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Source: Melita Historica: Journal of the Malta Historical Society. 3(1963)4(57-61)

[p.57] Il Capitan Aniello Cafiero e la Congiura dei Maltesi

Ant. Zammit Gabarretta

Quando il 2 settembre 1798 i maltesi insorsero contro i dominatori francesi, cominciarono per l'Isola di Malta i duri mesi di una lunga guerra. Il Generale Vaubois assediato dietro le mura inespugnabili della Valletta e della Cottonera non mostrava nessuna voglia di arrendersi. Nei casali i maltase soffrivano dalla mancanza di grano che dovette venire dalla Sicilia. Varie malattie che di regola accompagnano le miserie di guerra mietevano numerose vittime.

Si pensò dunque ad uno strategemma. I maltesi rinchiusi nella Città Valletta durante la notte tra l'11 ed il 12 gennaio 1799, avrebbero aperto le porte della Città e con le campane del Duomo di San Giovanni si sarebbe dato il segnale della rivolta. I loro compatrioti della campagna sarebbero subito venuti in lord aiuto. [1] La congiura fu scoperta, e dopo processi sommari il generale Vaubois fece fucilare nella Piazza della Libertà i capi responsabili del complotto, fra cui c'erano il Capitano Guglielmo Lorenzi ed il Professore Don Michele Scerri del Zebbug. [2]

In questa congiura presti parte il Capitano Aniello Canerai, il qualu però fu soltanto imprigionato e riuscì di fuggire. Le vicende del Capitan Cafiero non sono stati mai rese note nei libri di storia. Pubblichiamo perciò i relativi documenta tolti dall`Archivio di Stato di Napoli: Fondo Borbonico -- Sezione Esteri [3] fascicolo 2806 ln vividi parole di un contempnraneo. questi documenti illustrano ancora l'ansia dei maltesi per liberirsi dal nemico il quale nonostante le sue affascinanti promesse di Libertà. Eguaglianza e Fraternità opprimeva la loro cara patria.

[p.58] MEMORIALE DI CAPITAN ANIELLO CAFIERO A SUA MAESTÀ FERDINANDO IV, RE DI NAPOLI E SICILIA, 28 maggio 1800

S. R. M.

Capitan Aniello Cafiero Napolitano, ammogliato però e domiciliato da più anni in Malta, umilissimo servo e vassallo fedelissimo di V.M. con ogni dovuto ossequio l'espone.

Che come uno de più fedeli e coraggiosi compagni dei difonti Matteo Pulis, D. Michele Scerri e Capitan Guglielmo Lorenzi, Capi dell'unione fatta tra i fedeli Maltesi detenuti nella Valletta per liberarla dai communi nemici francesi come dall'annesso certificato di codesto Governadore si rileva. Egli non solo s'era parato a prestar l'opera sua, m'avea comprato da' Maltesi cinquanta cinque fucili per scudi 103, di proprio denaro di detto Esponente, che teneva sotto il palliolo alla poppa del suo Bastimento; e teneva nascosti in casa cinque quintali di polvere comprati da Girgenti per altri scudi 650 di denaro sudetto ad effetto d'impiegare i. tutto opportunatamente nell'ordita strage del Nemico.

Intanto il Povero Oratore corne Vassallo della M.V. fù messo in prigione dai Nemici nel Castel S. Angelo assieme con i suoi Marinai, dove convennero d'attaccare il detto Castello, al tempo istesso dell'attacco alla Città con alberare il Paviglione di V. M.; che a tai' effetto gli fù ivi portato secretamente dalla moglie, assieme con due spallette di Capitano, come ricavasi dagl'inserti Testimoni; ma per fatale disgrazia si scoprì la trama, che causò la fucilazione ai sudetti Capi Pulisi, Xerri e Lorenzi con diversi altri: e subito due de Compagni andarono in Casa dell'Oratore, ed uniti con la moglie buttarono la detta polvere nel canale della casa, oltre di un sacco nascosto separatamente con sessantasette rotoli di detta polvere. Indi per tanti batticori e crepacori buttò l'oratore tre volte sangue dal petto dopo due mesi e mezzo di prigionia, ed un mese dopo fù portato a carregiar pietre nella Cottonera; ma dopo cinque mesi di carcerazione per causa di avergli fato la spia una Donna che si trovava presente nell'atto che sudetto oratore parlava apertamente in favore della Corona di V.R.M. fù preso di bel nuovo e posto nelle carceri del Quartiere della Senglea che a momenti doveva essere fucilato: ma questo non gli riusci ai nemici comuni per un aiuto avuto da un suo compare e le riuscì al medesimo di fugirsene per la Campagna, e seco fugare Salvadore Busuttil trattenuto anche prigioniere quando entrò in città col Parlamentario Inglese, e portarono con esso loro accortamente li detti rotoli sessantasette di polvere d'Olanda salvata, i quali furono opportunamente consumati contro i Nemici dalla Batteria arnica Ta' Għemmuda, che appunto allora si trovava sprovvista di detta polvere per altro gli fù restituita per ordine del Governatore, e la vendè per riparare aile sue indigenze.

Sire, avendo l'Oratore sofferto gravi pericoli di morte, perdita di detti polvere e fucili, detrimento di. scudi 1500; almeno per la distruzione del suo Bastimento giustificato dagli annessi testimonii, e malattia della povera Moglie per undici mesi continui fin al presente, pervenutale per tanti timori nelle occasioni sopracennate sofferti, come meglio si rilieva d'altri documenta originale rimasti in potere dell'Esponente e che le suppiega le copie delli medesimi: [p.59] prostrato per tanto il fedele Vassallo a piedi della M.V. che Dio feliciti sempre e conservi, supplica umilmente l'innata Benignità della medesima degnarsi d'accordargli la grazia d'essere l'Esponente sudetto prima ammesso nell'assalto che si farà nella Valletta con qualche grado a V.M. benvisto, e nell'entrare che si farà e preso che sarà Castel S.to Angelo benignarsi d'assegnargli qualche piccolo soldo da determinarsi dalla M.V. con restare in detto Castel S.to Angelo per custodia di detta Fortezza come prattico di quella Piazza: Grazia che spera ottenere dalla real clemenza di V.M., e pieno d'ossequio la supplica ut Altis.

ATTESTATI PRESENTATI DAL CAPITAN CAFIERO IN CONFERMA DEL SUO MEMORIALE

Documento 1.

Ludovico Borg del fù Lorenzo della Città Valletta, e Francesco Piromalli del fù Didaco di Calavria . . . testano che essendo un giorno nella Senglea in casa della Moglie del Sig.r Capitano Aniello Caffiero erano venuti in essa casa li furono Rev. Signor Don Michele Scerri, e Signor Matteo Pulls profumatore, li quali allora avevano portato alla detta Moglie del Cafiero la bandiera di Sua Maestà Re delle due Sicilie, e due spalletti per dare al detto suo Marito che allora era rinchiuso nel Castello San Angelo.

In fede per loro mi soscrivo
Oggi il primo maggio 1800
Not. Delicata Ant.

Documento 2.

Noi infrascritti per la verità ricercati attestiamo,

Che Capitan Aniello Cafiero di Nazione Napolitana domiciliato però, ed ammogliato in Malta da lungo tempo mostrò talmente il suo mortale veleno contro dei Nemici francesi, che avea intrepidamente machinato la loro destruzione in quella mirabile congiura ordita dal M.to Rev. Sig.r Don Michele Scerri, che poi rimase vittima del Nemico per essersi scoperta l'ordita trama;

Il Cafiero teneva nascosti in casa cinque quintali di polvere, e cinquanta cinque fucili teneva nascosti a bordo del suo Bastimento sotto il palliolo alla poppa; il tutto pronto e parato per quella machinata zuffa; e perché come Napolitano lo tenne il nemico arrestato nel Castel S. Angelo assieme con i suoi Marinari, Egli avea congiurato con i medesimi di dover attaccare detto Castello al segno stesso che si dovea dare per l'attacco della Città: Ma poi essendo scoperta la trama il tutto svanì con pericolo grande della vita del Cafiero, che forse venne salvata per essersi stata buttata nel canale della casa la polvere, subito scoperta la trama sudetta.

[p.60] Tutto ciò sappiamo di certa scienza per essere stati anche noi intromessi in detta congiura. In fede del vero ci sottoscriviamo di propria mano,

Oggi il 19 aprile 1800

Io Felice Cassar

Alessandro Mallia

confirmo il sunnarrato

Vincenzo Schembri

e soggiungo esser io

Gio. Batta Adriano

uno delli due che buttarono

Salvadore Panzavecchia

la polvere al canale.

Salvadore Busutil

Gaetano Grech

Cristofalo Panzavecchia

Cap. Pietro Micallef.

Personalmente costituti innanzi a me infra.tto Not. li Signori (sopra nominati) e dopo aver riconosciuto la loro sottoscrizione fatta appiè del suddetto attestato dissero, e con loro giuramento hanno affermato esser quella fatta di propria mano, a carattere e che il contenuto sia vero e per la verità l'hanno sottoscritto :

In. fede. In Malta questo dì 19 aprile 1800.
Cosi è
Not. Antonio Psaila Maltese.

Documento 3.

Noi infra.tti attestiamo per la verità e con nostro giuramento affermiamo che un mese incirca dopo la insurrezione de' Campagnoli Maltesi contro i Francesi costoro hanno disfatto per bruciarlo il Bastimento del Sig.r Giuseppe Busietta, comandato da Capitan Aniello Cafiero, Napolitano, allor che questo trovavasi detenuto (in) Drigione nel Castel S. Angelo dai Nemici Francesi in Malta per la sua fedeltà verso il suo re, con notabilissimo detrimento dei sudetti Padrone e Capitano di detto Bastimento.

In fede del vero ci sottoscriviamo. Oggi li 29 aprile 1800 Io D.r Giuseppanton Bonelli per commissione di Francesco Pitornalli, non sapendo il medesimo scrivere.
Saverio Gristi

Oggi il primo maggio 1800
Cosi è
Not. Antonio Delicata Maltese

Documento 4 (Copia)

Noi, Alessandro Giovanni Bali Capo de' Maltesi per S.M.S.

Accertiamo a chiunque che Capitan Aniello Cafiero Napolitano domiciliato da più anni in Malta si è diportato sempre da fedel suddito. Mai ha dato ombr'alcuna di sospetto d'alleanza colli francesi comuni nemici, anzi è stato uno delli fedeli, e coraggiosi compagni delli furono Capitano Guglielnio Lorenzi e Don [p.61] Michele Scerri, Capi dell'Unione fatta tra li fedeli Maltesi detenuti nella Valletta per liberarla dall'inimico.

In fede di che abbiam ordinato che si faccia la presente da Noi sottoscritta, e col nostro sugello munita.

Malta nel Palazzo di S. Antonio nostra residenza li 26 aprile 1800

Alessandro Ball

(Felice) Cutayr Seg.o di S.E.

MINUTA DELLA RISPOSTA ALLA SUPPLICA DEL CAPITAN CAFIERO INVIATA DALLA CORTE DI NAPOLI AL CAV. ALESSANDRO BALL

Palermo 20 giugno 1800
Al Cavaliere Ball — Malta

Eccellenza,

Sulla supplica umiliata al Re Mio Signore da Aniello Cafiero Napolitano, ammogliato e domiciliato da più anni in cotesta Isola, colla quale supplica ha implorato in considerazione de servigi che ha renduti alla buona causa di esser ammesso con qualche grado all'assalto, che dovrà darsi alla Valletta, e di assegnarglisi in seguito, preso che sia Castel Sant'Angelo, qualche soldo con destino alla custodia della stessa fortezza, ha dichiarato clementemente (S.M.) che continuando il ricorrente a condursi con valore contro la Valletta, e rendendo ivi effettivi ed utili servigi, S.M. lo considererà con qualche conveniente premio.

Nel render consapevole V.E. di questa Reale Dichiarazione in intelligenza dello stesso Cafiero, passo a riperterle le proteste di distinto ossequio, con cui ho l'onore di dirmi, Di V.E.

Palermo 20 giugno 1800

Sir. Cav. Ball.


[1] Per ulteriori notizie intorno a questo complotto Cf. Mifsud Mons. A., Origine della Sovranità Inglese su Malta.; Malta 1907; Arp. Docc. 30-33, pp. 207-211.

Hardman W., A History of Malta during the Period of the French and British Occupations 1798-1815, London 1909; po. 160-169,

[2] Proprio quest'anno, i1 28 maggio scorso, al Zebbug nella Sala Parroeehiale che porta il nome di questo patriota è stato collocato un bell'altorilievo in bronzo, che rappresenta la fucilazione di Don Michele Scerri il 17 gennaio 1799. opera dei Prof. Carlo Pisi di Roma.

[3] Sull'importanza di questo fondu archivistico per la Storia di Malta, Cf.
Archivio Storico di Malta An. VII, fasc. IV, pp. 477-492.
Melita Historica vol. 2. ri. 4. 1959 p. 239.