per morte del Professore che né era investito, ed in pari tempo passava l'Isola di Malta dai Cavalieri Gerosolimitani lotto il dominio degli Inglesi i quali avendo ivi stabilito una Università con la cattedra anche di Lingua Araba, rendessi inutile l'altra privata, tanto più che, ben spesso mancavano gli uditori, per lo che la Santa Congregazione lungi dal procedere alla nomina del nuovo Professore, che probabilmente gli sarebbe stata contrastata da quel Governo, dispose della vendita del beneficio a vantaggio delle Sagre Missioni avendone riportata l'Apostolica venia. Per altro nell'anno 1824 li Presidi che erano alla Direzione della Sagra Congregazione pensarono con savio consiglio di trasferire net Collegio Urbano di Roma la Scuola di Lingua Araba con tanto maggior profitto, essendo una tale lingua necessaria agli alunni ivi in gran numero raccolti e percepire le rendite rispettive onde provvedere il Professore di un congruo assegno; qual progetto umiliato al Trono Sovrano, merito egualmente Pontificia Sanzione, come da Rescritto dell’8 febbraio 1824, a relazione di Mons. Pietro Cepraro, Arcivescovo d'Iconia, allora Segretario della Sagra Congregazione, indì Cardinale di S. Romana Chiesa, e così da quell'epoca in appresso ha amministrato e fatto proprio le vendite del Beneficio Tal Escoff.

La Relazione di Monsignor Pietro Cepraro che accompagna il Rescritto Apostolico del 8 febbraio 1824 da una simile ma alquanto differente versione delle ragioni che indussero la Sagra Congregazione a sottomettere alla Sanzione Pontificia il suo parere per il trasferimento della Scuola di Lingua Araba in Malta con il relativo Beneficio a pro di una simile scuola nel Collegio Urbano di Roma. (Doc. B).

Le ragioni addotte nella relazione di Mons. Cepraro furono precipuamente le seguenti, come testualmente trascritte in certi punti dal testo originale della Relazione; cioè: in primo luogo, che essendo vacato il beneficio Tal-Isqof per morte del Professore di Lingua Araba nel 1798 e passato le isole di Malta e Gozo dopo poco in possesso degli Inglesi, (i quali istituirono nell'Università una scuola di Lingua Araba che non era frequentata se non da qualche individuo per favorire il maestro a conservargli il titolo) non fu possibile alla Sagra Congregazione di ristabilire in Malta la sua scuola sebbene ne facesse tutti i tentativi; in secondo luogo, perché il Vescovo di Malta non si era mai risoluto, quantunque né avesse avuto per due volte l'ordine dalla Sagra Congregazione, d'intimare il concorso, a cui niuno, se né eccettui il Professore di Lingua. Araba nell'Università (in questo caso Fra Giuseppe Grassi) sarebbe comparso, tanto che rispondendo Egli alla Sagra Congregazione disse [p.211] essere d'avviso, che qualunque fosse stato in origine lo scopo della fondazione del beneficio, ora il medesimo si rendeva superfluo, si perché niuno si applicava alto studio della lingua araba, si perché volendosi anche applicare, ne poteva avere tutto, il comodo nell'Università

Nella relazione si era rilevato ancora che sarebbe più espediante di trasferire Provvisoriamente, e fino che durassero quelle circostanze, la Scuola di Lingua Araba in Roma nel Collegio Urbano con lo stesso stipendio di 106 scudi romani e che finalmente non si può temere alcuna opposizione per parte del Governo Inglese, il quale come non si oppose a che la Sagra Congregazione impieghi i frutti del detto beneficio a favore delle missioni, come difatti li aveva impiegati fino allora dal tempo in cui vacò la scuola di lingua araba con la morte di Don Giuseppe Calleja nel 1798, così sembrava che non doveva opporsi all'impiego che se ne farebbe a favore della medesima scuola nel Collegio Urbano di Roma.

Che i frutti del beneficio sono stati dalla data del Rescritto apostolico applicati a favore delle scuola di lingua araba nel Collegio Urbano e confermato tanto dall'atto enfiteutico del notaro Francesco Calleja in data del 4 marzo, 1861, (Doc. C), come dallo stesso Rescritto in data dell'8 febbraio 1824, in calce alla su accennata Relazione, sanzionante la traslazione della Scuola nel Collegio Urbano ed ordinando al Vescovo di Malta di rimettere annualmente l'ammonto di 106 scudi romani nella città di Roma a favore della cattedra di Lingua Araba nel su detto Collegio (Doc. B). Come corrolario e riconferma di tutto ciò si ha poi la lettera di Frederick Hankey, Segretario Principale di Governo, del 31 dicembre 1824, cioè di undici mesi circa dopo il Rescritto apostolico, in cui, come accennato altrove prima, scancellava l'ordine dato per lettera del 27 dello stesso mese per trasferire lo stipendio del precettore di lingua araba alla carica del Segretario dell'Università presumendo che per tale stipendio dovesse provvedere il Vescovo dalle risorse del Beneficio tal-Isqof, dove si esprimeva che siccome l'ammonto di quel beneficio si trasmetteva annualmente alla Sagra Congregazione della Propaganda Fide di Roma, pel momento le disposizioni prese dal Governo come indicato nella lettera precedente non potevano effettuarsi, perché vi occorrevano delle lunghe trattative per corrispondenza prima che si potesse ricuperare a favore dell’istituzione originale le risorse del beneficio. (Doc. R. Parte Prima).

Con la morte dell'ultimo possessore del Beneficio, le risorse del fondo beneficiale furono amministrate dalla Prefettura e Segreteria della Sagra Congregazione ed eventualmente da un Agente in Malta della Sagra Congregazione come difatti, riferibilmente all'atto di devoluzione e traslazione del beneficio in data del 22 ottobre 1860, si desume dall'atto ulteriore in data del 4 marzo 1861, confermante con Beneplacito Apostolico il contratto enfiteutico nel su riferito atto, in cui e detto che col trasferimento della Scuola di lingua araba nel Collegio Urbano di Roma, le vendite del beneficio da quell'epoca in appresso furono amministrate, e fatte proprie dalla Sagra Congregazione. All'epoca dell'atto contrattuale del 1860 per la rinnovazione dell'enfiteusi il beneficio, per commissione della Sagra Congregazione, era amministrato dal Rev. Don Emmanuele Speranza in Malta, Procuratore dei beni della Sagra Congregazione esistenti in Malta e Gozo, che a sua volta delegò il Canonico Cantore della Santa Matrice ed Insigne Collegiata. Chiesa di Gozo, Don Michel'Angelo Garroni.

[p.212] L'atto contrattuale del 1860, essendo il documento che, allo spirare del termine enfiteutico stabilito dagli atti precedenti tra il Rettore del Beneficio e gli enfiteuti da vita ad una nuova concessione enfiteutica del fondo beneficiale sotto differenti circostanze nella storia dell'istituzione; rappresenta una nuova fase nell'amministrazione del fondo con nuovi canoni e nuove stipulazioni che tuttora sussistono e riassumono l'ultima evoluzione storica dell'amministrazione del fondo istituito da 22 anni prima.

Secondo la Relazione che trovasi inserita nell'Atto contrattuale in data del marzo 1861 (in Atti Francesco Calleja) il valore complessivo dei canoni delle terre beneficiali fino alla data della renova della concessione enfiteutica [6] ammontava a 313 scudi. (maltesi) equivalenti a 125 scudi romani, ovvero £26 - 1 - 8. (moneta inglese). In virtù del nuovo atto enfiteutico del 22 settembre 1860 il valore complessivo delle quattro investiture formanti il Beneficio della totale capacità di nove salme e tre tumoli secondo la stima fatta dal perito agronomo Fortunato Mizzi ammontò a 984 scudi e 60 tarì equivalenti all'attuale valore monetario di £82 – 8 – 4 (4. & 6).

Fra i patti stipulati nel nuovo atto enfiteutico oltre quelli che convenzionalmente si trovano inseriti negli atti antecedenti e quelli usuali riscontrabili in simili concessioni enfiteutiche dell'epoca ed anche tradizionalmente riscontrabili negli atti moderni sarebbe opportuno menzionare le seguenti clausole che danno al contratto un carattere particolare, cioè di dare al concedente, (oltre la somma di lire sterline 82 all'anno valore del canone) i seguenti carnaggi: un pollo d'India, un agnello e sei capponi di prima qualità, come anche di offrire il peso di messe imposte sul beneficio a favore della Mensa Capitolare della Chiesa Matrice di Gozo, di scudi 16 tarì 4 e la media decima da dichiararsi dovuta al Venerando Seminario della Diocesi di Malta.

Dall'epoca dell'ultima riconcessione dell’enfiteusi del fondo fino ai giorni d'oggi riscontriamo una piccola serie d’Agenti Procuratori in Gozo di questo fondo che successero al Canonico Don. Michel'Angelo Garroni, i quali progressivamente acquistarono una certa amministrazione sul fondo che non si deve confondere con quella generale della curazia sui beni spettanti nelle isole di Malta e Gozo alla Sacre Missioni. Dopo il Rev. Don Emmanuele Speranza ed il suo delegato, Mons. Garroni in Gozo, i successori nell'amministrazione dei beni della Propaganda Fide in Malta e Gozo, e specificamente del fondo Santa Cecilia in Gozo, che all' uopo delegarono loro agenti a Gozo per maggior convenienza, furono Mons. Francesco Spiteri Agius, Mons. Don Paolo Pullicino e finalmente Mons. Isidoro Formosa De Fremaux de Conti Formosa Montalto.

Il principio di-delegare una persona che potesse più direttamente e con minore scomodo amministrare il fondo fu adottato e poi seguito con sviluppo autonomo da altri Agenti Amministratori in Gozo, siccome, con buona-ragione, si credette opportuno una volta che il fondo giaceva nell'isola di Gozo.

Gli Agenti Amministratori in Gozo, dopo Mons. Garroni, che restituivano io pagamenti delle rendite del fondo "Tal-Isqof" o 'Ta' Santa Ċilja" agli Amministratori [p.213] e Diretto" della Propaganda Fede in Malta furono i seguenti, la maggior parte di loro nella loro carica di Economi della Mensa Vescovile di Gozo: Pietro Paolo Cassar Gioioso, P.L., Vincenzo Caruana fino il 1909, Luigi Bondin, fino il 1928, Arturo Bondin, P.A.A., fino il 1951 (questi fu anche dopo Procuratore del fondo e finalmente il Rev. Edoardo Bondin, Cappellano di S. E. il Vescovo di Gozo, che, alla morte, di Arturo Bondin, subentrò nella carica di Procuratore del fondo con tutte le inerenti facoltà concesse al predecessore. Il Sigr. Arturo Bondin, per incarico speciale del Rappresentante della Sagra Congregazione della Propaganda Fide, Mons. Carlo Salotti, Arcivescovo Titolare di Filippopoli e di Tracia; aveva avuto una procura dell'Amministrazione del fondo per atto notarile pubblico in data del 6 agosto, 1931, in atti del notaro Dr. Saverino Urbani, a Roma, colla facoltà di trasmettere direttamente ai Segretari dell'Economia della Propaganda Fide le rendite del fondo rurale "Tal-Isqof" o "Ta' Santa ĊeČilja''. Ciò ebbe luogo durante l’amministrazione di Mons. Isidoro Formosa De Fremaux a cui fino alla data della Procura gli Agenti Amministratori in Gozo versavano le rendite del fondo.

Dai registri dei Benefici annessi alla Diocesi di Gozo sotto la giurisdizione del Vescovo di Gozo stralciamo questa Dichiarazione fatta da Mons. Isidoro Formosa De Fremaux in data del 5 marzo, 1930, un anno e pochi mesi dalla Procura data direttamente al Signor Arturo Bondin : "Tale Beneficio (cioè Ta' l-Isqof o Ta' Santa Ċeċilja) va a vantaggio della suddetta Congregazione (della Propaganda Fide) siccome in forza della Fondazione lo stesso Beneficio era di giuspatronato della medesima, e, prima di questa data la stessa Congregazione teneva una Scuola di Lingua Araba al Gozo secondo quanto estesamente evincesi dal Beneplacito Apostolico net Contratto di Enfiteusi nei rogiti del Notaro Francesco Calleja del di 4 marzo 1861."

Giova osservare che secondo questa dichiarazione, anteriormente all'anno 1824, la Sagra Congregazione della Propaganda Fide teneva una scuola di lingua araba in Gozo: un tale asserto e basato, come desume Mons. Formosa de Fremaux, su quanto è detto nel Beneplacito Apostolico inserito nel Contratto di enfiteusi nei rogiti del Notaro Francesco Calleja del 4 marzo 1861, Ciò e in piena contraddizione con i principi ed i fatti per riguardo all'erezione della scuola di lingua araba istituita in Malta dalla Propaganda Fide con Breve Pontificio net 1637, siccome dalla corrispondenza e da altri documenti, di cui si e fatto menzione prima, la scuola di lingua araba tenevasi nell'isola di Malta da lettori che abitavano nell'isola di Malta e non in quella di Gozo, dove soltanto esisteva ed esiste tuttora il fondo beneficiale. La sentenza che nel testo originale, riportato nel contratto enfiteutico su menzionato, si riferisce alla fondazione e dotazione della scuola, corre testualmente così:- "Tra le tante beneficenze e providenze che il Pontefice Urbano VIII di Sa. Mem: diresse alla Propagazione della Fede nelle Parti degli Infedeli vi fu pure quella fondazione e dotazione di una scuola di Lingua Araba nell'isola di Gozo, diocesi di Malta per istruzione dei Missionari, etc.", in cui l'espressione fondazione e dotazione di una scuola araba nell'isola di Gozo" offre, per mancanza di una chiara costruzione, un equivoco, siccome, a mio credere, dal contesto si dovrebbe comprendere o meglio desumere che e la fondazione e dotazione nella forma del terreno o clausura beneficiale che esisteva effettivamente in Gozo e non già la scuola di lingua araba. Un simile errore che non si può tanto attribuire a mancanza di costruzione chiara trovasi ancora nella prima parte della Relazione sulla traslazione della scuola araba di [p.214] Malta nel Collegio Urbano sottomessa per l'Udienza di Sua Santità dal Consiglio della Sagra Congregazione nell'8 febbraio 1824, in cui si relatava: "Esisteva già a Malta, e più precisamente nelle isole del Gozzo una scuola di Lingua Araba pel ''mantenimento della quale la S. M. di Urbano Ottavo aveva assegnato un beneficio denominato Tal Escof, etc.". Evidentemente il sito del fondo del beneficio e stato confusamente immedesimato con il sito della scuola di lingua araba istituita simultaneamente nel decreto con l'assegnazione del Beneficio.

Dai documenti dell'amministrazione locale delle rendite del beneficio abbiamo un rendiconto attuale dei pesi a cui si fa allusione nell'atto contrattuale del fondo beneficiale del 22 ottobre 1860 al paragrafo settimo su accennato e di cui abbiamo già fatto cenno dandone dei dettagli oltre i patti stipulati in senso generale. Attualmente i pesi risultano ammontare ai seguenti:

Media decima ..................... £2 - 9 - 2 verso la Mensa Vescovile di Gozo. (originariamente a favore del Ven. Seminario di Malta)

Peso di Messe pagabili il 15 agosto verso la Chiesa Cattedrale di Gozo. £1 – 7 – 2.

Nella ricapitolazione degli eventi della storia della istituzione della antica scuola della lingua araba a Malta si ha un quadro di esito piuttosto sconfortante tanto per riguardo allo scopo precipuo della fondazione quanto per le attività ed applicazione della stessa istituzione originale.

Non si può dire che lo scopo siasi degenerato perché fino alla decadenza del prestigio navale contro le aggressioni ottomane verso lo scorcio del secolo decimo ottavo, l'istituzione della scuola della lingua araba poteva servire ancora di buon mezzo per la propaganda della Religione Cristiana fra gli Infedeli che per la maggior parte erano di schiatta araba abitanti la costa settentrionale africana, ove l’Ordine ebbe i più vicini e poderosi nemici che le contrastavano terreno e sovranità. Con tutto ciò non sembra che la scuola, con tutte le buone e pingui risorse per la sua manutenzione abbia avuto una numerosa concorrenza da parte del ceto ecclesiastico, delle volte misto con quello dei membri dell'Ordine che vi concorreva per fini di erudizione. E sembra, perciò, che dato l'esito poco confortante, causato anche da circostanze politicamente sfavorevoli verso la fine del secolo decimo ottavo e lo svolgere del secolo susseguente si e creduto proprio e più vantaggioso applicare i fondi della rendita dell'istituzione provvisoriamente per le missioni all'estero, e dopo, alla scuola stessa di lingua araba al Collegio Urbano di Roma attinente all'istituto della Propaganda Fide come contro d'insegnamento di lingue orientali che aveva nei vasti continenti del mondo pagano uno scopo più esteso e consono con i tempi ere che allora correvano e corrono tuttora.

Oltre allo scopo dell'insegnamento della lingua araba, l'istituzione mirava ancora ad altri scopi secondari cioè quelli del servizio gratis che il Rettore del Beneficio e Lettore di lingua araba doveva prestare al Tribunale del Santo Offizio nelle traduzioni dall'arabo, dell'insegnamento del Catechismo e della predicazione agli schiavi che parlavano l'arabo (Doc. B) (6), ed e molto ovvio che tali scopi cessarono con la decadenza dell'Ordine dei Cavalieri Gerosolomitani e l'influenza politico-religiosa di questi come difensori della Fede Cristiana contro l’impero ottomano [p.215] negli albori dei secolo decimo nono quando le nazioni del mondo europeo cristiano aprivano i loro porti ad un commercio marittimo libero con la Turchia.

Dall'altro canto la lettera di Ball al Cardinale Consalvi verso il 1803, su riferita, chiedendo la reintegrazione della cattedra di lingua araba nell'Università di Malta con le risorse del Rettorato del beneficio Tal-Isqof o Santa Ċeċilja fa supporre che la necessità di una tale istituzione nell'opinione delle Autorità Superiori si sia fatta sentire tanto per lo scopo precipuo per cui fu originariamente creata, cioè per il maggior progresso della Fede Cristiana Cattolica, come anche in senso materiale per scopi commerciali con il litorale delle terre dell'Africa Settentrionale con cui Malta teneva un’intensa relazione commerciale. Il fatto che immediatamente dopo la corrispondenza di Ball con il Segretario di Stato di Sua Santità, le Autorità del Regime Provvisorio hanno preso delle misure per ristabilire a spese del Tesoro Pubblico la classe di lingua araba nell'Università dimostra ad evidenza che la domanda di Ball presso la Santa Sede non ha avuto un riscontro favorevole.

Giova del resto osservare che la domanda di Ball per la reintegrazione dell'antica scuola di lingua araba nell'Università di Malta sotto le condizioni come indicate ed a norma del decreto di Sua Santità Pio VI spedito l'anno 1795 al Gran Maestro De Rohan contradirebbe le asserzioni menzionate tanto nella Relazione del Segretario della Sagra Congregazione inserita per la riconcessione dell'enfiteusi del fondo Ta' l-Isqof o Santa Ċeċilja negli atti del Notaro Francesco Calleja il 4 marzo 1861, quanto nella stessa Relazione sottomessa per l'Udienza di Sua Santità sulla traslazione della scuola di lingua araba nel Collegio Urbano che ebbe la Pontificia Sanzione per Rescritto del 8 febbraio 1824.

Esaminando le ragioni addotte nelle su citate Relazioni per il trasferimento della scuola di arabo in confronto alle raccomandazioni di Ball nella sua lettera al Segretario di Stato presso la Santa Sede facilmente si potrebbe desumere che il trasferimento della antica scuola di lingua araba assieme alle rendite del beneficio annesse a questa scuola per decreto del 8 febbraio, 1824, dopo circa 26 anni in cui la scuola con il rettorato del beneficio restò vacante e le risorse del beneficio andarono a favore delle sagre missioni, lungi da essere giustificato da buoni e solidi ragioni che rispondono a fatti, fascia ad intravedervi qualche altro motivo di natura amministrativa tanto della scuola quanto del fondo, indipendente da quella voluta dal Governo d'allora a norma del Breve o Rescritto di Papa Pio VI concesso nel 1795 al Gran Maestro De Rohan che obbligava il Rettore dei Beneficio d'insegnare la lingua araba nell'Univerità assoggettandolo alla disciplina di quella Sede.

Comunque né sia stato il motivo o pretesto sembra del resto, più che un'anomalia il fatto che una volta che per mutate circostanze di politica internazionale non parve più alle autorità della Sagra Congregazione di Propaganda Fide che la scuola di lingua araba avesse più lo scopo di esistere a Malta come mezzo di propaganda secondo i fini per cui originariamente fu istituita, i fondi locali destinati pel mantenimento della stessa scuola abolita localmente non dovessero ugualmente cessare come mezzo di sostentamento per una scuola simile in una terra estera con cui non ci legano che delle semplici tradizioni culturali ma di nessun rapporto politico od amministrativo in senso morale o civile e non rivertire le risorse del fondo beneficia:e per quello scopo per cui prima della istituzione della scuola antica di lingua araba erano destinate come fondo sotto la giurisdizione della diocesi vescovile [p.216] di Malta od almeno utilizzarle per l’istituzione di una simile scuola nella diocesi locale a cui spettava la giurisdizione del fondo locale o per altri bisogni diocesani.

Non vorrei concludere questo mio studio storico sulla antica fondazione di questa scuola, la cui vita in questa isola cessò dopo un periodo piuttosto lungo ma burrascoso ed incerto di ben 161 anni, se si dovesse dedurre gli ultimi 26 anni in cui il beneficio del fondo rimase vacante, senza porgere i miei ringraziamenti, in primo luogo al reverendo amico mio Don Carmelo Sant, B.A., Lic.D., Lic.S.Script., che durante i suoi ultimi studi a Roma per la Licenza della Sagra Scrittura, dopo mia preghiera mi hi con tanto ardore e gentilezza d'animo, raccolto delle annotazioni dalla corrispondenza tra gli Inquisitori a Malta ed il Consiglio della Sagra Congregazione de Propaganda Fide, conservata negli archivi della Sede di questa a Roma. Senza l’aiuto del benemerito reverendo non avrei colmato varie importanti lacune della parte narrativa sulla istituzione della scuola. In secondo luogo sono oltremodo grato verso il Magnifico Rettore della Regia Università, il Professore J. Manchè, M.D., B.Sc., che mi permise con la solita sua gentilezza di consultare i registri dell'Archivio Universitario da cui ebbi l'opportunità di estrarre le più rilevanti informazioni sulla storia dell'insegnamento dell'arabo nell'Università degli Studi durante l’epoca che riguarda questo mio studio. Merita anche la mia pia riconoscenza la buon'anima del defunto Signor Arturo Bondin, P.A.A., che nella sua qualità di amministratore del fondo beneficiale, mi diede gentilmente accesso ai suoi registri da cui potei stralciare dei pregevoli notamenti sulla amministrazione del fondo tanto da mettermi in grado di poter confermare dei dettagli inseriti nel contralto enfiteutico del fondo conservati negli archivi Governativi delle due isole. Sono anche debitore verso la gentilezza del Signor Joseph Cassar Pullicino per avermi fornito dei notamenti biografici sul Precettore di Lingua Araba, il Maronita Scheydak ed altri dettagli storici, come del resto ho già dichiarato altrove con nota separata a piè di pagina, come anche sento di dover esprimere i miei sensi di gratitudine verso tutti coloro che non si rifiutarono di offrimi il Loro autorevole intervento nelle mie ricerche, fra cui godo di menzionare in modo speciale l'Archivista della S. Congr. de Propaganda Fide, Mons. Giuseppe Monticone, che ebbe anche la gentilezza di procurarmi copia di alcuni documenti relativi all’istituzione e decreti della scuola di lingua araba e suo trasferimento nel Collegio Urbano; come anche il Signor Reverendo V. Borg, studente Universitario di Teologia, che mi procurò copia di un documento dalla Curia Vescovile relativa alla risposta del Prefetto della Sagra Congregazione de Propaganda Fide sulla proposta fatta dal Vescovo Gori Mancini di unire il Beneficio ai fondi del Seminario della Notabile. Finalmente sento ancora di dover esprimere i miei sensi di riverente riconoscenza alla degna persona di Sua Eccellenza l'Arcivescovo Metropolitano Sir Michele Gonzi che a mezzo di Mons. Prof. Arturo Bonnici, Presidente di questa Società, mi concesse il permesso di consultare gli Archivi Vescovili.

[p.217]

DOCUMENTI

Pianta della Clausura di S. Cecilia.

PIANTA di tutta la Clausura appellate Il Uileg di S. Cecilia Beneficiale spettante al M.to Rev.do Dn. Gregorio Carbone, fatta dalli Periti, in actis eletti, e divisa in quattro porzioni, oltre il rimanente di d.ta Clausura nella forma seguente.

Levante con beni di Michel'Angelo Camilleri
in actis e di Carlo ed Agostino Magro.

Tramontana con strada pubblica.

Mezzodì con strada pubblica in parte ed in parte colli beni del Sigr. Domenico Cassar cogl'eredi di Michele Cassar, del Sigr. Gregorio Attard, Domenico Mercieca e Giuseppe Mercieca.

Ponente con strada pubblica.

A. - Porzione della sud.ta clausura, come net cap.lo No. 2 appellata Ir-Rocha di Sotto o sia Ta Taht, espressa e confinata come in detto cap.lo No. 2 di capacità di tumuli undici, e mondelli due, misura di lenza, di mediocre e cattiva qualità, vale d'annua gabella scudi ventiquattro, ed in proprietà scudi 800; moneta di Malta.

B. - Altra porzione di detta clausura appellata di Sopra, o sia Ta Fuch, espressa e confinata come net cap.lo No. i di capacità di tumuli undici e mondelli due, misura di lenza, di mediocre e cattiva qualità, vale d'annua gabella scudi ventiquattro, ed in proprietà scudi 800 moneta di Malta.

C. - Rimanente porzione della sud.ta clausura beneficiale di S. Cecilia di capacità salme 6, tumuli 5, e mondelli 4, misura di lenza.

D. - Altra porzione della stessa clausura appellata la lenza di sotto espressa e confinata come net cap.lo No. 4 di capacita di tumuli 11 e mondelli due misura di lenza, vale in propr. scudi 800, e d'annua gabella scudi 24 e detta porzione di mediocre e cattiva qualità.

[p.218] E. - Altra porzione di detta clausura appellata la lenza di sopra espressa e confinata come nel cap.lo No. 3 di capacità di tumuli 11 e mondelli 2, misura di lenza, vale d'annua gabella scudi 800 moneta di Malta, quale porzione è di cattiva e mala qualità.

Die xxxj ms. Augusti 1761 comparuerunt magistri Franciscus Aquilina et Horatius Cauchi, Periti ex hac Insula Gaulos in actis praesentes processus respective electi et praesentes exhibuerunt et exhibent praesentem plantam, sive Mappam, in qua totoque negotio se bene et fideliter gessisse dixerunt et affermaverunt et ita jurant unde, etc.

Ita est. = Antonius Zammit......

(Dagli Atti notarili di Ignazio Bonavita. Libro 6/580. Atto in data del 16 settembre, 1761. Archivio Governativo, Malta).

DOC. B

Relazione sulla Traslazione della Scuola Araba di Malta nel Collegio Urbano di Roma

Fol. 140. - 8 Febbraro 1824.

Foglio per l'Udienza di Nostro Signore.

Romania - 1...............................................

Fol. 141 v. - 9. Relazione sulla traslazione della Scuola Araba di Malta per il Benefizio Tal Escof nel Collegio Urbano.

Fol. 168. - Relazione per !a Udienza di Nro Signore sulla traslazione della Scuola Araba di Malta nel Collegio Urbano.

Esisteva già a Malta, e più precisamente nelle Isole del Gozzo una Scuola di Lingua Araba pel mantenimento della quale la S.M. di Urbano Ottavo aveva assegnato un Benefizio denominato Tal Escoff e che ora rende annualmente 160 scudi Romani, accordandone la collazione, e perciò anche la nomina del Professore alla S. Congr. di Propaganda. Oltre la primaria attribuzione d'insegnare l'Arabo, fu anche in appresso il Professore incaricato di servire gratis il Tribunale del Sant'Offizio nelle traduzioni dall'Arabo; e di fare il Catechisma e le Prediche agli schiavi, che parlavano l'arabo.

Tutte queste cose ebbero il suo luogo fino l'anno 1798, in cui vacato il detto Benefizio per morte del Professore, e passate l'Isola di Malta e del Gozzo poco dopo in possesso degli Inglesi, i quali istituirono nell'Università una Scuola di Lingua Araba che non è frequentata se non da qualche individuo per favorire il Maestro e conservargli il titolo, non fu più possibile alla Sacra. Cong.ne di ristabilire la sua scuola sebbene né facesse tutti i tentativi. Il solo che abbia mostrato di aspirare a quella Scuola e l'attuale Professore di Arabo in quella Università, il quale tentava, per quel che sembra, in questa guisa di riunire nella sua persona due stipendi per la medesima Scuola sebbene desolata e priva di scolari. Per questa ragione, il Vescovo di Malta non si e mai risoluto, quantunque ne avesse due volte l'ordine dalla Sag.a Cong.ne d'intimare un concorso, a cui niuno, se (fol. 168 v) né eccettui il già detto Professore, sarebbe comparso, e rispondendo alla Sag.a: Cong.ne disse essere Egli d'avviso, che qualunque fosse stato in origine lo scopo della fondazione del Benefizio, ora, il medesimo si rendeva affatto superfluo, si perché niuno [p.219] si applicava allo studio della Lingua Araba, si perché volendosi anche applicare ne poteva avere tutto il comodo nell'Università.

La Sag.a Cong.ne intanto in questo tempo ha impiegato le Rendite di quel Benefizio in vantaggio delle Sacre Missioni al quale effetto si domanda della Santità Vostra l’opportuna sanzione, e quante volte si dovesse continuare questo sistema s'implora l’opportuna facoltà.

Ma non sarebbe egli più espediente in questa situazione di cose il trasferire provvisoriamente e fino che durano le attuali circostanze questa Scuola di Lingua Araba in Roma nel Collegio Urbano collo stesso stipendio di scudi 106? Si conserva in questa guisa la sostanza dell’istituzione, sebbene se né cambi il luogo. Si può incoraggiare, col aumento dello stipendio che fa sperare un Professore più abile nel Collegio Urbano, lo studio della Lingua Araba che e al tempo stesso tanto necessaria per la Propaganda e tanto in Roma trasandata, e finalmente non si può temere alcuna opposizione per parte del Governo Inglese, il quale come non si oppone che la Sag.a Cong.ne impieghi i frutti del detto Benefizio a favore delle Missioni, cos! sembra che non debba opporsi all'impiego che se ne faccia a favore della medesima Scuola.

La Santita Vostra si degnerà prescrivermi ciò che io debba fare.

Fol. 169. - Ex Audentia SSrni

habita die 8 Februarii 1824.

SSmus praevia sanatione et condonatione fructuum aliter a S.C. impensorum quam Urbani VIII. mens ferret, mandavit ut ab Archiepiscopo Epo. Melitensi annui nummi scutati 106 ad urbem mittantur, quibus in Collegio Urbano cathedra linguae arabicae completiori cum stipendio erigatur.

Petrus Cepraro. Archiep.us Ironien. S.C. de P.F. Secretarius.

(Archivio della S.C. de Propaganda Fide, Udienze di Nostro Signore, 1824, p. I, vol. 62, ff. 140-16q).

DOC. C.

Trasferimento delle Rendite del Beneficio Ta' l-Isqof a Pro della Scuola di Lingua Araba net Collegio Urbano di Roma.

"Tra le tante beneficenze e providenze che il Pontefice Urbano VIII di Sa. Mem. diresse alla Propagazione della Fede nelle Parti degli Infedeli vi fu quella della fondazione e dotazione di una Scuola di Lingua Araba nell'Isola del Gozo; diocesi di Malta per istruzione e comodo dei Missionari assegnando a tale effetto le rendite di un Beneficio sotto il titolo di S. Cecilia, e comunemente detto Tal Escoff, da servire per mantenimento di un Professore di della Lingua, da nominarsi dalla Sagra Congregazione di Propaganda Fide, e coll'onere inoltre di prestare la sua opera gratuita tanto nella traduzione che fossero potuti ricorrere in affari Ecclesiastici quanto d'insegnare il Catechismo agli schiavi che conoscessero quella favella. Simile istituzione si mantenne fino all'anno 1798, in cui vacò il Beneficio per morte del Professore che né era investito ed in pari tempo passava l'Isola di Malta dai Cavalieri Gerosolomitani sotto il dominio degli Inglesi li quali avendo ivi stabilito un’Università con la Cattedra anche di Lingua Araba, rendevasi inutile l’altra privata, tanto più che ben spesso mancavano gli Uditori, per lo che la S. Congregazione lungi dal procedere alla nomina del nuovo Professore che probabilmente [p.220] gli sarebbe anche contrariata da quel Governo, dispose della vendita del Beneficio a vantaggio delle Sagre Missioni avendone riportata l'Apostolica venia. - Per altro nell'anno 1824 li Presidi che erano alla Direzione della Sagra Congregazione pensarono con savio consiglio di trasferire nel Collegio Urbano di Roma la scuola di Lingua Araba con tanto maggior profitto, essendo una tale lingua necessaria agli alunni ivi in gran numero raccolti e percepire le rendite rispettive onde provvedere il Professore di un congruo assegno; qual progetto umiliato al Trono Sovrano meritò egualmente Ponteficia Sanzione, come da Rescritto del 8 Febbraro 1824, a relazione di Mgr. Pietro Cepraro Arcivescovo d'Iconia, allora segretario della Sagra Congregazione, indi Cardinale di S. Romana Chiesa, e così da quell’Epoca in appresso ha amministrato e fatte proprie le vendite del Beneficio Ta' 1-Escoff - .................... .........................................................................................................

Ex Audentia Ssmi abita die 9 Januarii 1861. SSmus Dominus Nostri Pius Divina Providentia Papa IX referente me infrascripto. S. Cog.nis de Prop.da Fide Secretario - perpensis expositis benigne annuit juxta petita. - Datum Romae ex aedibus S. Cog.nis de Prop. Fide die et anno ut supra etc. etc. etc.

Registrato a Roma 12 / I / 1861 in 4 pagine apostil. Vol. 719 Atti Privati Fol: 12. V. Casella Terza.

(Dalla "Relazione per l'Udienza di Sua Santità sulla nuova Investitura Ta d'Escoff", inserita nell'atto enfiteutico in data del 4 marzo 1861 in Atti Francesco Calleja No. 59. Inserzione Prop. Fide - Luigi Grech.)



[1] Cfr. A. MIFSUD, La Milizia e le Torri Antiche di Malta, in “Archivum Melitense,” Vol. IV, No. 1, pag. 97. Fu fatta costruire dal capo maestro dell’artiglieria Bernardo Macedonia nel 1613. Il Lascaris il 28 marzo 1637 in vista della utilità della torre per ricovero dei terrazzani del1a contrada esentava il gabellotto ed altri due uomini con le loro famiglie da ogni altra guardia ed angaria che fosse per esser stibilità nell’avvenire dai governatori del Gozo.

[2] Cfr. Il Gozo, di De Soldanis, Vol. II, pag. 684, Capo IV, par. XLVI (Ms. esistente nella Biblioteca di Gozo) e Manoscritto con note sulle Chiese dellisola di Gozo, Diocesi di Malta, presso il Sgr. Lorenzo Zammit Haber.

[3] Cfr. Atti Ignazio Saverio Bonavita, Libro 6/580. Atto in data del 16 settembre, 1761. Archivio Governativo.

[4] Cfr. Atti Ignazio Saverio Bonavita, Libro 6/580, ed Atto No. 248, p. 1458 in data del 22/10/1860. Transazione Ven. Congreg. de Propaganda Fide. Sac. Don Giuseppe Zerafa in Atti Francesco Calleja, 1860.

[5] Cfr. Petizioni del Rev. Don Gregorio Carbone annesso all'atto del 16, settembre, 1761, ed atti susseguenti in Atti Ignazio Bonavita.

[6] Cfr. Atto in data del 4/3/1861 in Atti Francesco Calleja Inserzione Prop. Fide. - Luigi Grech, 1861.