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Source: Melita Historica : A Scientific Review of Maltese History. 5(1968)1(61-66)

[p.61] Attività culturali italiane in Malta (1931-1936)

Arturo Mercieca

            Particolarmente intenso fu il movimento culturale italiano in Malta nel periodo — sfortunatamente non lungo a causa di considerazioni di natura politica — che va dal 1931 al 1936, con un’interruzione nel 1934. Centro e precipuo focolare era indubbiamente lIstituto di Cultura Italiana, organizzato e funzionante nella casa e nelle sale artisticamente allestite in Strada Zaccaria dal buon gusto del Console Silenzi e della sua signora americana, Evangeline Lubin, figlia del noto fondatore a Roma dell’Opera Internazionale per lAgricoltura.

            Già nel novembre del ’31 una larga rappresentanza della società calabrese Mattia Preti, di passaggio sul postale italiano, aveva, con gesto patriottico, portato e collocato sotto il ritratto dell’illustre loro compaesano nella grande sacristia del nostro bel S. Giovanni, un ramoscello di bronzo, con un elevato discorso del loro presidente. [1] E già la benemerita compagnia drammatica Carlo Goldoni, allora in piena attività sotto l’abile direzione dei professori Vincenzo Laurenza e Arnaldo Fabriani, aveva prodotto al Teatro Reale, nello stesso novembre, Madonna Oretta di Giovacchino Forzano, e poi nel gennaio dell’anno successivo Mario e Maria di Sabatino Lopez, e Il sogno di una notte di agosto di G. Martinez Sierra. [2] Intanto Oreste Ferdinando Tencajoli, amico e ammiratore dei Maltesi, dava alle stampe l’interessante volume I Poeti maltesi di oggi, [3] e il Maestro Zandonai aveva onorato l’Isola con una sua visita assai apprezzata, e aveva diretto la sua applauditissima Francesca da Rimini, riscuotendo larghi omaggi e festeggiamenti. [4]

            A curare i preparativi per l’Istituto, il suo primo Direttore, professor Ettore de Zuani, e il suo assistente Renato Pfleger, giunsero qui nell’ottobre dello stesso anno. La solenne inaugurazione ebbe luogo il 14 febbraio 1932. La Reale Accademia d’Italia, per dare maggior lustro all’avvenimento, inviò due dei suoi membri più eminenti, Ugo Ojetti, storico, critico [p.62] d’arte, giornalista e un tempo direttore del Corriere della Sera, e Angiolo Silvio Novaro, il gentile poeta di Fabbro armonioso e dei versi per i piccoli. Essi e le loro consorti furono festeggiati nei ricevimenti offerti in loro onore dal Console Silenzi e della signora Rosa Stilon, vedova dell’illustre professor Hamilton. L’Ojetti pronunciò il discorso d’occasione sul terra “Il carattere degli italiani,” al quale seguì un geniale festino organizzato dall’Istituto. [5]

            Pochi giorni dopo fu dato inizio all’attività letteraria del nuovo Ente culturale con discorsi di prolusione del Direttore De Zuani e del professor Pfleger. Gli stessi, nelle settimane susseguenti, diedero dotte letture al pubblico, sempre numeroso, parlando il primo del Manzoni, del Leopardi, del Pascoli, e l’altro di Orazio e di Dante. Alle manifestazioni dell’arte musicale, per iniziativa dell’Istituto, diede principio quell’anno un programma musicale eseguito in febbraio da dilettanti locali, quali le pianiste Carmen Dimech, Imperia Vella, e Inez Bonello, il violoncellista Vincenzo Sammut, il tenore Arturo Galea, e le soprano Ida Bugeja Fleri e Olga Grima. Seguì il 7 marzo il famoso quartetto di Roma della Reale Accademia Filarmonica Romana, composto dei violinisti Oscar Zuccarini e Francesco Montelli, di Aldo Perini per la viola e Luigi Silva per il violoncello. Il concerto constava di antiche danze, arie e danze per liuto (sec. XVI e XVII) liberamente trascritte per quartetti d’archi da Ottorino Respighi, di una fantasia-miniatura su temi popolari di Werner Janssen, di un quartetto in sol maggiore di Perosi e di un altro in sol minore di Grieg. [6]

            Due altri concerti dava in aprile il Trio Casella, diretto al pianoforte dal Maestro Alfredo Casella, insigne musicista moderno e compositore di numerose opere pianistiche, liriche vocali da camera, orchestrali e teatrali, con il violinista Alfredo Poltronieri e il violoncellista Arturo Bonucci. Furono eseguiti con maestria pezzi di Beethoven, Pizzetti, Brahms e un notturno e una tarantella dello stessa Casella. [7]

            Conferenze di notevole elevatezza pronunciarono il professor Francesco Ercole, storico e uomo politico, Rettore dell’Università di Messina, e più tardi Ministro per l’Istruzione Pubblica e Presidente della Deputazione di Storia Maltese, il professor Francesco Severi, matematico di fama mondiale e Accademico d’Italia, e lo scrittore e geniale critico d’arte Silvio D’Amico. Il primo parlò della storia del Cinquecento, [8] il secondo del dramma della Fisica dell’ultimo trentennio e della Teoria della retroattività, e il terzo del teatro contemporaneo. [9]

            [p.63] Assai felice fu poi l’iniziativa dei dirigenti dell’Istituto di invitare tre rinomati acquerellisti, il milanese Raffaele de Grada, il brianzolo Donato Frisia, e il genovese Enrico Paulucci, “a ritrarre" come disse Ugo Ojetti presentando un loro programma della mostra-Malta con l’amore che ogni italiano ha per queste isole, italianissime da sempre per la loro luce e da molti secoli per la loro civiltà. Ben sessantasei acquarelli con squisita arte dipinsero i tre pittori, figuranti le bellezze caratteristiche delle nostre città, dei porti, e delle borgate circostanti. La loro Esposizione, tenutasi in maggio, richiamò immenso pubblico di ammiratori, che ne fecero molti acquisti. [10] Essa fu ripetuta a Roma e a Milano, destando ovunque interesse e simpatia per le nostre isole.

            Non mancarono altre manifestazioni di alta cultura fuori dell’Istituto. Oltre alle produzioni della Compagnia Goldoni al Teatro Reale, con una comparsa al Gozo, acclamatissimi si ricordano il caldo discorso su Sant’Antonio in quel teatro del noto Padre Vittorino Facchinetti O.F.M. facondo oratore un tempo della radio italiana, e la solenne Accademia svoltasi nella stessa occasione in onore di quel santo nella Chiesa del Gesù, con un discorso tra l’altro di Mons. Candido Moro, vescovo titolare di Uzita e vicario apostolico in Cirenaica. [11]

            Anche nel 1933 l’attività dell’Istituto si svolse con programmi del massimo rilievo nelle varie direzioni della pura arte. Vi diede inizio un concerto della brava violinista Mina D’Albore, [12] seguito in febbraio da altri di Arrigo Serato che, accompagnato al pianoforte dal maestro Giuseppe Morelli, eseguì sul violino magnifici pezzi di Vivaldi, Mendelssohn, Pugnari, Bach, Schuman, Veracini e Kreisler, e del pianista Guido Agosti. [13] Il pubblico ebbe occasione di godere altre magnifiche serate musicali per merito della brava romana Maria Rota, rivelata e incoraggiata da Gabriele D’Annunzio, la quale cantò liriche di compositori moderni, [14] e poi del quartetto Poltronieri, del Trio Carlo Zecchi (pianista), Nerio Brunelli (violoncellista) e Carlo Boccaccini (accompagnatore al pianoforte) con musiche in prevalenza settecentesche, e infine del violoncellista Enrico Mainardi che entusiasmò gli attenti ascoltatori in due concerti con astrusi pezzi di sommi autori e anche propri. [15]

            Numerose furono le conferenze di letterati e di scienziati di gran fama. In gennaio il prof. Arturo Stanghellini, direttore dell’Istituto, parlò [p.64] sul Manzoni, sul Foscolo, e sul Leopardi; il prof. Aldo Franceschini, succedutogli nella direzione, sull­’architettura romana. [16] In marzo, poi, il prof. Pericle Ducati, insigne archeologo e autore di diversi scritti storici, tenne una conferenza sugli scavi di Roma antica degli anni venti, e Raffaele Calzini, scrittore, giornalista e critico d’arte, tenne un’altra su “Leptis Magna e il suo imperatore.” [17] In novembre l’Onor. M. Limoncelli, presidente dell’Accademia di Belle Arti a Napoli, parlò su “L’Umanità della musica italiana,” e il poeta Luigi Orsini sul Pascoli, con lettura di sue liriche. [18] Da ricordare, inoltre, sempre in quello stesso anno, i sermoni del quaresimalista P. Pietro Voltas in S. Giovanni, [19] un erudito discorso di Annibale Scicluna Sorge sul Gran Maestro Carafa in un’adunanza della Società Storico-Scientifica, e una storica commemorazione della fondazione della nostra Università, fatta in novembre dal prof. Vincenzo Laurenza, ordinario di letteratura italiana nella nostra Alma Mater. [20] Intanto la Compagnia Goldoni continuava a mietere allori al Reale, producendosi in Corda spezzata di A.G. Manfredi; e nello stesso teatro la compagnia drammatica diretta da Febo Mari attirava un pubblico entusiasta rappresentando Gutlibi di Giovacchino Forzano, Sole dottobre di Sabatino Lopez, Lassalto di Bernstein, Lintruso di Wolff, Il bacio davanti allo specchio di Fodor, Il fiore della vita di Niccodemi. [21]

            Ben altri due grandi maestri italiani furono attirati a Malta in quell’anno, festeggiatissimi, a dirigervi una loro opera. In gennaio Giuseppe Mulè diede la sua melodiosa Dafni, e fece ascoltare in un memorabile concerto le sue sinfonie di colore siciliano. [22] In dicembre fu la volta di Ottorino Respighi, che diresse la sua Maria Egiziaca al Teatro Reale, e accompagnò la sua gentile consorte al canto di alcune romanze di lui durante una serata in suo onore all’Istituto di Cultura Italiana. [23]

            [p.65] Altra notevole manifestazione culturale del ’33 fu la Mostra del Libro organizzata dall’Istituto e tenuta in maggio nelle sue sale. I Maltesi ebbero così la possibilità di ammirare il grado elevato raggiunto dall’arte tipografica, editoria e legatoria italiana. Né va dimenticata l’introduzione nella scuola “Umberto I” del sistema Montessori per i bambini sotto l’abile direzione della maestra Moroni. Ultimo ma non meno rilevante numero del ricco programma fu in aprile la gita al Gozo di ottantotto partecipanti, a visitarvi i monumenti neolitici e storici (Gigantea, Grotta di Calipso, Gran Castello, ecc) e ad ammirarne le meravigliose bellezze panoramiche. Anche qui fu promotore e organizzatore il Direttore dell’Istituto. [24]

            Nel ’34 la compagnia Carlo Goldoni diede il via alle manifestazioni con un’applaudita commedia di F.M. Martino, Il Fiore sotto gli occhi. [25] In aprile il compianto Padre Leanza, già Rettore del Collegio S. Luigi e rinomato storico del suo Ordine, tenne un’elaborata conferenza su “I Gesuiti a Malta.” [26]

            Quando l’Istituto dovette tener chiusi i battenti, il pubblico trovò compenso nella venuta al Reale della primaria compagnia drammatica diretta dalla celebre artista Maria Melato, coadiuvata dal bravo attore Nerio Bernardi. Furono rappresentate Maternità di Roberto Bracco, Casa paterna di Sudermann, Romanticismo di Corelli, Come le foglie di G. Giacosa, e, inoltre, Capelli bianchi di G. Amato, Ombra la moglie bella di Salvator Gotta, La nemica di D. Niccodemi, e La Signora delle Camelie di A. Dumas. Il complesso drammatico venne onorato con un ricevimento all’Istituto. [27] Due conferenze diedero in maggio il prof. Umberto Moricca all’Università su “Esame di coscienza nella filosofia antica e nella religione cristiana,” e il prof. Roberto Valentini presso la Società Storico-Scientifica. [28]

            In novembre fu riaperto l’Istituto con un discorso del nuovo direttore, prof. Beniamino De Ritis. Seguirono nel mese successivo due conferenze dal titolo “Come nasce una nazione” di Gioacchino Volpe dell’Accademia d’Italia. [29]

            A causa della difficile situazione internazionale — e soprattutto per le relazioni politiche anglo-italiane assai tese nel Mediterraneo — le manifestazioni culturali italiane nell’Isola subirono una deplorata riduzione nei due anni susseguenti. Aprì l’anno 1935 il valente violoncellista Arturo [p.66] Bonucci con un concerto, in cui ebbe come accompagnatore il Maestro Riccardo Santarelli. Furono eseguiti pezzi scelti di Boccherini, Locatelli, Franck, Lalo, Casella, Debussy, e Popper. [30] Un solo discorso venne pronunciato dal prof. Valentino Piccoli sul terra “Da Shakespeare a Pirandello.” [31] Qualche compenso si ebbe con due altri notevoli avvenimenti di arte elevata. Nel febbraio fu a Malta il rinomato Maestro Mons. Licinio Refice, che oltre a dirigere l’esecuzione di un suo Oratorio di S. Francesco nel nostro maggior teatro, curò e diresse la produzione nello stesso teatro della sua armoniosa e commovente opera Cecilia. [32] L’altro evento memorabile consistette nelle recite in aprile della insigne compagnia drammatica dei famosi Alfredo De Sanctis e Maria Jacobini. Furono rappresentati, fra l’altro, Il Colonnello Duban di Diego Fabbri, e Come le foglie di Giuseppe Giacosa. [33]

            Anche il ’36 ebbe la sua apertura con un concerto, questa volta del violinista Arrigo Pelliccia, di fama internazionale, il quale eseguì squisiti lavori di Corelli, Vitali, Casella, Paganini, Novacek, e un bolero di sua composizione. [34] Seguì in febbraio un altro concerto del bravo pianista Rodolfo Caporali, e in marzo un terzo dell’arpista Ada Ruata Sassoli e della soprano Alba Anzellotti, che incantarono il pubblico sempre numeroso con musiche di canto e pianoforte, arpa, e canto e arpa, coadiuvate dalla nostra ottima pianista Bice Pitrè. Anche in quell’anno calcò le nostre scene il ben noto Armando Falconi con la sua scelta compagnia debuttando con la commedia Mani in alto di suo figlio Dino Falconi. [35] Con due dotte conferenze in maggio del Marchese Misciatelli sull’ultimo Canto del Paradiso dantesco si chiudeva la nobile e fervida attivista dell’Istituto di Cultura Italiana. [36]

            Il 6 Luglio 1936, infatti, un provvedimento del Governo britannico ne ordinava la chiusura.


[1]            La comitiva del Touring Club Italiano era diretta dall’ing. Piero Spinelli, consigliere delegato della Società Mattia Preti. La simpatica funzione ebbe luogo il 1° novembre in occasione della commemorazione dei defunti. Malta, 2/11/31.

[2]             L’opera del Forzano fu presentata il 22 novembre ’31; quella del Lopez il 3 gennaio ’32.

Ibidem, 26/11/31 e 7/1/32.

La commedia di Martinez Sierra seguì il 25 gennaio. Ibidem, 28/1/32.

[3]            O.F. TENCAJOLI, Poeti Maltesi dOggi, Roma, A. Signorelli, 1932, pp. 216.

[4]             Riccardo Zandonai giunse a Malta il 5 dicembre ’31 e vi rimase fino al 20 dello stesso mese. Il Maestro diresse il suo capolavoro musicale al Reale il 15 dicembre; in precedenza (il 13 dicembre) era stato accolto calorosamente al Circolo Filarmonico “La Valette” e aveva diretto la banda cittadina. Malta 17 e 21/12/31.

[5]            Ugo Ojetti e A. Silvio Novaro, giunti a Malta in idroplano da Roma il 12 febbraio ’32, si trattennero nell’Isola fino al 16. Nel viaggio di ritorno l’idroplano dovette ammarare, in seguito a lieve guasto, in alto mare, e fu rimorchiato dal cacciatorpediniere britannico “Brilliant” fino a Marsascirocco. Ibid. 13, 16/2/32.

[6]            Ibid. 8 e 10/3/32.

[7]            I due concerti furono eseguiti giovedì 28 e venerdì 29 aprile. Ibid. 2/5/32.

[8]             Francesco Ercole tenne le conferenze, tre in numero, il 30 e 31 marzo, e il 2 aprile. Ampie relazioni se ne trovano nel Malta del 31 marzo, e del 2 e 4 aprile.

[9]            Il discorso del Severi ebbe luogo sabato 23 aprile; quelli di Silvio D’Amico il 3 e il 6 maggio. Malta, 2, 4 e 9/5/32.

[10]             Inaugurata il 14 maggio, la Mostra vide gran concorso di pubblico. Nel Malta del 16 maggio ’32 trovasi una breve biografia dei tre acquerellisti.

[11]           Per la conferenza di P. Facchinetti, più tardi vescovo di Tripoli, vedasi Malta del 7 giugno ’32.

Mons. Candido Moro tenne il suo discorso mercoledi 1° giugno, sempre in occasione del VII Centenario Antoniano.

[12]           Il concerto della D’Albore, tenuto il 15 febbraio ’33, fu seguito due giorni dopo da quello del pianista Guido Agosti.

[13]          Il concerto ebbe luogo all’Istituto il 18 febbraio ’33.

[14]          Malta del 13 marzo ’33.

[15]           Il Quartetto Poltronieri si esibì il 23 marzo; gli altri complessi seguirono a breve distanza di tempo.

[16]           Arturo Stanghellini tenne conferenze su vari aspetti della storia letteraria d’Italia. Aldo Franceschini, invece, trattò l’arte architettonica romana e gotica in Italia. Malta del 23 gennaio e sgg.

[17]           Pericle Ducati arrivò a Malta il 1° marzo e tenne la sua conferenza il giorno dopo. L’11 dello stesso mese seguì quella di Raffaele Calzini.

Il 7 marzo Roberto Valentini aveva iniziato un corso di paleografia latina e italiana frequentato da numerosi studiosi.

[18]          L’Onor. Avv. Mattia Limoncelli tenne il suo discorso il 10 novembre; quello del poeta Orsini seguì l’11 dicembre. Malta, 15/11/33, e 7/12/33.

[19]           Oltre alle prediche in S. Giovanni, P. Voltas parlò pure all’Università su “Il grande avvenimento del Pontificato di Pio XI” (24 marzo) e al Teatro Reale sul “Bolscevismo” (15 aprile).

[20]           A. Scicluna Sorge tenne il suo discorso martedì 14 marzo nell’Aula Magna dell’Università. Quello di Vincenzo Laurenza ebbe luogo, il 27 novembre.

[21]           Corda spezzata fu rappresentata il 12 marzo. Il debutto della compagnia di Febo Mari ebbe luogo sabato di Pasqua 15 aprile con “Lassalto” di Bernstein.

[22]             L’opera Dafni fu diretta da Giuseppe Mulè al Teatro Reale il 28 gennaio; il concerto sinfonico seguì il 3 febbraio, sempre al Reale. In occasione della serata d’onore per il Maestro Alfredo Padovani, la consorte del Maestro Mulè, signora Lina Tumbarello Mulè, prese parte nella Traviata nelle vesti di Violetta. Malta, 31/1/33, 7/2/33, 9/2/33.

[23]           Maria Egiziaca fu eseguita il 14 dicembre, seguita da Gli uccelli, uno dei balli più noti di O. Respighi.

[24]             Numerose le conferenze tenute nel ’33 dal Direttore e dal suo assistente su argomenti letterari e scientifici.

[25]          Malta, 31 gennaio33.

[26]           Padre A. Leanza era ritornato a Malta nell’ottobre del ’32. Il discorso fu tenuto nell’Aula Magna dell’Università il 2 maggio ‘33 in occasione del IV Centenario della Fondazione della Compagnia di Gesù.

[27]           Le rappresentazioni ebbero inizio con Maternità di Roberto Bracco il 29 aprile e si conchiusero il 10 maggio con La Signora delle Camelie del Dumas.

[28]             Un’altra conferenza Umberto Moricca aveva tenuto il 7 dicembre 1933 su “Scuola ed eloquenza nei primi secoli di Roma imperiale.” Nello stesso mese Roberto Valentini riprese il corso di studi paleografici nell’Università.

[29]             Beniamino de Ritis parlò su “Le orme di S. Paolo.”

Altre conferenze aveva tenuto Gioacchino Volpe sulle sviluppo della vita italiana nel sec. XIX.

[30]          Il concerto fu tenuto all’Istituto il 4 gennaio 1935.

[31]           Oltre a questo discorso fatto il 28 gennaio ‘35, il prof. Piccoli tenne una conversazione letteraria, sempre all’Istituto, il 31 dello stesso mese.

[32]             L’opera fu eseguita il 2 febbraio con Licia Albanese nella veste di Cecilia. Malta, 4/2/35. Mons. Licinio Refice, come prima di lui i Maestri Zandonai, Mulè e Respighi, diresse un concerto offerto dalla Filarmonica “La Valette.”

[33]           Alfredo De Sanctis si presentò col suo repertorio, consistente di una ventina di drammi, nei giorni di Pasqua. V., fra l’altro, Malta, 11/4/35 e 16/4/35.

[34]           Il concerto ebbe luogo il 13 gennaio ’36. Quello di Rodolfo Caporali seguì il 17 febbraio (con un altro, tre giorni dopo, sempre all’Istituto). L’arpista Ada Ruata Sassuoli fece la sua apparizione il 4 marzo.

[35]           Nel repertorio del Falconi figuravano, tra l’altro, Lieto fine e Rolla il Grande del figlio Dino, e Trampoli di Sergio Pugliese. Con quest’ultima si conchiudeva il 17 aprile il ciclo delle rappresentazioni della Compagnia che aveva avuto inizio l’11 del mese.

[36]           Il Marchese P. Misciatelli parlò della “Umanità di Virgilio” il 15 maggio. In precedenza il prof. Manara Valgimigli dell’Università di Padova aveva commentato il Canto XXIII del Paradiso dantesco. Malta, 8/2/36.