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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 3(1963)4(44-56)

[p.44] I Francescani al Gozo [1]

P. Bonaventura Fiorini, O.F.M. Conv.

La fondazione del Convento di San Francesco in Rabat, oggi Victoria (Gozo), irradia da quello omonimo di Malta. Il suo profilo storico è molto scarno. Non mancano tuttavia buone prove per fissarne una data approssimativamente sicura. Dicesi che i primi francescani al Gozo avessero abitato quelle grotte che pur oggi si riscontrano sotto il convento e ufficiassero due Chiese, San Marco e San Francesco.

I

IL CONVENTO DI RABAT

I primordi della fondazione del convento di Rabat nei cenni della sua storia saranno molto rapidi e lacunosi benché non siano mancate ricerche in diversi archivi. Lo sforzo di rintracciare i primi movimenti della vita francescani in Gozo ha dato scarsi frutti. La tradizione scritta e orale, confermata da testimonianze e documenti, vuole che sia di antichissima data la presenza dei Minori Conventuali al Gozo.

(1) — Luce dai documenti editi.

Non era ancora affiorata la storia civile e religiosa delle nostre Isole quando nel 1586 emerse la notizia che al Gozo vi era una chiesa ed un Convento dei Francescani. É stato il Tossignano, il primo storico in ordine di tempo, a segnalare la nostra presenza al Gozo. Pur non inoltrandosi in particolari precisazioni affermò laconicamente che al Gozo vi era una Chiesa piccola ed un Convento fuori di città di dimensioni limitate e poverissimo. [2]

Rocco Pirro poi, descrivendo nel 1638 lo stato religioso delle Isole Maltesi, affermò che ai Gozo vi era un convento appartenente ai Frati Minori Conventuali. Non potendo egli fornire una data sicura, perché a lui verosimilmente sconosciuta, trasmise la notizia contenuta in tradizione costante senza corredarla peraltro di documenti, che il nostro convento di Gozo era di antichissima data. [3]

[p.45] A pochi anni di distanza da Rocco Pirro, nel 1644, ecco apparire il nostro Padre Cagliola, il quale indipendentemente dall'abate netino, partì dalla prima memoria sicura dei Minori Conventuali al Gozo — la esplicita testimonianza di P. Lazzaro Theuma ed affermò che il nostro Convento di Gozo venne fondato prima del 1500. "Era il Padre Theuma, egli scrive, un religioso novantenne, il quale condotto schiavo a Tenedo, dopo la sua liberazione, soleva rievocare le gesta e le vicende dei frati e del convento di Gozo, a lui riferite da altri religiosi anziani del suo tempo". [4]

(2) — Luce dai documenti inediti.

A confermare l'asserzione del Cagliola, concorrono altre prove, contenute nei manoscritti del convento. [5] Esplicitamente comprovante è il lascito testamentario di Vittoria, moglie di Orlando Caxaro dell' 11 Novembre 1511, con il [p.46] quale dichiarava di legare ai Frati di San Francesco un appezzamento di terreno e la disposizione di essere tumulata nella loro chiesa. [6]

Il Canonico Costanzo poi afferma, che nel 1535 al P. Leonardo Calleja, Superiore di Malta e Gozo, fu ingiunto l'ordine tassativo di esibire i documenti comprovanti il legittimo possesso delle due chiese ufficiate dai Minori Conventuali al Gozo, quella di San Marco e l'altra di San Francesco, già da dieci anni in mano ai Frati. [7] Mancano più ampie informazioni. Ma sul riguardo gli storici sono d'accordo net sottolineare che frequenti incursioni turchesche involarono tutti i documenti e deportarono quasi l’intera popolazione di Gozo, al quale eccidio pochissime centinaia poterono sfuggire. [8] Durante le scorrerie del 1551 dicesi che siano stati deportati il P.M. Michele Pincia [9] ed il P. Lazzaro Theuma. Costui è stato certissimamente schiavo, poiché lo afferma egli stesso. [10] Ma nei suoi confronti gli storici hanno creato un alone di confusione. [11] La sua deportazione ebbe luogo prima della sua Ordinazione Sacerdotale, ricevuta il 23 Marzo, Sabato di Quattro Tempora, del 1602, [12] dal qual giorno non si allontanò più dal Gozo, ove novantenne mari nel 1624. [13]

(3) — Avvio dei restauri.

Dopo le razzie operate dalle orde turchesche il 24 Luglio 1551, il Gozo rimase privo di popolazione. [14] Ma il fatto che nel 1575 nel nostro convento di Gozo vi dimoravano tre religiosi: il P. Leonardo Calleja, il P. Martino Cassar ed il P. Giovanni Agius dimostra che il Gozo in quel tempo era già ripopolato. [15] A causa di successive scorrerie, nel 1606, quando varie persone furono [p.47] rapite di notte tempo e simili sorprese si succedevano spesso, [16] il P. Lazzaro Theuma, allora il solo religioso del convento di Gozo, [17] si rivolse al Gran Maestro Alofio Wignacourt, tramite il P.M. Daniele la Greca, Commissario Generale, per ottenere un appezzamento di terreno, costruirsi un dormitori e pernottarvi, trovandosi malsicuro in convento di natte. La munificenza del Wignacourt concesse senz'altro il sito richiesto con un accordo stipulato il 2 Maggio 1607 in atti del notaro Tommaso Gauci. [18] Questo stato di malfida sicurezza non sembra durato molto giacché i religiosi aumentati di numero gïà da tempo pernottavano in convento. [19] Il Canonico Costanzo intanto informa che con l'aumento dei religiosi anche l'attività culturale dei medesimi fu in continuo progresso e parecchi religiosi si resero illustri per la scienza e la virtù. [20] Dopo queste vicende, come fulmine a ciel sereno, venne il decreto di Papa Innocenzo X, del 15 Ottobre 1652, "Instaurandae regularis disciplnae opus" [21] che sembrava dovesse decidere della sorte del convento e venir soppresso.

Gli interposti buoni uffici del Vescovo, del Governo e del Popolo scongiurarono il pericolo. [22] Ma Convento e Chiesa vennero sottoposti alla visita del Vescovo, secondo le prescrizioni della bolla [23] .

A risarcire i danni arrecati dal tempo e a rendere il convento capace d'accogliere la comunità, crescente con il crescere delle nuove esigenze dell'apostolato e dell'insegnamento, il convento subì delle riparazioni e degli ampliamenti. Il 1666 segna il compimento della prima fase di rifacimento del piano inferïore, del chiostro e del giardino [24] il 1687 segna la costruzione del piano superiore. La nuova costruzione risultò così di un duplice dormitorio con numerose celle. A ricordare l'evento è stata posta la seguente epigrafe :

Aedificium claustrale hoc
cum cellis pro fratribus satis aptum
Rev. Pater Fr. Johannes Fenech
erexit et ampliavit anno Domini
1687.

Trovandosi il convento in una posizione amena che domina la ridente vallata di Marsalforno, ospitò parecchie persone ragguardevoli. Diversï Governatori dell'Isola, alcuni cavalieri dell'Ordine Gerosolimitano, il Gran Priore di Francia de Vandosme nel 1715 e Io stesso Gran Maestro Manoel de Vilhena nel 1724, in occasione dell'investitura dell'Isola, onorarono il convento della loro dimora. [25] I Francescani per non dimenticare si grande onore reso al convento posero sulla cella la seguente iscrizione: "Em.mus et Ser.mus Fr. Don Antonins Manoel de Vilhena Magnus Magr. Ordinis Sti. Joannis Hier. die 5 Junii 1724. Gaulum adveniens hanc cellam quatriduana habitatione decoravit, die vero octava dicti mensis annum suae aetatis 61 feliciter explevit ac dies tandem posterius in Meliten eum remisit". [26] Su la porta del convento poi accanto allo stemma [p.48] gentilizio del Gran Maestro si leggeva : "In Perennis Patrum Venerationis monumentum, 1725". Anche il celebre antiquario inglese Sir Richard Colt Hoare nel 1790 aveva scelto il nostro convento a dimora durante una permanenza al Gozo, ma a causa del cattivo mare non poté effettuare la traversata. [27]

Le leggi eversive di Napoleone Bonaparte soppressero il convento nel 1798 e i religiosi dovettero rifugiarsi nel convento di Rabat (Malta). [28] Riaperto dopo l'occupazione inglese delle nostre Isole, il benemerito P.M. Angelo Axisa, Guardiano, nel 1811 ottenne dall'Ammiragliato Inglese una ingente quantità di materiale edile per rifare gli infissi deteriorati dallo stato miserevole in mi si trovava. [29] Alcuni Governatori tra i quali Sir Alexander Ball, qualche Ammiraglio ed altre persone d'alto rango furono ospiti del convento ed alloggiarono nell'appartamento di P. Axisa, il quale ebbe dal Governo Inglese per ricompensa una pensione annua di venti scudi, devoluta per i restauri del convento. [30] Nuovi rifacimenti subi il convento nel 1898 durante il Guardianato di P. Giuseppe Benedetto Cauchi, rinnovando una parte del piano superiore e costruendo nuove camere. Più volte il convento di Gozo è stato adibito a Probandato a Noviziato ed a Professato.

II

LA CHIESA DI GOZO

Non ci occupiamo della Chiesa di San Marco, di cui d'altronde nulla sappiamo. Dicesi che fosse situata nella contrada di San Giacomo. Né mai risultò quando i Frati l'acquistarono e poi l'abbandonarono. Nessun vestigio oggi rimane dell'edificio. Della prima fase di costruzione di San Francesco poco sappiamo. Esiste al contrario abbondante materiale inedito per la seconda costruzione della Chiesa nostra di Rabat.

(1) — San Francesco di Rabat (Gozo).

I documenti inediti che ricalcano i manoscritti del convento anteriori alla Giuliana del 1634, non assegnano alla prima costruzione della Chiesa di San Francesco una data, ma solamente segnalano che i Minori Conventuali nel 1535 officiavano due Chiese: quella di San Marco e l'altra di San Francesco. Nessun documento è stato rintracciato che ci porti a raggiungere notizie sicure e precise riguardo la vecchia Chiesa. Il Tossignano la descrisse piccola. [31]

[p.49]

(2) — Ricostruzioni.

Sulla stessa area dove sorgeva il vecchio San Francesco, prima che i religiosi dessero mano ai rifacimenti ed ampliamenti del Convento, con la volenterosa collaborazione dell'Università ossia Governo, e anche quella del popolo di Gozo, come risulta dai relativi atti del notaio Aloisio dello Re, del 23 Luglio 1655, [32] i Religiosi ricostruirono l'attuale Chiesa, più ampia della vecchia, quale richiedeva armai l'afflusso della gente a San Francesco e Io sviluppo che, accanto ad essa, veniva acquistando Convento. Il Governatore dell'Isola, Erasmo de Albito, per quel senso di venerazione verso i figli del Poverello d'Assisi, il 3 Giugno 1662, concesse ulteriori aiuti finanziari per il proseguimento ed ultimazione dei lavori. [33] Qual segno di gratitudine i Religiosi apposero la seguente iscrizione :

Perill. Comm. Erasmo de Albito Gub.
Patres huius Conventus Sancti Francisci
ob gratitudinis monumentum
Anno Domini 1661.

Oltre l'altare maggiore, la chiesa aveva sei altari laterali. Campeggia sull'altare maggiore San Francesco in atto di ricevere le stimmate, pana dell'olandese Van Loo, commissionata a spese del Guardiano P. Giovanni Fenech nel 1675. [34]

Dall'altare maggiore che, al livello del coro, è sopraelevato dal piano della Chiesa, si scende a questa per un gradino marmoreo. Gli altari laterali si trovano addossati alle due pareti. A destra si trova l'altare dell'Immacolata, di Santo Antonio di Padova, di Santa Zita cambiato poi in quello di San Salvatore da Orta; a sinistra l'altare di S. Maria degli Angeli, di San Giuseppe da Copertino e di Sant'Isidoro. La solerzia e più abbondanti oblazioni di Padre Fenech affrettarono i lavori della struttura generale della Chiesa e della facciata ultimata proprio nel 1663.

Il 29 Gennaio di quell'anno, il P.M. Eugenio Ruggier, gozitano, otteneva dal Vescovo Mons. Balaguer l'erezione della confraternità dell'Immacolata da lui stesso promossa ed entro il medesimo anno costruì a sue spese l'oratorio omonimo annesso alla Chiesa. [35]

Una disposizione testamentaria di Angelino Spiteri, in atti del notaio Giovanni Andrea Madiona del 7 Aprile 1668, erogava una somma di denaro per maritare una ragazza, possibilmente una sua consanguinea o una sua discendente. [p.50] Nella elezione il P. Guardiano o il suo sostituto ha diritto di voto. [36] Nuovi rifacimenti pensò di attuare il solerte P. Axisa, per più di vent'anni Guardiano di San Francesco. Nel 1795 costruì a sue spese la Cappella di S. Calogero. [37] Altre riparazioni curò nella Chiesa e per questo scopo dovette devolvere la pensione rilasciatagli dal Governo Inglese. [38]

Siccome la facciata della Chiesa minacciava rovina, il P. Francesco Hili nel 1890 iniziò i lavori di ricostruzione che furono ultimati nel 1892. [39] Una epigrafe Latina ricorda l'evento:

Templum hoc
Vetustate fatiscens
Gaulitani et Melitenses Cives
F.i Francisco M. Hili, M.C.
Coenobii Praesid'e adnitente
Collata stipe instructum
Nova extructa fronte
Ampliarunt
Anno Christiano MDCCCXCII

Il 3 Dicembre 1926 il campanile della Chiesa venne colpito da un fulmine abbattendolo in parte, ma subito rïcostruito.

(3) — Il Culto in San Francesco.

I Francescani del Gozo emularono senz'altro i confratelli di Malta nella esplicazione dell'apostolato pastorale, e quindi mantenendo una impronta prettamente Francescana, la nostra Chiesa di Gozo presto divenne cenacalo di intensa pietà cristiana culminante nella devozione mariana contemplata nel mistero dell'Immacolata Concezione e verso il Santo Taumaturgo di Padova in particolare.

Ad iniziativa del P. Commissario La Greca nel 1607 in ogni seconda Domenica del mese ebbe inizio la processione in onore del Cordone del Serafico Padre San Francesco. [40] Risulta poi dal Cabreo in un esposto al Gran Maestro de Vilhena, redatto nel 1732 dal Sig. Caria Cauchi e registrato negli atti della Università di Gozo che da settantacinque anni addietro, cioè verso il 1652, si tenevano già le processioni dell'Immacolata e della Madonna del Giglio. [41] Man mano che al Gozo la vita religiosa si intensificava i nostri frati cominciarono a prendere parte attiva nelle pubbliche processioni. Nel 1726 i nostri Francescani furono invitati dal Provicario e Arciprete della Matrice (oggi Cattedrale) ad intervenire alla processione dell'Assunta, in quell'anno introdotta, e pochi anni più tardi, precisamente nel 1730 a quelle del Corpus Domnini. [42]

[p.51] A proseguire il culto sempre crescente nel nostro San Francesca concorsero nuove manifestazioni religione. In occasione della visita Pastorale di Mons. Bartolomeo Rull nel 1760, i nostri Frati nell'intento di promuovere sempre più la vita eucaristica ottennero dal Vescovo la facoltà di esporre il Santissima Sacramento ogni Domenica del mese e nei quindici sabati precedenti la festa della Immacolata e di tenere nei recinti del convento una rispettiva processione. Ottennero anche di celebrare la festa della Santissima Croce con una pubblica processione da aver luogo il mattino del 3 Maggio d'ogni anno. Inoltre lo stesso

Vescovo approvò le Costituzioni della confraternita dell'Immacolata e concesse il permesso di condurre in processione per le vie principali di Rabat la statua dell'Immacolata. [43]

Per interessamento di P. Axisa, nel 1795, con decreto del Vescovo Mons. Labini, vennero erette le confraternite di San Calogero per la classe urbana, e quella di Sant'Isidoro per la classe rurale. [44] Non mancano peraltro testimonianze documentate della devozione a Sant'Antonio, invocato nelle pubbliche necessità ad intercedere per il Gozo. [45]

Nel 1830 l'Arciprete Fortunato Cutajar invitò i nostri Religiosi, come anche gli altri Ordini, a prendere parte alla processione di San Giorgio. [46]

III

RELIGIOSI ILLUSTRI

L'Isola sorella del Gozo non ha mancato di dare alla grande famiglia Francescana qualche religioso distino. Ecco i pochi nomi che abbiamo potuto rintracciare:

1) P.M. Michele Pincia, insigne, dicono gli storici, per la sua dottrina e prudenza come anche per molte altre virtù. Dicesi che nella calamitosa invasione dei Turchi nell'isola di Gozo del 1551 fu da lord condotto schiavo in Costantinopoli, ove diede chiari contrassegni della sua pietà. L'Abela poi continua a dire che fu fatto Vescovo nella Soria, e col suo caritatevole zelo adempi le parti di buon Pastore. [47]

2) P.M. Eugenio Ruggier, gozitano. [48] Nel 1655 al 1° Maggio l o troviamo baccelliere nel Collegio di Palermo, [49] ; ottenne la laurea dottorale il 23 Maggio 1656, [50] ; ebbe la facoltà di predicare e confessare il 22 Giugno 1656, [51] ; Padre di Convento della Valletta nel 1665, [52] ; già Guardiano al Gozo, [53] poi d: Valletta e Commissario Provinciale net 1668, [54] Commissario Generale per tre anni, nominato il 3 Dicembre 1672. [55]

[p.52] 3) P.M. Giovanni Maria Abela, maltese di nascita, gozitano di adozione. Nacque a Casal Lia il 13 Dicembre 1653. [56] Nel 1679 venne cooptato allo studio Melitense di Trapani. [57] Laureatosi in Teologia rifulse per la sua pietà e la sua dottrina, si distinse nella predicazione della parola di Dia. Prudente nel governo fu dall'Inquisitore Pallavicini nominato nel 1719 Ministro del Santo Uffizio al Gozo, [58] . Più volte Guardiano al Gozo,; [59] Guardiano e Commissario Provinciale alla Valletta. [60] Fu di onore a se ed al suo Ordine. [61] Mori l'8 Giugno 1731. [62]

4) P.M. Francesco Vassallo, gozitano. Nacque nel 1703; ricevette la Prima Tonsura, l'Ostiariato ed il Lettorato, nella Chiesa delle Repentite in Valletta, il 21 Dicembre, Sabato di Quattro Tempora del 1726. [63] Venne chiamato al concorso di San Bonaventura in Rama il 26 Febbraio del 1744 [64] e pubblicato Collegiale il 13 Maggio del medesimo anno; [65] alunno del celebre P.M. Lorenzo Ganganelli (poi Papa Clemente XIV) prende la laurea dottorale in Roma 1'8 Settembre del 1746; [66] Professore di Teologia e Reggente degli studi nel Collegio Melitense di Trapani eletto il 3 Luglio 1751, [67] , Reggente alla Valletta, [68] ; Definitore Perpetuo 1'11 Maggio 1758; [69] Commissario dei tre conventi. di Malta e Gozo nominato dal Provinciale Alberto Placenza il 3 Ottobre 1761, riconfermato nel '62, '63, '64. [70] Pubblicò "Propositiones Theologicae critico Dormatice e tractatibus de Praedestinatione, de Dei Visiane ac Fruitione etc", Melitae 1758. [71] Per più di 25 anni consecutivi 1odevoimente esercitô l'ufficio di Guardiano del Gozo [72] riconfermato per un altro triennio il 29 Aprile 1790. [73] Onusto di anni e di menti mori al Gozo il 5 Gennaio 1795 a 87 anni. [74] Sotto il suo ritratto si legge la seguente epigrafe: "A.R.P. Mag. Franciscus Vassallo, S. Th. Doctor et Senis Professor, Clementi XIV Pont. Max. quem aud_vit acceptissimus, Ordinis Difiinitor Perpetuus, vir doctrina pietate honorum repudiatione, atque ad populum concionibus memorandus, decessit die 5 Januarii 1795, vixit annos 87, carus omnibus".

[p.53] Altri religiosi si distinsero per il loro insegnamento nelle pubbliche scuole del Gozo. Essi sono il P. bacc. Onofrio Falzon, Preside delle Scuole pubbliche; [75] P. Ludovico d'Alfonso, [76] ; P. Onofrio Decace; [77] P. bacc. Benigno Bonnici, [78] ; P. bacc. Salvatore Cauchi, [79] ; P.M. Michelangelo Axisa. [80]

Non vanno tralasciati altri tre religiosi che hanno lasciato dietro di sè una scia luminosa di santissima vita. Essi sono il P. Giovanni Fenech, [81] il P. Giovanni Battista Vella, [82] Fra Giuseppe Bonello, detto il Santo. [83]

IV

SERIE DEI GUARDIANI DEL CONVENTO

È ovvio che la serie dei Superiori non può essere completa. La penuria di documenti utili per stendere i primi lineamenti della storia de] convento di Gozo occludono la via ad una lista completa dei Padri Guardiani. [84]

1575. P. Leonardo Calleja. [85]
1607-24. P. Lazzaro Theuma. [86]
1637-1639. P. Eugenio Formosa. [87]
1644. P. Luigi Spatafora. [88]
1646. P. Serafino Gauci. [89]
[p.54] 1663. P.M. Eugenio Ruggier. [90]
1665. P. Serafino Gauci. [91]
1669. P. Giovanni Fenech. [92]
1675. P. Bonaventura Vella. [93]
1698. P.M. Carlo Abela. [94]
1701. P.M. Francesco Ribera. [95]
1710. P.M'Angelo Mifsud. [96]
1716-1718. P. Onofrio Falzon. [97]
1720. P. Gregorio Ferrera. [98]
1724. P. Onofrio Falzon. [99]
1725. P. Giovanni Camenzuli. [100]
1729. P. Giuseppe Debono. [101]
1730. P. Giovanni Camenzuli. [102]
1742. P. Giovanni Camenzuli. [103]
1750. P. Raffaele Tabone. [104]
1755. P. Francesco Borg. [105]
1756-1758. P. Onofrio Falzon. [106]
1766. P. Raffaele Tabone. [107]
1769-1790. P.M. Francesco Vassallo. [108]
1791. P.M. Francesco Vassallo. [109]
1791. P. Michelangelo Axisa. [110]
1808. P.M. M'Angelo Axisa. [111]
1815. P.M. M'Angelo Axisa. [112]
1818. P. Gius. Ant. Stivala. [113]
1821. P. Giuseppe Antonio Stivala. [114]
1827. P.M. M'Angelo Axisa. [115]
1829. P. Giuseppe Stivala. [116]
1831. P.M. Giuseppe Antonio Schembri. [117]
1834. P. Francesco Ellul. [118]
1836. P. Giuseppe Imbroll. [119]
1838. P.M. M'Angelo Axisa [120] .
[p.55] 1840-1844. P.M. Giuseppe Ant. Schembri. [121]
1844. P. Vincenzo Pisani. [122]
1852. P. Giovanni Borg. [123]
1860-1863. P. Giovanni Borg. [124]
1865-1867. P. Luigi Camilleri. [125]
1868-1871. P. Francesco Hili. [126]
1874. P.M. Filippo Attard. [127]
1875. P. Francesco Hili. [128]
1878-1885. P. Publio Galea. [129]
1885-1888. P. Francesco Hili.129a
1888-1890. P. Publio Galea.129b
1890-1894. P. Francesco … . [130]
1895. P. Egidio Vella. [131]
1898. P. Salvatore Cassar. [132]
1900. P. Benedetto Giuseppe Cauchi. [133]
1902. P. Lorenzo Camilleri. [134]
1904. P. Giorgio Farrugia. [135]
1907. P. Egidio Vella D.P. [136]
1908. P. Giorgio Farrugia. [137]
1913. P. Giuseppe Attard. [138]
1915. P. Giorgio Farrugia. [139]
1916. P. Giorgio Grima. [140]
1920. P. Giuseppe Attard. [141]
1922. P. Giorgio Farrugia. [142]
1928. P. Domenico Gasparino. [143]
1933. P. Leonardo Portelli. [144]
1936. P. Gerardo Levanzin. [145]
[p.56] 1938. P. Giuseppe Attard. [146]
1941. P. Mariano Xerri. [147]
1946. P. Berardo Debrincat. [148]
1947. P. Giorgio Portelli. [149]
1950. P. Mariano Xerri. [150]
1956. P. Serafino Fenech. [151]
1959. P. Berardo Debrincat. [152]
1962. P. Pio Mamo, rinunziò dopo tre mesi e venne nominato P. Ferdinando Mercieca.

APPENDICE

Lettera di P. Reginaldo Speranza.

Ho dato a qsto Sig. Antonio Samut la somma di dieci se: descritta in un viglietto, da lei mandatomi; qual somma sarà computata con altra, che fra brieve li manderà, a conto dell'esigenza del suo canto.

Il Pre Mro M. Axisa, in questi giorni li ha scritto seriamente per arrangiare o sia per formare una banda di codesti sonatori, per l'oggetto di soluizzare il trasporto del nto Santo dal Casai Garbo, in questa tra Chiesa, che tanto merita giacché ha dimostrato evidente d'aver ottenuto dalla divina Prov.a la grazzia da tutto il mondo desiderata si l'ottenne; perché appena l'abbiamo uscito dalla sua nicchia per l'indomani marciar la processione, ebbe la natte immediata di far una si abbondante arqua, che c'ha impedito di -far la procissione atteso le strade fangose; per il che l'accesso si era reso difficile, come tanti biduini c'anno assigurato, dunque si era risoluto di portarlo nella Domca prossima ventura, ma siccome nella Parrocchia o sia in San Giorgio si deve lare la solennità del nome di Gesù ed essendoci la statua, epperè devono far la processione con essa di doppo pranzo: onde per non caserai tanta confusione abbiamo trasferito per un altra domenica il trasporto del sud. Santo, rosi chi vi servirà di dir alti Sigfi della banda che non si movessero in qsto prossimo sabbato; come li ha scritto il citato Guo; ma in un altro Sahbato piacendil a Iddiu: esso M. Axisa ïi scriverà su di questo.

Favorirà di dire ai Iillu di fra Giovanni aostru che di a fra Ignazio che sospendesse di mandar quel che ci ha scritto per mandarci un tal riflesso, perché la consaputa procissione non si farà in questa domenica ma nell'altra, eosi cois commodo suo Ii pool mandarc, unit altro col salutarla cd abbracciarla. Mi fa placera di salutarmi al nostru dev.mo Com.rio Samut compiaee di salutarc al mro. Chircop al collega Sandino.

Addio

di V.Y.M. R. Gozzo 12 gen 808.
Um.le dev.mo Sud. ed amico
fra Reginaldo Speranza.


[1] In queste brevi notizie sui francescani del Gozo intendiamo parlare solo del primo ceppo ossia dei Frati Minora Conventuali. A titolo di Cronaca sottolineiamo che i Frati Minorai Cappuccini fondarono il loro Convento a Rabat nel 1737. (Cf. fr. Bernardi a Hamrun Fratrum Minorum Cappuccinorum Ministri Provincialis Epistola Pastoralis. primo a constituta Provincia Melitensi excunte saeculo edita, Malta 1949, p. 9): Frati Minori aprirono il loro convento ad Għajnsielem nel 1899

[2] Cf. Petrus Rodulphus a Tausiniano, O.F.M. Conv., Historiarum Seraphicae Religionis libri tres, Venetiis 1586, 282. "Locus Gothi extra urbem. Est autem Gothum insula adjacens Melitae. Ecclesia est parva, locus est modicus et pauperrimus"

[3] Cf. R. Pirro, Sicilia Sacra disquisitionibus et notitiis illustrata, 1. III, Panormi 1638, 628.

[4] Cf. Ph. Cagliola a Melita, O.F.M. Conv., Almae Siciliensis Provinciae Ordinis Minorum Conventualium S. Francisci Manifestationes Novissime, Venetiis 1644; 122. "Locus S. Francisai insulae Gaudisii … cuius fundationis notam, scripturis pestilentia sublatis amisimus. Huic assidue Turcarum accedunt incursiones, quae et locum ipsum pessumdedere. Verum hoc certi constanter perstat locum hune ante annum 1500 excitatum fuisse. Nam puerum adhuc agentes, fratrem quemdam Lazarum Theuma Gaulensem, qui Mauris diu Tenedi deservierat. nonagenarius, plura de senioribus huius loci Patribus, hosque de praedecessoribus referentes, audierat, enunciabat : hic autem Lazarus iam anni viginti sunt a quibus mortem oppetiit. Hinc non immerito Pyrrhus, antiquissimum hune locum scribit. Exiguus, quamvis amoenus, ad suburbii fines excitatus … “

[5] Cf. Archivio del Convento di Gozo, (Rabat-Victoria). Cabreum sive Inventarium omnium et singulorum bonorum … confectum per me Notarium Joannem Franciscum Alboranti, coram Perillam Multumque Ipli Domino J.U.D. Gabriele Bellio etiam Judice specialiter deputato, anno Domini millesimo septingentesimo vigesimo quinto, 1725. È un manoscritto membranaceo di 125 fogli scritti nel recto e nel verso, di cc. 32 x 20. Contiene inoltre varie piante planimetriche e molte altre utili informazioni su carte sciolte. È una raccolta di interessantissimi documenti per la storia del convento e della Chiesa di Gozo, poiché ricalca vecchi documenti anteriori al 1600 ed altri manoscritti precedenti della amministrazione del convento. È legato in pergamena deteriorata dal tempo. La famiglia religiosa era così composta quando fu confezionato il Cabreo :
P. Fr. Joannes Camennnli, Gds.
P. Mag. fr. Joannes Abela.
P. fr. Onofrio Falzon.
P. fr. Onofrio Decace.
P. fr. Joannes Mizzi.
P. fr. Joseph Sottile a Panormo.
fr. Subdiaconus Antonius Attard.
fr. Clericus Eugenius Preti. (Cf. Ivi, 8v e 24ss). Dovendo in seguito citare spesso il Cabreo lo segnaleremo con le sigle A C G. Archivio Convento Gozo.

[6] Cf. A.C.G. Cabreo, c., 24ss. "Ma, prosegue il Cabreo, non si sono ancora trovati negli Archivi di quest'Isola gli atti del di d.to notaro. Ma oltre la pestilenza presa nel suo proprio significato, ne concorre la pestilenza allegorica di diversi assedii continue invasioni fatte in più tempi, le quali siccome hanno spopolato il Paese, essi avranno cagionato la perdita delle scritture; infatti molti registri dei nostri Notaj antichi si trovano o perduti o conservati in Palermo, per essere stati ricuperati con bastimenti francesi dal poter dei Turchi, e di vantaggio ci da piena testimonianza di tal fatalità non meno l'Editto di Mons. Vescovo Don Baldassarre Cagliares nostro cittadino di gloriosa memoria, per rihaversi la notizia perduta delli beni ecclesiastici di quest'Isola, al quale concorsero molti revelanti registrati negli atti della Sua visita seguita verso il 1615; che il bando fatto verso l'anno 1562 dalla felice memoria del Gran Maestro La Sengle, e il susseguente spedito per ordine del Suo successore fra Giovanni di Valletta li 5 Dicembre 1566, ad effetto di aversi la notizia dei padroni dei beni etc."

[7] Cf. A.C.G. Cabreo, c., 8v.

[8] Cf. G.A. Vassallo, Storia di Malta, Malta 1854, 411ss.

[9] Cf. Abela-Ciantar, Malta Illustrata, Malta 1780, 1. IV, nt. IV, 537.

[10] Cf. Notarial Archives, atti di Tommaso Gauci (1557-1616), R 287, 2 maggio 1607.

[11] Gli storici han creduto che il P. Theuma fosse deportato dono il Sacerdozio. (Cf. nota seguente).

[12] Cf. Valletta (Malta), Archivio Arcivescovile, Registro Ordinazioni Gargallo (1578-1614), 3. Il P. Lazzaro Theuma doveva essere abbastanza anziano quando ricevette il Sacerdozio, giacché mori nei 1624, novantenne.

[13] Cf. Cagliola, o.c., 122; Fiorini P.B., O.F.M. Conv., Necrologio della Provincia di Malta, 26 Ottobre 1624.

[14] Cf. Vassallo, o.c., l.c.

[15] Cf. Valletta Royal Malta Library, Ms. 643, 522n., Archivio Cattedrale Pastoralia, Vol. I, Ms. 180. Le pagine non sono numerate.

[16] Cf. Vassallo, o.c., 645.

[17] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 58.

[18] Cf. Ivi., 58ss.

[19] Ivi.

[20] Ivi.

[21] Cf. J.B. Franchini, O.F.M. Conv., Status Religionis Franciseanae Minorum Conventualium, Romae 1682, 15ss.

[22] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 53v.

[23] Cf. Ivi.

[24] Cf. Ivi, 10v.

[25] Cf. Ivi, 11ss.

[26] Ivi.

[27] Cf. D. Sultana, An English Antiquary in Malta in the 18th Century Sir Richard Colt Hoare, in Journal of the faculty of Arts, Malta, Vol. II, No. 2, 1962, 104. "For the excursion to Gozo, Hoare secured a night's lodging in the convent of St. Francis …”

[28] Cf. J. Ransijat de Bosredon, Journal du Siège et de Blocus de Malte, Malta 11837, 1 ss.

[29] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., Condotta di P. Axisa, foglio non numerato. Il P. Axisa durante l'occupazione francese è stato sorpreso dalle truppe francesi ad attraversare lo stretto del Flieghu e per ciò venne arrestato ma rilasciato l'indomani. (Cf. F. Cutajar, L'Occupazione francese di Malta nel 1798, Malta 1933, 49ss.).

[30] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., Condotta cit.

[31] Cf. Petrus Rodulfus a Tausiniano, o.c., 282, "Ecclesia est parva".

[32] Cf. Valletta Notarial Archives, cit., R. 227, Vol. 2, 782.

[33] Cf. Ivi; R. 227, Vol. IV, 782., A.C.G., Cabreo, o.c., 7v: "Fu bensì nella varietà dei tempi sempre costante la devozione del popolo verso la nostra Chiesa … e devotissimo parimenti si è dimostrato in appresso con più legati pij e limosine manualmente somministrate, avendo in particolare attestato la sua pietà per la nuova fabbrica della Chiesa nella qual congiuntura precedette col buon esempio questa Università che si compiacque ricevere la procura delli Padri e l'istesso Sigr Governatore diede saggio della sua pietà con una donazione fatta in atti del Notaro Aloisio dello Re li 3 giugno 1662. colla quale e con altre largizioni si è compiuta la facciata dell'istessa Chiesa nell'anno 1663". (Cf. Notarial Archives cit. R. 227. Vol. 4, 782).

[34] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 10ss.

[35] Cf. A.C.G., Cabreo cit. 10v.

[36] Cf. Notarial Archives, Malta, Atti di Giovanni Andrea Madiona 7 a 9 Aprile 1668, R. 321, Vol. I., 815; Atti Tommaso Debono, 8 dicembre 1669.

[37] Cf. A.C.G., Condotta di P. Axisa cit.

[38] Ivi.

[39] Cf. P.M. Dominicus Sparacio, O.F.M. Conv., Siciliensis Provinciae Ordinis Minorum Conventualium Conspectus Historicus, Romae, 1925, 98.

[40] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c. 9v. A pagina 10 si legge che le campane sono state fuse. la piccola a spese di P. Lazzaro Theuma e la maggiore a spese di P. Giovanni Fenech.

[41] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., verso gli ultimi fogli non numerati.

[42] Ivi.

[43] Ivi.

[44] Ivi.

[45] Ivi e vedi Appendice.

[46] Ivi.

[47] Abela-Ciantar, o.c., 1. IV. nt IV, 537. La notizia del Vescovato di P. Pincia non è confermata dai registri ufficiali della Santa Sede, nonché non sia da identificare con Michael de Ponte, O.F.M. Conv., Vescovo tit. di Nicopoli (Cf. C. Eubel, O.F.M. Conv. Hierarchia Catholica, Munster, 1910, Vol. III, 258). Ma la data fornita dall'Abela non s'accorda con quella dell'Eubel.

[48] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 28.

[49] Cf. Roma, Archivio Generale dell'Ordine, Regesta Ordinis, A. 42, 233.

[50] Cf. Regesta Ordinis, A. 42, 368v.

[51] Cf. Regesta Ordinis, A. 42, 385.

[52] Cf. Regesta Ordinis, A. 46, 34.

[53] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 16.

[54] Cf. Valletta, Archivio del Convento, Libro del Mastro dei Novitii. (Confrati della Immacolata) 1637-1707, 24.

[55] Cf. Regesta Ordinis, A. 47, 89.

[56] Cf. Valletta, (Malta) Royal Library, Can. G.P. F. Agius de Soldanis. Il Gozo antico e moderno Sacra e Prof ano, Ms. 145, 175ss; Cf. Ivi. Ms. 1142.

[57] Cf. Regesta Ordinis, A. 50, 251. "Collocatur de studio in Collegio Melitensi fr. Joannes M. (Abela) de Melita".

[58] Cf. Agius de Soldanis, Ms. cit., 323, MCCXLII: "Per più anni in quest'uffizio di Ministro del S. Uffizio anno (sic) servito Religiosi Conventuali di S. Francesco, dei quali l'ultimo fu il Maestro Abela. Era il Ministro subalterno deputato coll'obbligo d'invigilare sopra il popolo del Gozo coll'intera facoltà di accettare e denunzie ed altro spettante a questo Venerabile Tribunale".

[59] Cf. Ivi.

[60] Cf. Valletta, Archivio del Convento, Libro delle Figluolanze, 107.

[61] Cf. Agius de Soldanis, o.c., 428.

[62] Ivi.

[63] Cf. Valletta. Archivio Arcivescovile, Libro Ordinazioni Sacre Gori-Mancini, 1722-1726. a quella data.

[64] Cf. Regesta Ordinis, A. 70, 124.

[65] Cf. Regesta Ordinis, A. 70, 127v.

[66] Cf. Regesta Ordinis, A. 70, 239.

[67] Cf. Regesta Ordinis, A. 72, 92.

[68] Tra il 1751-1761.

[69] Cf. Regesta Ordinis, A. 73, 471.

[70] Regesta Ordinis, A. 79, 45.

[71] Cf. A. Schembri, Selva di Autori e Traduttori Maltesi, Malta, 1855, 74; Royal Malta Library, Galleria Maltese, Ms. 1142, nro. 618.

[72] Cf. Regesta Ordinis, A. 79, 45.

[73] [Footnote missing in the original text]

[74] Cf. Fiorini P.B., O.F.M. Conv., Necrologio della Provincia, a quella data.

[75] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 9: "Da più anni … dei Religiosi, li quali con le Scienze e con l'esemplarità dei Costumi, e loro zelo hanno illustrato di tempo in tempo il Paese e la Religione... Sono stati parimente eletti da questa Università per Maestri di Scuola Pubblica, nella quale attualmente presiede e invigila il nostro P. Fra Onofrio Falzon".

[76] Ivi, 88.

[77] Ivi, 90.

[78] Ivi, 90.

[79] Il P. bacc. Salvatore Cauchi venne chiamato al concorso del Collegio di Assisi il 10 maggio 1751 (Cf. Regesta Ordinis A. 71, 276, 279) ma non accettò l'invito. (Ivi, 284-5); Cf. A.C.G., Cabreo, o.c. 100.

[80] Cf. Regesta Ordinis, A. 79, 47. "P. M'Angelo Axisa datur facultas pueros edocendi grammaticam ac Christianae religionis elementa." Il P. Axisa ebbe il Maeistero in Teologia nel 1796 previo il Regio Exequatur di Ferdinando IV, re delle Sicilie. Non tralasciamo i vivent, P. Bonaventura Camilleri, S.Th.D., esaminatore del Clero e P, Egidio Mizzi, Ph. B., S.Th.Lie. S.S.Lic., Professore di S. Scrittura nel Colleggio Serafeo di Assisi (Italia).

[81] Cf. Can. Agius de Soldanis, o.c., Ms. 425: "Sacerdote dell'Ord.ne dei Minuta Conventuali di S. Francesca ... mon nel Gozo con fama di vita illibata e zelante Guardiano nel 1695".

[82] Ivi, 428. ... nella religions era esemplarissimo, e studiava quanto più poteva occultare le sue enoiche opere ... morì in huun eredito e fama di santità nel Gozo ... nel 1730".

[83] Cf. Sparacio, oie., 1l13: " qui sanete vixit orationis spiritus dotatus, humilitate, patientia, amore in Deum praecipuus. In bona senectute obiit anno 1895".

[84] Non tutte le date fornite per ciascun Guardiano ind.cano la data di elezione. Esse sono state desunte da fonti indiritte : alcune date dell'ottocento e seguenti secoli, attinte all'Archivio Generale e agli Atti Capitolari, rappresentano le date ufficiali.

[85] Cf. Valletta. Malta Royal Library, Ms. 643, 232.

[86] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c.. 10v.

[87] Ivi, 16 e 65v.

[88] Ivi. 121.

[89] Ivi, 68v.

[90] Ivi, 78v e 108v.

[91] Ivi, 68v.

[92] Ivi, 85.

[93] Ivi, 80.

[94] Ivi, 59.

[95] Ivi, 13.

[96] Cf. Necrologio della Provincia, 1 febbraio 1713.

[97] A causa di turbolenze politico-religiose in Sicilia, i Guardiani vennero eletti dal P. Generale. (Cf. Roma, Archivio Generale, Regesta Ordinis, A. 64, 529-530).

[98] Cf. A.C.G., Cabreo, o.c., 88.

[99] Ivi. 92v.

[100] Ivi, 1 e 94v.

[101] Ivi, atti non numerati.

[102] Ivi.

[103] Ivi.

[104] Ivi, atto 2, 25.

[105] Cl. Valletta, Archivio del Convento, Giuliana 1605.

[106] Cf. A.C.G., Registri Capitoli ed Atti, 25.

[107] Ivi.

[108] Cf. Regesta Ordinis, A. 79, 48. Il P. Vassallo risulta Guardiano da 21 anni. Egli lodevolmente ha esercitato il suo ufficio. (Ivi, 8 maggio 1790).

[109] Cf. Regesta Ordinis, A. 79, 104.

[110] Cf. A.C.G., Atti del Convento.

[111] A.C.G., Condotta di P. Axisa.

[112] Cf. Roma, Archivio Generale, Acta Provinciae Siciliae et Melitae, Vol. I, 1816-1840.

[113] Ivi.

[114] Ivi.

[115] Cf. A.C.G., Registro Atti e Capitoli, 92.

[116] Ivi, 109.

[117] Ivi, 113.

[118] Cf. Regesta Ordinis, A. 82, 84, 12 settembre 1834.

[119] Cf. Regesta Ordinis, A. 82, 114v; A. 82, 136, 12 maggio 1837.

[120] Cf. Regesta Ordinis, A. 82, 154.

[121] Cf. Regesta Ordinis, A. 82, 170; riconfermato il 3 giugno 1841, A. 82, 176; rieletto il 2 maggio 1844, A. 82, 185.

[122] Cf. Regesta Ordinis. A. 82. 199.

[123] Cf. A.C.G., Registro Atti, 515.

[124] Cf. Roma, Archivio Generale. Atti Cnnitolari Malta, Vol. I, 1859-1953.

[125] Cf. Valletta, Archivio Provinciale, Acta Capitularia, 1863.

[126] Cf. Valletta, Archivio Provinciale, Acta 1871; confermato nel 1873. (Cf. Regesta Ordinis, A. 84, 104).

[127] Cf. Regesta Ordinis, A. 84, 108v, 13 maggio 1874.

[128] Cf. Regesta Ordinis, detto il 78 maggio 7875, A. 84, 113; confermato il 2 maggio 1876. A. 84, 115v; rieletto il 12 maggio 1877, A. 84, 119v.

[129] Cf. Regesta Ordinis, eletto il 26 giugno 1878, A. 83, 7; confermato nel 1879. A. 83, 15; rieletto il 20 maggio 1880, A. 83, 45; confermato nel 1881, A. 83, 94; nel 1882, A. 83, 111.

129a Cf. Regesta Ordinis. A. 83, 124.

129b Cf. Regesta Ordinis, A. 83, 135.

[130] Cf. Regesta Ordinis, A. 83, 139, 160.

[131] Cf. A.C.G., Registro Atti, 703.

[132] Cf. Valletta, Archivio Provinciale, Acta Capitularia 1898.

[133] Ici, Acta 1900.

[134] Ivi, Acta 1902.

[135] Ivi, Acta 1904, e riconfermato dal P. Generale Reuter. (Cf. Series Officialium 1905).

[136] Cf. Acta Capitularia 1907.

[137] Cf. Acta 1908; riconfermato nel 1910.

[138] Cf. Acta 1913.

[139] Cf. Acta 1915.

[140] Cf. Acta 1916.

[141] Cf. Acta 1920.

[142] Cf. Acta 1921. 1922. 1924,1925.

[143] Cf. Valletta, Archivio Provinciale Regesto P. Carta.

[144] Ivi.

[145] Ivi.

[146] Ivi.

[147] Ivi, Registro Definitori (1941-1961) 9.

[148] Ivi, 37.

[149] Cf. Valletta, Acta Capitularia 1947.

[150] Cf. Ivi: Acta 1950. 1953.

[151] Ivi, Acta 1956.

[152] Ivi, Acta 1959. (153) Ivi, Registro Defunitori