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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 2(1957)2(139-140)

[p.139] In Memoriam Ettore li Gotti (1910—1956)

È con vero dolore che m'accingo ad abbozzare questo tenuo tributo in memoria di Ettore Li Gotti, insigne filologo, pregiato maestro ed instancabile cultore di studi siciliani.

Ettore Li Gotti è nato a Palermo il 15 luglio 1910. Si laureò in Lettere presso l'Università di, quella città nei 1931. Nel 1933 frequentò il corso di perfezionamento di filologia romanza presso l'Università di Roma, sotto la guida di Giulio Bertoni. Vinse il concorso per la cattedra di letterature italiane e latine nei licei classici, e nel 1934 insegnò nel Liceo "Umberto" in Palermo. Conseguì la libera docenza in letteratura italiana il 12 marzo 1936. Dal 1943 fu comandato per l'insegnamento di filologia romanza presso l'Università di Palermo, fino al febbraio 1952, quando in seguito a concorso divenne titolare della cattedra. Nel 1951 fondò il Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani nel quale ricopriva la carica di Vicepresidente e di Direttore della Collezione di testi siciliani dei secoli XIV e XV e del Bollettino.

Ha tenuto in vari anni corsi di lezioni e conferenze presso diverse Università e Istituti culturali in Italia e all'estero: a Perugia, Siena, Barcelona, Santander, Madrid, Nizza ed altri luoghi. Partecipò ai congressi tenutisi a Barcelona nel 1953, Pamplona e Roncisvalle nel 1955, Firenze nel 1956. Socio ordinario della Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo, e della Società Siciliana per la Storia Patria: socio corrispondente della Real Academia de Buenas Letras di Barcelona. Il 9 dicembre 1956 (pochi giorni dopo la sua scomparsa) la Real Acadernia Espagnola avrebbe votato la Sua nomina ad Accademico corrispondente, come da comunicazione ufficiale dei Presidente dell’Academia Prof. Don Ramón Menéndez Pidal.

Oltre a molti lavori pubblicati sin dai 1933, il Professore Li Gotti ha collaborato ad un numero assai notevole di giornali e riviste ed ha pure scritto alcune voci per l'Enciclopedia Italiana e il Dizionario Bompiani.

Si può affermare che lo studio di filologia in Sicilia, è entrato in una sua nuova fase. Il contributo dato da Li Gotti per modernità di metodi e fecondità di risultati può gareggiare con lo sforzo che si svolge altrove in Italia.

Pochi anni fa si lamentava il Li Gotti che mancava "ancora la coordinazione del lavoro scientifico e un'indagine sistematica dell'antica lingua dell'Isola (Sicilia) dai primi documenti sino ai trionfo toscano". Ma quelli erano gli anni quando il rinnovamento degli studi sul siciliano antico erano ancora nella loro fase iniziale. Ben altro si potrebbe dire oggi, per merito dell'opera poderosa svolta dallo stesso Li Gotti, quando alla disposizione degli studiosi c'è la pregevole collana dei testi siciliani antichi arrichiti inoltre dì un utile glossario. Finora ve ne sono pubblicati otto volumi. L'utilità di quest'opera poso sostenerla lo stesso nei tempi che mi sono applicato alla lettura ed alla trascrizione dei verbali del nostro Consiglio Popolare ed ai Bandi emanati dai Giurati, tutti documenti appartenenti alla seconda metà del quattrocento. Senza l'aiuto di quest'opera il mio studio avrebbe avuto delle lacune.

Quando due anni fa mi capitò tra le mani l'opera del Li Gotti Volgare Nostro Siculo, che è una crestomazia di testi siciliani del secolo XIV, mi sentii [p.140] vicino a Lui, senza che io l'abbia mai visto, perché le difficoltà del testo che Egli spiegava in quest'opera erano simili a quelle che io incontravo nel lessico dei documenti locali antichi. Quando Gli scrissi esponendoGli alcune difficoltà mi rispose con gentilezza offrendomi il Suo pregevole aiuto e la Sua cara amicizia. Purtroppo la nostra amicizia venne presto interrotta, perché il Professore Li Gotti è deceduto improvvisamente nel corso di una seduta del Consiglio della Facoltà di Lettere, nella sede dell'Università di Palermo, il 5 dicembre 1956, 1asciando immersi nel dolore la consorte, una figlia ed un figlio, oltre ad un largo stuolo di amici ed ammiratori in Italia ed all'estero.

E.R. Leopardi.