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Source: Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 3(1963)4(62-63)

[p.62] Antonio Zahra Vescovo di Vico Equense

Galileo Savastano

Nel secolo XVI sulla cattedra vescovile di Vico Equense (Napoli), soppressa nel 1818 ed unita a quella arcivescovile di Sorrento, sedette un vescovo maltese, monsignor Antonio Sacra, dell'ordine del Predicatori, che lo storico maltese Abela chiama Zahra. Questi ebbe fama ai tempi suoi di orientalista per la conoscenza di lingue orientali, e per essere stato un intrepido missionario. Fu nella Siria, nella Palestina, nella Mesopotania, nella Caldea in Egitto ed in altri paesi corne commissario pontificio, e riusci a condurre molte genti alla fede cristiana. Trovandosi nella Caldea, ne fu allontanato da una feroce persecuzione che imperversava in quel paese, per cui passò nelle Indie ove continuò il suo apostolato.

L'eroico missionario maltese esplicava la sua opera in quell'India misteriosa, visitata già da Antonio Pigafetta, compagno di Magellano, da Emmanuele Pessagno, Leone Pancaldo, Lodovico di Varthema e poi da Giovanni da Empoli, compagno di Albuquerque, Pietro Strozzi, Girolamo di Santo Stefano, Girolamo Adorno, Andrea Corsati, Luigi Roncinotto e da una falange di missionari, i cui nomi stanno a testimoniare il contributo grandissimo dell'Italia nell'umano progresso ed incivilimento. Dalle Indie, Antonio Sacra per la via del Capo di Buona Speranza e per il Portogallo, rientrò in Italia e si recò a Roma con la conoscenza profonda di cose orientali, dopo aver compiuto un fruttuoso apostolato. Il pontefice Pio IV (Medici) volendo premiare i suoi grandi meriti lo creò vescovo di Vico Equense il 17 novembre 1564, succedendo in quella diocesi a monsignor fra Domenico Casabianca.

Del suo governo episcopale si ricorda la S. Visita da lui compiuta nel 1565, laver dotata la cattedrale di Vico di quattro paramenti di seta ed oro, e la costruzione del palazzo vescovile, poiché anteriormente la dimora dei presuli vicani era costituita da una casa né ampia né decorosa, situata al confine del castello feudale e prospiciente al mare. Il vescovo Sacra nel 1565 acquistò anzitutto uno spazio antistante a detta casa, chiamato largo dei tigli, e due anni dopo fece ampliare e restaurare la suddetta dimora, trasformandola in decorosa abitazione episcopale.

Prima che l'abbandono ed il vandalismo si accanissero sul palazzo che fu la dimora dei vescovi di Vico, esistevano in esso alcune epigrafi, due delle quali ricordavano il vescovo maltese. Una era così concepita :

Fr. Antonius de Sacra melitensis Ord. Prae. D. G.
Equensis antistes domusculam prius vetustate quasi
dirutam ita refecit et amplificavit a Christo nato
MDLXVII.

L'altra esiste ancore e trovasi sulla facciata del palazzo episcopale prospiciente sul mare; essa è sormontata dallo stemma vescovile di monsignore Sacra, ed è la seguente :

[p.63]

Fr. Antonius Sacra melitensis Ord. Praed. Vici
praesul hae aedes vetustate collapsae in meliori
amplioreq forma restituit ut sibi suis posterisq.
usui forent a parte Virginis MLXVII.

Nella sagrestia della cattedrale di Vico Equense, ove è la serie dei ritratti dei vescovi vicani, fattivi dipingere da monsignor Pace, attualmente in cattivo stato, è pure il ritrattro del vescovo Sacra, sotto il quale è la seguente scritta:

FR. ANTONINVS SAGRA
MELITEN. PIVSD. ORD. PRAED. A PI0 IV
CREAT XVII. NOVEM. MDLXIV
SEDIT ANN. XVI.

Monsignor Sacra moriva a Napoli nel 1582 e fu sepolto colà nella chiesa dell'Annunziata. Di lui rimane il volume della sua S. Visita, custodito nell'archivio arcivescovile di Sorrento. Ci è grato ricordare che l'isola evangelizzata da S. Paolo, l'isola dei Cavalieri abbia dato un vescovo al nostro paese.