Source: Melita historica : Journal of the Malta historical Society. 2(1959)2(239-241)

[p.239] Una Descrizione Contemporanea della Città Valletta nel 1800

Can. Theol. ANT. ZAMMIT GABARETTA, B.A., Lic.D.

Il Fondo Borbonico dell'Archivio di Stato di Napoli offre allo studioso della Storia di Malta una quantità assai rilevante di documenti importanti che illustrano le vicende di questa Isola dal secolo XVIII fino alla metà del secolo scorso. La sezione appartenente al Ministero degli Esteri possiede non meno di cinquanta volumi, cioè dal vol. 2799 al vol. 2848 — manca il vol. 2814, ma il numero 2838 è riportato in due volumi catalogati come vol. 2838 e vol. 2838 bis — i quali racchiudono la corrispondenza tra i vari consoli rappresentanti di Sua Maestà di Napoli e Palermo e i diversi Ministri degli Esteri dall'anno 1735 fino al 1860, data del crollo totale della dinastia borbonica delle Due Sicilie.

Da questa corrispondenza si può seguire quasi giorno per giorno gli eventi più notevoli della nostra isola durante quel periodo. Scritte originariamente in uno stile del tutto confidenziale e destinate per essere lette soltanto dal Ministro a cui erano inviate, queste lettere contengono perciò delle notizie interessanti che altrimenti non sarebbero state mai tramandate ai posteri.

Uno sguardo al periodo di cui si tratta in questa serie basta per convincerci che i frutti delle ricerche in questi manoscritti ben compensano il lavoro dello studioso. In quell'epoca si attuò nell'Isola lo sfacelo completo del regno dell' Ordine di San Giovanni; Napoleone s'impossessò con rapida facilità delle fortificazioni della Valletta e diede principio al breve periodo del Governo Francese in Malta che finì con la rivolta degli abitanti e la sconfitta di Vaubois.

Il documento che qui pubblichiamo, tolto dalla Sezione degli Esteri volume 2808 ff. 22 /23 descrive la Città Valletta nel 1800 durante l'arduo assedio che dovette subire il Generale Francese ed i suoi pochi soldati. Questa relazione fatta dal Console Vincenzo Michallef e diretta alla Corte di Ferdinando IV Re di Napoli ci dà, nel vivido stile di un teste oculare, una descrizione dello stato di quella città straziata dalla fame e dalle miserie di un lungo ed ostinato assedio. [1]

Stato della Città Valletta sin li 3 Aprile 1800, in qual tempo il Console Michallef fù aggraziato di poter andare in campagna.

Esiste grano circa cinque mila salme, rimasto nelle fosse, di cattiva qualità, poichè procedente ancor dalle compre fatte de Bastimenti Greci ed avanzo di quelle 26m. salme che prima esistevano nell'arrivo de francesi in Malta.

Il consumo, che prima si faceva avanti la partenza della Nave Guillaumtelle, e di qualche centinaio di Cittadini, che uscirono per la Campagna ascendeva in tutto a salme 1500 al mese.

Il Pane era di cattivissima qualità; ed in oggi molto piu, poichè si vende [p.240] e distribuisce dall'Uffizio delli Forni della Republica, ove si fanno molte baratterie.

Prima si permetteva la vendita di qualche tumolo di grano alle famiglie particolari per far pane e paste, mà indi fù vietato.

Voglio si diceva esservi per tutto il prossimo Maggio, e per la sola Truppa, alla quale si distribuisce con rigorosa economia la fora razione; e per tal penuria fecero già alcuni sequestri nelle Chiese di cera, oltre quella quantità di circa 13 quintali; che si trovavano conservati in Tesoro dal ex Seg.rio Ransejat. Li Maltesi rimasti in Città ne sono affatto privi, e quel poco, che trovano à comprare dall'istessi Soldati pagavano a scudi 13 il Quartuccio.

Vino, attualmente si trova à sufficienza, poichè all'ultimo bastimento francese entrato clandestinamente in Porto, ne à portati circa ottanta Botti, con altri 20 Botti d'Acquavite; avendo per altro ritenuti il Generale per servizio della Republica. soli 40 Botti di Vino. Detto Bastimento à portate diverse bari-che con carne salata, persciutti, sopressate, due quolità di formaggio, ceri, lenticchie, fagioli, passoli, cipolli, ed agli, che il tutto si vendè ad un enormissimo prezzo, come un cipollo a tarì 4 l'uno, il formaggio a scudi dodici il Rotolo, il -presciutto e sopressate a scudi dieci il Rotolo, e così del resto. L'importo del carico di detto Bastimento per quel che spetta alla Republica è stato sodisfatto colli cottoni presi senza danaro dai Maltesi, quale ascende ad una somma rispettabile.

Fin da un anno - e più, si trovano conservati in un Magazino circa due mila quintali di Biscotti, quali tra il tarlo, topi e rubberie, devono essere diminuiti di molto.

Il Generale e tutta l'Uffizialità, ed anche soldati tengono nelle loro case una non indifferente quantità di galline, gli ovi de quali li mandano in Piazza à vendere: Tengono pure conigli, palombi. Tengono altresi li Generali ed Uffizialità vari giardini, da cui ricavando quel che gli fà bisogno, il sopra più lo mandano in Piazza per vendersi.

Li soldati, poi, si son arrichiti col prodotto delli loro giardini, formati nell' istessa città, per le Strade e Bastioni, e tetti delle Case, nelle albergie e sotto le Fortificazioni, vendendo in Piazza ogni cosa ad un eccessivo prezzo : lo stesso si dice per il Pesce, tenendo li Generali ed alcuni uffiziali barche à tal effetto, ritenendo il migliore per essi e lo scarto per venderlo in Piazza.

Li soldati quasi tutti si son arrichiti, essendo pochi quelli, che non tengono due arloggi, anelli ed abiti alla paesana.

Si trova già quasi pronto alla vela il nuovo vessello della Religione, con entrovi diversi cannoni e mortari. Si preparava altresi la fregata di guerra francese detta La Giustizia, su di cui si assicura esservi molti effetti, e di valore.

Il numero della Truppa ascendeva sin alli 3 Ap.le circa tremila soldati, oltre circa 600 maltesi, addetti al loro servizio sù delli quali I'istesso Generale disse più d'una volta, che non si fidava, e di questi, spesso dalle Fortezze disertano.

Vi sono da 17 Batterie in diverse parti nella Campagna nelle quali vì è quella particolarissima sopra li Ricasoli che dà sopra la Città e Porto, e sotto di essa alla ripa del Mare v'è altra che impedisce l'entrata ed uscita del Porto de Bastimenti: altra al fondo della Marsa in vista dell'ingresso nel Porto, quale [p.241] pure impedisce il passaggio delle Barche che tragittano dalla città per Burmola Isola e Borgo. Quella del Tarscien; che da pure per la Città danneggia forte-mente il Porto vicino l'Arsenale delle Galere con far del guasto alle tre Città.

L'ultimo disertore della Campagna è stato un Irlandese, quale, uscito con altri due anteced.te disertati furono imbarcati sul Guillaumtelle; un di cui fù di già impicato.

Li Generali promettono sempre alla Truppa il soccorso da Breste.

Molti Ufficiali dicono publicamente, che se per tutto il prossimo Agosto non gli verrà nessun soccorso, saranno obbligati di capitolare; lo che viene con-fermato con alcune lettere ritrovate sulla nave Guillaumtelle, scritte da alcuni Uffiziali alle loro famiglie in Francia.


[1] L'autore si sente obligato di esprimere i suoi ringraziamenti al Direttore dell'Archivio di Stato di Napoli, Dr. Jole Mazzoleni, per il continuo e cortese aiuto offertogli durante il suo studio in quell'Archivio nel 1958.