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Source : Melita Historica : Journal of the Malta Historical Society. 4(1967)4(266-277)

[p.266] Una convenzione del 1585 fra il conte di Modica e i cavalieri di Malta

Enzo Sipione

È verosimile che qualche studioso di storia maltese possa ricavare eventualmente un’utile indicazione dal seguente documento, che testimonia una particolare attività dell’ordine gerosolimitano in campo finanziario e che ha come suoi attori un gran maestro dell’ordine ed un procuratore del conte di Modica.

            Dalla massa di documenti già appartenuti alla cancelleria comitale di Modica e che in buona parte sono custoditi nell’archivio di Stato della medesima città, qualcuno in anni lontani è emigrato ed ha vagato di mano in mano; il presente mi è stato fornito in lettura da un antiquario mio buon amico, Biagio Nicosia, che mi ha autorizzato a pubblicarlo se lo avessi stimato opportuno.

            Esso è stato estratto da un volume (con ogni probabilità un Volume di Lettera, si intitolano così le raccolte miscellanee di documenti vari; perché porta la numerazione da 776 a 787, ma le pagine scritte si fermano alla 784 r e sul retro della ultima si trova l’indicazione di un numero “168” e la leggenda “Copia del contracto de Malta”); è in stato di conservazione buono, ad esclusione di qualche macchia di umidità, che non pregiudica affatto la lettura ed è scritto da una sola mano in una corsiva notarile corrente; varie sottolineature su alcune righe del testo e sue margini lasciano supporre che sia stato frequentemente usato nella cancelleria comitale.

            Ludovico Enriques de Caprera (noi troveremo sempre Henriques a Cabrera) ammiraglio di Castiglia e conte di Modica, oltre che signore di Alcamo Caccamo, e Calatafimi, per ovviare l’inconveniente dell’invio di soldi dalla Sicilia in Spagna, annualmente, nomina procuratore il frate Francesco Retio, francescano osservante, e il proprio figlio frà Giovanni, cavaliere gerosolimitano, affinché sistemino l’amministrazione e l’esazione delle sue rendite siciliane.

            Frate Francesco Retio si assume il compito di trattare con la sacra religione gerosolimitana, affinché le rendite provenienti dalla contea di Modica fossero esatte dalla medesima e poiché l’ordine possiede vari proventi in Spagna e specialmente nel regno di Castiglia, esse in cambio gli fossero corrisposte in Spagna.

            Così il frate Retio si conduce a Malta, dove il 6 febbraio 1585 stipula con il gran maestro frà Ugo de Luobenx Verdala, principe di Malta e Gozo, assistito dal capitolo gerosolimitano, un accordo in tal senso.

            Giusta la procura del 6 giugno1583 rogata dal notaio Francesco Cafo?it e transuntata a Palermo agli atti del notaio Francesco Toscano il 16 febbraio successivo, egli agisce anche in nome di frà Giovanni Enriques e promette la ratifica da parte dei suoi mandanti entro il prossimo mese di giugno.

            Ad evitare i rischi e il pericolo connessi al trasporto di moneta da un regno all’altro nonché le perdite imputabili ai cambi, la sacra religione gerosolimitana s’impegna a consegnare ogni anno a Valladolid al conte Ludovico Enriques Caprera o a persona che legittimamente lo rappresenti, la somma di ventiquattro mila ducati, a ragione di reali castigliani undici per ogni ducato, e ciò per nove anni a partire dal primo marzo 1586.

            [p.267] Il pagamento annuale avverrà in quattro rate: seimila ducati saranno corrisposti il primo marzo 1586 ed altrettanti ducati il primo giugno, il primo settembre e il primo dicembre dello stesso anno e così seguitando per gli anni successivi.

            Il conte non potrà pretendere la rata di seimila ducati relativa al primo marzo di ogni anno se prima i ricevitori di Castiglia e di Siracusa non avranno accertato gli avvenuti reciproci pagamenti.

            Inoltre il gran maestro e il capitolo gerosolimitano si obbligano a mutuare al conte di Modica dodicimila ducati a ragione — come si è detto — di reali castigliani undici per ogni ducato, che gli saranno rimessi a Valladolid dal primo settembre 1585 fino al primo febbraio 1586 a duemila ducati al mese.

            Di contro il procuratore del conte s’impegna a far versare al procuratore di detta religione, a Siracusa, in unica soluzione, ducati ventiquattromila, di reali undici per ogni ducato, a ragione di grana venticinque per ogni reale, ascendenti alla somma di scudi ventisettemila e cinquanta di moneta di Sicilia, a ragione di tarì dodici per ogni scudo.

            La prima soluzione dovrà avvenire il primo marzo 1587 e così seguitando per i nove anni prescritti.

            Tale dilazione di un anno e stata concessa per dar tempo al conte di far vendere le granaglie o le tratte che egli possiede nella contea, con patto però che se avrà venduto in anticipo versi immediatamente la somma.

            Il procuratore s’impegna altresì a restituire la somma prestata di dodicimila ducati, pari a scudi tredicimila settecentocinquanta di moneta di Sicilia a ragione di dodici tarì per ogni scudo, il primo marzo 1587. Dichiara inoltre di essere tenuto a versare al ricevitore gerosolimitano di Palermo ogni altra somma eccedente i 24.000 e i 12.000 ducati, che provenga al conte dalle rendite tanto di Modica quanto di Alcamo Caccamo e Calatafimi. Da Palermo saranno spedite lettere di cambio in Castiglia ed entro il termine di quaranta giorni sarà pagato al conte in Valladolid quanto fu pagato a Palermo.

            Ancora: se durante il detto periodo di nove anni la sacra religione gerosolimitana avesse necessità di frumenti, il conte s’impegna ad autorizzarla all’estradizione di seimila salme dal carricatoio di Pozzallo ed il diritto di tratta sarà calcolato per quel che varrà nel carricatoio di Agrigento, meno dieci tarì per ogni salma. Il gran maestro però deve notificare le sue esigenze di frumento al governatore di Modica entro il mese di febbraio di ogni anno.

            Il prezzo di tale vendita sarà defalcato dai ventiquattromila ducati. E’ fatto espresso obbligo di non alienare a terzi tali frumenti o tratte, ma di importarle a Malta per sostentamento dell’ordine.

            Nel caso poi che i vassalli di Modica il prossimo agosto offrano un donativo al conte, come hanno promesso di fare tutte le volte che siano liberati da affittuari e mercanti, il suo provento sarà versato interamente al ricevitore gerosolimitano di Siracusa, a soluzione dei dodicimila ducati ricevuti in prestito.

            Il procuratore promette infine che entro quattro mesi dalla stipula del contratto dodici o quindici nobili o borghesi della contea prestino fideiussione tanto per i dodicimila ducati prestati quanto per i ventiquattro da versarsi ogni anno.

            Seguono le formalità di rito e il giuramento.

            Il notaio Francesco Imbroglio maltese redasse lo strumento.

            Il gran maestro lo autenticò.

[p.268]

            Il notaio Barbaro de Pilusio estrasse la presente copia da quella. posseduta da frate Francesco Retio.

            I giurati di Modica ne confermano l’autenticità.

            Questi nella loro nuda essenzialità i termini dell’accordo.

            Noi ci siamo occupati della contea di Modica fra il quattro e il cinquecento (ed i risultati del nostro studio saranno visibili in un libro di imminente pubblicazione) e non abbiamo ancora esteso la nostra indagine alla seconda metà del secolo XVI. Questo documento fornisce, già delle indicazioni interessanti, al punto che abbiamo creduto opportuno pubblicarlo così com’era, senza altre postille e commenti, e se ne sarebbero potute aggiungere a iosa, come contributo modestissimo alla storia dell’ordine gerosolimitano e in generale di Malta, trascurando per un momento la contea di Modica, che resta il campo aperto del nostro lavoro.

            Catania, 1° luglio 1967.

[p.268]

            In Dei nomine. Amen.

            Anno a nativitate eiusdem millesimo quingentesimo ottuagesimo quinto, mense februarii, die vero sexta eiusdem mensis, indictione decimatertia.

            Cum illustrissimus et excellentissimus dominos don Ludovicus Henriques a Cabrera admiratus Castelle, dux Medine de Rivosecco et comes Motuce in Sicilie regno, introitus et redditus ditti comitatus Motuce optaret comoditateque perquireret ac pecunias ipsas ex ditto comitatu Motuce quolibet anno provenientes ab aliquo sibi in regno Castelle dari et viceversa ipsos redditus seu pecunias in Sicilie regno ipse solvere, procurationem autem fecerit in personam admodum reverendi domini fratris Francisci Retio ordinis S. Francisci observantis necnon illustrissimi domini ordinis s. Ioannis Hierosolimitani militis fratris don Ioannis Henriques eius filii et aliorum dominorum circa regimen administractionem et exattionem dittorum introituum, qui tamen frater Franciscus Retio pertrattaverit cum sacra religione hierosolimitana quatenus vellet dittos redditus et pecunias e ditto comitatu provenientes in Sicilie regno capere et totidem pecuniarum summario solvi facere ipsi illustrissimo et excellentissimo domino comiti don Lodovico Henriques in regno Castelle, premaxime cum ipsa sacra religio hierosolimitana habeat nonnullos redditus introitus et proventus in regno Hispaniarum et signanter ditto regno Castelle responsionum inposittionum epoliorum vacantium et mortuariorum aliorumque iurium ad commune erantium epettantium.

            Et idcirco dittos admodum reverendus dominus frater Franciscus Retio unus ex dittis dominis procuratoribus serio personaliter se contulerit ad presentem insulam Melite pertractaveritque ut aliquod accordium inter illustrissimum et reverendissimum dominum magnum magistrum dittamque eius sacram religionem hierosolimitanam ex una et prefatum illustrissimum dictum comitem circa premissa fieret.

            Et tandem convenerint ut infra: hinc est quod hodie presenti die pretitulato prefatus illustrissimus et reverendissimus dominos frater Hugo de Luobenx Verdala sacre domus hospitalis S. Ioannis Hierosolimitani magnus magister insularum que Melite et Gaudisii princeps dignissimus necnon et admodum illustres et multum reverendi domini consiliarii infrascripti, videlicet:

[p.269]

frater Alphonsus de Dominicis u.i.d. maioris ecclesie conventualis ordinis S. Ioannes Hierosolimitani generalis prior,
frater Rinaldus Denaro admiratus,
frater Franciscus de Valentia magnus cancellarius,
frater Antonius Maria Ralearius prior Pisarum,
frater Petrus Iustiniano prior Messane,
frater Federicus Caeza baiulus Venose,
frater Centorius Cagnolo baiulus,
frater Petrus Saccone,
frater Raimundus de Gozoto dit Melacho locumtenens magni magni consiliarii,
frater Lodovicus de Magloch dit Samariville,
frater don Lupertius del Poyo locumtenens venerandi magni conservatoris,
frater Augustinus baro de Mesberdo locumtenens venerandi magni banchiri Alemanie,
frater Bonifatius Puget dit Gestiel,
frater Michael de San Bartholome dit Sancta Cruce,
frater Ioannes Ferdinandus de Vodie,
frater Petrus La Porta,
frater Stephanus de Bergier,
frater Philibertus de Iuessi dit Samilon,
frater Claudius de Rous dit Sigi,
frater Renatus de Piris,
frater Lodovicus Sana,
frater Isuardus Sanmartino,
frater Martinus de Garses,
frater don Antioghe de Cabrera,
frater Felicianus Amosch,
frater Petrus Torlenque,
frater Marcus Antonius Altavilla,
frater Ioannes Saporteglia,
frater Franciscus Conmognas,
frater Hernandus de Ovando,
et frater Lodovicus Mendes,

mihi infrascripto notaro cogniti, insimul congregati in aula palatii magistralis completum consilium more solito et secundum statuta et ordinationes eorum ordinis et conventus in domino celebrantes, existens maior et sanior pars vocem et votum in congregattione et concilio trabentes ac totum et integrum eorum conventum representantes ex una. Et prefatus admodum reverendus dominus frater Franciscus Retio ut patet unus procuratorum prefati illustrissimi et excellentissimi domini don Ludovici Henriques a Cabrera virtute procurationis celebrate in attis magnifici et egregii notarii Francisci Caforit S.C.R. maiestatis sub die sexta mensis iunii 1583 transumptate in urbe felici Panhormi per magnificum et egregium notarum Iosephum Tuscani una cum ceteris notariis sub die XVI mensis februarii duodecime indict. 1583 virtute autoritatis ipsi domino fratri Francisco concesse per prefatum illustrem dominum fratrem don Ioannem Henriques qua illi vice et voces suas concessit prout contineri vidimus in attis prefati magnifici notarii Ioseph Tuscani sub die XV mensis martii duodecime indict. 1583 cum legalitate et sigillo [p.270] ditte urbis Panhormi ac etiam tamquam comissionatus ut asserit illustrissimi et excellentissimi domini don Lodovici Henriques a Cabrera comitis de Malgar filii primogeniti et indubitalis successoris statuti prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati pro quibus intutus in solidum, videlicet: tam pro predittis illustrissimis et excellentissimis dominis admirato et eius filio primogenito ac etiam pro ipso illustrissimo domino fratre don Ioanne Henriques, idem dominus frater Franciscus Retio promisit de ratho sine aliis prenominati illustrissimi et excellentissimi domini admiratus et comes Motuce et eius filius primogenitus comes de Melgar et predittus illustrissimus dominus don Ioannes Henriques utique eius filius, hinc usque ad totum mensem iunii primo venturi presens instrumentum et omnia et singula capita in eo adietta ad unguem prout in eo iacet et iuxta cui seriem continentiam et tenorem, cuius rathificattionis copiam una cum inserto tenore presentis idem reverendus dominus frater Franciscus Retio traddere et consignare teneatur et se obligavit et obligat in venerando prioratu Castelle religionis in regno Hispaniarum in manibus reverendi domini receptoris preditte sacre religionis hirosolimitane qui est vel pro tempore erit et hoc per totum predictum mensem iunii proximi futuri de quo supra aliter ipso termino elapso nec sequita ipsa rathificattione presens instrumentum censeatur et intelligatur cassum irritum et nullum nulliusque roboris et firmitatis et efficatie et tamquam si fattum non fuisset et non aliter nec alio modo parte ex altera.

            Presentes coram nobis pro evitandis risico et periculo ac etiam interesse quod ultraque pars pateretur patique posset in apportandis pecuniis predittis de uno regno ad aliud necnon incommutandis vel cambiandis ipsis pecuniis per viam mercatorum tabularum et bancorum seu argentariorum ad infrascriptam obligattionem conventionem et accordium per modum ut infra sequitur devenerint et eis ac utrique parti devenere placuit et placet et non aliter nec alio modo, videlicet: et primo prefatus illustrissimus domnus magnus magister necnon et preditti multum illustres domini conciliarii in et ad nomen preditte eorum sacre religionis se obligantes promiserunt convenerunt segue sollemnitier obligaverunt et obligant dare traddere solvere et consignare seu verius dari solvi consignarique facere realiter et cum effettu in pecunia numerata in oppido Vallosoletti vulgo Vagladolu per manus reverendi domini receptoris venerandi prioratus Castelle et Legionis qui est vel pro tempore erit de pecuniis eiusdem sacre religionis in eorum posse proveniendis anno quolibet prefato illustrissimo et excellentissimo domino don Ludovico Henriques a Cabrera vel alteri legitime persone pro eo seu eius successoribus summam ducatorum vigintiquatuormilium ad rattionem regalium Castillanorum undecim pro quolibet et singulo docato et hoc durantibus annis novem continuis et completis incipiendis et numerandis a primo die mensis martii millesimi quigentesimi ottuagesimi sexti, videlicet in quatuor equalibus soluptionibus anno quolibet et sic: ducatos sexmille primo die preditti mensis martii 1586, item alios ducatos sexmille primo die mensis iunii 1586, item alios ducatos sexmille primo die mensis septembris 1586 et alios ducatos sexmille primo die mensis decembris 1586. Que quatuor soluptiones adscendunt ad summam predittam prefatorum ducatorum vigintiquatuormilium et deinde annuatim successive et integre continuantes per modum ut supra durante termino prefatorum annorum novem. Cum hoc tamen pacto et condittione: quod predittus illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus non possit nec valeat nec sibi licitum erit petere exigere nec habere [p.271] alios ducatos sexmille qui ipso illustrissimo et excellentissimo admirato solvi debebint primo die mensis martii 1587 pro soluptione prime catamine sive tertii secundi anni iuxta prefatum accordium quin plene legitime receptori sacre religionis hierosolimitane constare fecerit de integrali soluptione per eum vel eius ministros in civitate Siragusarum ut prefertur facienda pecuniarum sibi in ditto oppido Vallosoleti tam duodecim quam vigintiquatuor milium ducatorum exburzatorum et exburzandorum. Etiam anno quolibet durante ditto termino annorum novem idem illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus non possit nec valeat exigere printium solutionis annis sequentis ducatorum sexmilium nec continuare exattionem pagarum subsequentium quin prius initio cuiuslibet anni summam in regno Castelle exburzatam sacre religionis hierosolimitane Siragusis solutam iam esse receptori Castelle et Legionis legitime costare fecerit et sic de anno in annum et non aliter nec alio modo.

            Item prefatus illustrissimus et reverendissimus dominus magnus magister et predicti multum illustres domini conciliarii in et ad nomen preditte eorum sacre religionis hierosolimitane ad requisittionem prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati promiserunt convenerunt segue sollemniter obligaverunt et obligant ex pecuniis ditte sacre religionis hierosolimitane mutui nomine dare traddere solvere et consignare et accomodare de anticipato realiter cum effectu in pecunia numerata in ditto oppido Vallosoleti per manus eorum receptorum prefato illustrissimo et excellentissimo domino admirato don Lodovico Henriques a Cabrera aliam summam ducatorum duodecimmillium ad predittam rationem regalium undecim Castellanorum pro singulo ducato solvendorum in qua et exbursandorum a primo die mensis septembris 1585 usquc ad primum diem mensis martii 1586, hoc modo, videlicet: ducatos duosmille quolibet mense incipiendo primam soluptionem facere primo die preditti mensis septembris 1585 et inde successive et integre continuantes de mense in mense usque ad integram et totalem ipsorum ducatorum duodecimmillium soluptionem itaque primo die mensis februarii 1586 fieri debent soluptio ducatorum duorummille restantium ad complementum ipsorum ducatorum duodecimmillium et non aliter nec alio modo.

            Et e contra prefatus reverendus dominus frater Franciscus Retio procuratorio nomine prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati promisit et promittit et se obligavit et obligat pro anno quolibet durantibus predittis annis novem idem illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus don Lodovico Henriques a Cabrera dabit solvet et consignabit seu dari solvi consignarique facere se obligavit preditte sacre religioni in executione realiter cum effettu et ut bancus in unica soluptione et massa in pecunia numerata in fidelissima civitate Siragusarum regni Sicilie in manibus procuratoris prefate sacre religionis in ditta civitate commorantis qui de presenti est et vel pro tempore fuerit vel cui ipsa sacra religio comiserit talem exattionem summam ducatorum vigintiquatuormillium de regalibus undecim pro singulo ducato ad rattionem granorum vigintiquinque pro quolibet regale adscententium ad summam scutorum vigintiseptemmillium et quingente monete Sicilie de tarenis duodecim pro singulo scuto francorum liberorum immunium ab omnibus et quibuscumque iuribus et soluptionibus itaque prima soluptio fieri debeat primo die mensis martii millesimi quingentesimi ottuagesimi septimi qui tempore iam reicolutus erit annus et deinde annuatim successive integre continuando per modum ut supra durante termino prefatorum annorum [p.272] novem, quam dilattionem et comoditatem a preditto primo die mensis martii ottuagesimi sexti usque ad primum diem mensis martii quingesimi ottuagesimi septimi prefatus illustrissmus et reverendissimus dominus magnus magister et preditti multum illustres domini consiliarii concesserunt et concedunt ac dederunt et donant prefato illustrissimo et excellentissimo domino admirato ut possit et valeat interim vendi facere eius triticum sive frumenta vel trattas que in ditto comitatu Motuce habet vel habebit cum patto tamen et condittione quod in casu quo anno quolibet durantibus ipsis annis novem preditta eius frumenta vel tratte vendi contingerint ante dittum tempus statim et incontinenti ipsis venditis teneatur eritque obligatus summam predittam prefatorum ducatorum vigintiquatuormilium ad predittam rationem regalium undecim pro singulo ducato ipsi sacre religioni solvere eis modo et forma prout supra declaratum extitit dilattione supradicta in aliquo nonobstante et non aliter nec alio mode.

            Item prefatus reverendus dominus frater Franciscus Retio, procuratorio nomine iam ditto promisit et se obligavit et obligat quod dictus illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus don Ludovicus Henriques a Cabrera eius principalis ultra summam predittam prefatorum ducatorum vigintiquattuormillium dabit solvet et consignabit seu dari solvique facere se obligabit realiter cum effectu et ut bancus in pecunia numerata in ditta fidelissima civitate Siragusarum in Sicilie regno, preditte sacre religioni hierosolimitane et procuratoribus eiusdem in ditta civitate existentibus summam prefatorum ducatorum duodecimmillium de regalibus undecim pro singulo ducato ipsi illustrissimo et excellentissimo domino admirato de anticipate per ipsam sacram religionem solvendorum et accomodandorum adscendentium ad summam scutorum tresdecimmillium septegentorum et quinquaginta monete Sicilie de tarenis duodecim pro quolibet singulo ducato et hoc primo die mensis martii preditti anni 1587.

            Item prefatus admodum reverendus dominus frater Franciscus Retio promisit et se obligavit et obligat quod dittus illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus don Ludovicus Henriques a Cabrera et eius procuratores vel officiales postquam soluti fuerint preditti ducati vigintiquatuormille prima die mensis martii preditti anni 1587 una preditta summa ducatorum duodecimmillium de anticipate ut supra per ipsam sacram religionem ipsi illustrissimo et excellentissimo domino admirato solvendorum teneantur erintque obligati dare traddere solvere et consignare realiter cum effectu ut bancus in pecunia numerata in ditta urbe felici Panhormi reverendo domino receptori sacre religionis hierosolimitane qui est vel pro tempore erit omnem et quamcumque aliam pecuniarum summam anno quo libet pervenientem ex introitibus redditibus et proventibus tam ditti comitatus Motuce quam terrarum Alcami Caccami et Galatafimie de liquido tamen ac deduttis prius salariis et censibus et non aliter nec alio modo, que haera hierosolimitana religio post habitam notitiam ditte soluptionis statim teneatur expediri facere bullas seu litteras cambii pro regno Castelle et totidem summa in ditto oppido Vallesolletti preceptorem eius sacre religionis hyerosolimitane ipsi illustrissimo admirato solvatur in unica soluptione et massa infra dies quatraginta continuos et completos enumerandos a die presentattionis dittarum bullarum presentadarum ditto receptori in ditto regno Castelle et sic presens accordium sequi debebit de anno in annum durantibus predittis annis novem permodum ut supra dittum est, detemptis illis ducatis duodecimmille quos pro unica tantum vice ipsi [p.273] illustrissimo et excellentissimo domino admirato ipsa sacra religio de anticipato mutuare tenebitur et non aliter nec alio modo.

            Item processit ex patto quod, quotiescumque durantibus predittis annis novem ipsi sacre religioni hyerosolimitane occurrerit aliqua necessitas, possit et valeat ex trattis et frumentis eiusdem illustrissimi et excellentissimi domini comitis et admirati ex ditto comitatu Motuce et oneratorio Puzalli extrahere consequi et habere sexmille salmas frumenti mensure generalis regni Sicilie cum eorum trattis, solvendo dittum frumentum et ius trattarum prout communiter tempore extrattionis valebunt in oneratorio Agrigentis tarenis tamen decem minus pro qualibet salma, inmunes tamen et francas ab omnibus aliis iuribus extrattionis et expeditas ut dici solet ac positas in scaffa vulgo varca picula cum condittione tamen quod idem illustrissimus et reverendissimus dominus magnus magister et eius sacra religio per aliquem ex eorum officialibus usque per totum mensem februarii, casu quo frumenta vel tratte ipsius illustrissimi et excellentissimi domini comitis non reperirentur ad huc vendita vel distratta ex ditto comitatu Motuce, notificari facere debeant gubernatorem procuratores vel alios officiales ditti domini comitis in ditto comitatu qualiter ditta sacra religio intendit habere dittam quantitatem frumentorum et trattarum et eo casu prefaratur et preferri debeat ditta sacra religio in emptione et extractione frumentorum et trattarum ceteris omnibus aliis personis et quod teneatur omnino dittus illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus et comes eidem sacre religioni et eius procuratoribus ditta frumenta et trattas pro ditto precio ut prefertur concedere dare et consignare ac extrahi permettere precium quorum frumentorum et trattarum defalcetur et excomputari debeat ex summa preditta ducatorum vigintiquattuormillium per ipsam sacram religionem ipsi illustrissimo domino comiti in ditto oppido Vallesoletii ut prefertur exsolvendorum, alias in casu contraventionis et refutationis teneatur ipse illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus pro se heredibus et successoribus sui et eius fideiussores in solidum ad omnia danna interesse et expensas et quanti plurimi ipsa sacra religio totidem tractas et frumenta emerit, intelligendo tamen quod dicta frumenta consignari debeant ipsi sacre religioni fatto prius revelo frumentorum secundum morem et consuetudinem tam ditti regni Sicilie quam predicts comitatus Motuce, remanentibus frumentis necessariis admiratus teneatur consignare dictas salmas sexmille frumenti et trattas et quod ipsa sacra religio hierosolimitana non possit nec valeat ditta frumenta et trattas vendere nec alienare aliis personis sed venire debeant ad hanc insulam Melite pro substentacione ipsius sacre religionis hierosolimitane nec aliter nec alio modo.

            Item cum patto quod casu quo vassalli preditti comitatus Motuce mense augusti primo venturi fecerint donatum aliquod ipsi illustrissimo et excellentissimo domino admirato pro ut asseritur eos promisisse facere quotiens eosdem liberaret a manibus affittuariorum et mercatorum, tali casu idem dominus frater Franciscus Retio procuratorio nomine prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati promisit et se obligavit et obligat quod idem illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus et eius principalis omnes et singulas pecunias ex ipso donativo pervenientes solvi consignarique facere se obligabit preditte sacre religioni hyerosolimitane in ditta civitate Syragusarum receptoribus seu procuratoribus ipsius sacre religionis ibi pro tempore existentibus et hoc statim ac donativum ipsum per dittos vassallos fattum extiterit in deduttionem soluptionem et satisfationem [p.274] prefatorum ducatorum duodecimmillium per ipsam sacram religionem de antecipato ut supra eidem illustrissimo et excellentissimo domino comiti accomodandorum, ita tamen quod si donativum predittum non sufficerit pro satisfattione ac soluptione dittorum ducatorum duodecimmillium totum illud quidquid et quantum defecerit idem illustrissimus et excellentissimus dominus admiratus solvere tenatur eidem sacre religioni hyerosolimitane preditto primo die mensis martii 1587 prout supra dittum est Si vero donativum predittum ascenderit ultra predittam summam prefatorum ducatorum duodecimmillium tali casu prefatus illustrissimus et reverendissimus dominus magnus magister et preditti multum illustres domini consiliarii nomine preditte eorum sacre religionis teneantur eruntque obligati statim et incontinenti expedire facere bullas ad effettum ut illud quod fuerit solutum ultra ipsam summam ducatorum duodecimmillium solvatur et consignetur illustrissimo et excellentissimo domino admirato in ditto oppido Valesoletti in pecunia numerata de contanti infra dies quatraginta continuos et completos enumerandos a die presentationis dittarum bullarum presentandarum in regno Castelle ditto receptori eiusdem sacre religionis et non aliter nec alio modo.

            Item ultra prefatus admodum reverendus dominus frater Franciscus Retio procuratorio nomine prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati ac comitis ac etiam virtute authoritatis sibi concesse per prefatum illustrem dominum don Iohannem Henriques promisit et se obligavit et se obligat infra menses quatuor continuos et completos ad hodie in antea enumerandos facere quod duodecim vel quindecim ex dictioribus nobilibus vel burgensibus idoneis ditti comitatus Motuce fideiussores et principales debitores se costituantur ac una simulque principaliter et in solidum se obligabunt cum prefato illustrissimo et excellentissimo domino admirato don Ludovico Henriques a Cabrera de solvendo tam summam predittam prefatorum ducatorum dudecimmillium per dittam sacram religionem ipsi illustrissimo et excellentissimo domino admirato de anticipato ut supra accomodandorum quam etiam summam predittam prefatorum ducatorum vigintiquatuormillium anno quolibet durantibus predittis annis novem ac etiam de adimplendo supraditta et infrascripta omnia et singula tam per ipsum illustrissimum dominum comitem necnon per predittum illustrissimum dominum eius filium primogenitum ac etiam per ceteros eius heredes et successores sub omnibus illis pattis legibus condittionibus et aliis in presenti instrumento declaratis et expressis, qui tamen fideiussores ipsi illustrissmo et reverendssimo domino magno magistro et concilio placere et acceptari debant post ditte fideiussionis attum eis presentatum et non aliter nec alio mode. Ita tamen quod si fideiussores ipsi non fecerint ad ipsius illustrissimi et reverendissimi magni magistri et sacre religionis contentamentum presens attus censeatur cassus irritus nulliusque reddiatur efficatie et ultra quod ipsi fideiussores pro soluptione et adimplimento premissorum omnium et singulorum possint cogi conveniri et compelli in quibuscumque iuditiis curiis et magistratibus tribunali etiam in magna curia viceregia et alibi prout ipsi sacre religioni melius benevisum fuerit cum renuntiattione cuiuslibet privilegii ne extrahantur a dicto comitatu Motuce et non aliter nec alio modo. Presentibus ad hoc omnia preditta et infrascripta prefatis illustrissimo et reverendissimo domino magno magistro et predittis multum illustribus dominis consiliariis nomine preditte eorum sacre religionis ex una et prefato admodum reverendo domino fratre Francisco Retio procuratorio nomine prefati illustrissimi et excellentissimi domini admirati ac comitis don Lodovici [p.275] Henriques a Cabrera ac etiam commissionato prefati illustrissimi domini fratris don Ioannis Henriques stipulantibus acceptantibus et ad premissa omnia et singula se obligantibus ac renunciantibus exceptioni cuiuscumque lesionis sibi ipsis competentis et competiture.

            Que omnia et singula supradicta et infrascripta promiserunt prefati domini contrahentes quibus supra nominibus sollemnibus stipulatonibus hinc inde legitime intervenientibus et firmiter attendere et singula singulis congrue et respective referendo perpetuo et inviolabiliter observare et in aliquo non contravenire nec contravenienti consentire aliquo iure titulo rattione vel causa de iure vel de fatto in omne eventum et sine aliqua diminuttione in pace de plano sine et curie querimonia iuditiorum strepitu et figura iuditti sub hipoteca et obligatione omnium et singulorum bonorum suorum mobilium et stabilium urbanorum rusticanorum pheudalium et burgensaticorum presentium et futurorum habitorum et habendorum iurium et attionum quorumcumque ubicumque existentium et melius aparentium que constituerunt se una pars constituti nomine et pro parte alterius et e converso tenere et possidere et signanter specialiter et expresse dittus dominus frater Franciscus Retio nomine prefati illustrissimi et excellentissimi domini eius principalis ac prenominati illustrissimi domini eius filii primogeniti obligavit et obligat ac hipotecavit et hipotecat infrascriptos status, videlicet: predittum comitatum Motuce, terras Alcami Caccami et Calatafimie in Sicilie regno; item ducatum Rivosecco, comitatum Melgar, villam Raede, villam Massidie Aviglielina Lentuela, villam de Ghidar de Campos necnon quoscumque alios status terras ac bona et iura universa cum omnibus et singulis eorum iuribus utilibus comoditatibus et pertinentiis ac iurisditionibus itaquam specialitas generalitati non deroget nec ei contra sed una per aliam confirmetur et corroboretur et ei contra cum refettione omnium et singulorum dannorum interesse et expensarum litis et extra et etiam viaticarum procuratoris seu procuratorum ad rattionem tarenorum vigintiquatuor pro quolibet die necnon et expensarum algoziriorum et commissariorum ac etiam cambiorum et recambiorum ex patto inter ipsas partes adietto ad quas expensas cambia et recambia pars contraveniens teneri voluit, licet venerit sacculo parato ritu magne regie minime obstante et fiat ritus et executio in persona et bonis et variari possit de bonis ad personam et e converso et de persona ad bona et e converso et de specialiter obligati ad bona generaliter obligati et e converso. Et de uno seu pluribus specialiter et generaliter obligatis ad alia et e converso et de pheudalibus ad burgensatica semel bis ter et pluries et toties quoties venerit casus contraventionis in premissis et premissorum quolibet adversus quem ritum et formam presentis contrattus ac verificattionem extremorum nec ad quemcumque alium effectum non possint se opponere excipere defendere aliquid dicere vel allegare nec iudicis officium implorare prevenire nec compensattionem aliquam allegare quasvis ditte oppositiones exceptiones preventiones et alie essent promptuarie concrete iuridice et admittende ortum et originem habentes ex presenti contrattu et tales quibus executio ipsa veniret retrattanda et annullanda et pars debitrix et conventa liberanda et absolvenda quin prius solvant sortem principalem cum fructibus dannis interesse et expensis et adimpleant in omnibus et per omnia formam et tenorem presentis instrumenti pignora vero super quibus executio ipsa effettum haberet non possint ad iudicari nec insolutum dari parti creditrici sed vendantur ad discursum ultimo emptori et plus offerenti. Renunciantes [p.276] sic pro premissis omnibus et singulis generaliter specialiter et expressis se omnibus exceptionibus doli mali metus causa in factum attioni et condittioni indebite et sine causa rei non sic ut predicitur geste et cuiusvis enormis enormioris et enormissime lesionis feriis omnibus et singulis et specialiter cum iuramento benefitiis moritorie guidatieis super sessorie quiquennalis annalis biennalis triennalis ottennalis cessionis bonorum maioris partis creditorum refugio domus salvi conduttus privilegio fori eorum et legi si convenerit de iurisdictione omnium iudicum itaquam possit cogi convenire et compelli ubicumque locorum terrarum civitaeum et oppidorum et ubi pro tempore reperiti contingerint in quacumque curia et in quocumque iudicio foro et magistratu ecclesiastico vel seculari et ubi fuerint conventi ibidem promiserunt stare iuditio et soluptionem facere non obstantibus quibuscumque in contrarium forte desponentibus et generaliter omnibus et singulis iuribus et legibus canonicis civilibus santis constitutionibus capitulis usibus statutibus observantiis quibuscumque scriptis et non scriptis omnique alii iuri et legum auxilio ex quibus contra preditta vel aliquod predittorum iuvare se possent aliquatenus vel tueri et preditta omnia et singula attendere et observare et contra non facere vel venire vel contravenienti consentire aliquo iure titulo rattione vel causa suta reliquo rata sauta vel expressa de iure vel de fatto iuraverunt semel atque iterum, iuraverunt videlicet ipse illustrissimus et reverendissimus dominus magnus magister et preditti domini consiliarii positis manibus eorum dextris ad pettus super crucem habitus eorum more ditti ordinis, prefatus vero frater Franciscus Retio posita manu sua dextra ad pettus super eius conscientiam more sacerdotali absoluttionem non petere a iuramentis predittis ec a presenti ultimo iuramento ad effettum agendi nec aliter et si forte peterent ipsam absoluptionem non obtinere et si obtinuerint illa non uti nee se letari.

            Actum Melite in hac civitate Vallette et in aula palatii magistralis. Presentibus nobilibus Antonio Fava, Straviano Cagnano, magistro Leonardo Gargana, Matheo Muri et aliis testibus notis, ad premissa vocatis specialiter et rogatis.

            Ego notarus Franciscus Imbrogl melitinus auctoritatibus apostolica et magistrali per totas insulas Meliveti et Gaudisii et per totum dominum sacre domus hospitalis santti Ioannis hierosolimitani iudex ordinarius atque puplicus tabellio premissis omnibus dum sic ut prefertur agerentur una cum prenominatis testibus interfui atque vocatus et rogatus confeci legi publicavi et in hanc publicam formam redigi meisque quibus utor insigniis prepositis in fidem premissorum testor,

            Frater Hugo de Luobenx Verdala Dei gratia sacre domus hospitalis santi Ioannis hyerosolimitani magister humilis pauperumque Iesu Christi custos universis et singulis presentes nostras litteras visuris letturis et audituris salutem; notum facimus et in verbo veritatis attestamur qualiter Franciscus Imbrogl qui supra scriptis se subscripsit publicus legalis et fidedignus notarius fuit et est cuius attis scripturis et instrumentis publicis semper in iuditio et extra adhibita fuit et in dies adhibetur plena et indubitata fides, in cuius rei testimonium bulla nostra magistralis in cera nigra presentibus est inpressa.

            Datum Melite in conventu nostro, die nona mensis februarii millesimo quingentesimo ottuagesimo quinto ab incarnatione.

Frater Didacus Deovando vicecancellarius

                                                                                  Locus sigilli

            [p.277] Ex quadam copia cum sigillo patenti illustrissimi et reverendissimi domini magni magistri sacre domus hospitalis santti Ioannis hyerosolimitani et insularum Melite existente penes illustrem et multum reverendum dominum fratrum Franciscum Retio ordinis santi Francisci observantie extratta est presens copia per me Barbarium de Pilusio puplicum notarium, de qua fidem facio. Coll. sal.

            Idem Barbarius de Pilusio puplicus notarus qui supra.

            Nos iudices iurati universitatis civitatis Motuce fidem facimus omnibus et singulis dominis officialibus ac personis tocius orbis has presentes visuris qualiter supradictus Barvarius de Pilusio qui istam copiam fecit et extraxit a quadam copia existente penes illustrem et multum reverendum dominum fratrem Franciscum Reccio fuit et est unus ex puplicis notariis ... attis copiis et extrattis cuius est ubique adhibenda plena fides unde in testimonium veritatis has presentes fieri iussimus suis manibus fictus et sigillo autem sigillatum. Datum Motuce die XII februarii XIIIe ind. 1585.

            † Gasparo la Barvera I. Iuratus
            † Iacobo de Pisano I. Iurato
            † Fabiu di Assensu iurato
            † Carlu di Zacco iurato

                                                                                                                                 S. Franciscus Bonventus….