Source: Melita Historica : A scientific Review of Maltese History. 5(1970)3(255-258)

[p.255] Le Notizie Storiche sull'Architettura dei Conventi Francescani Maltesi

Bonaventura Fiorini, A.F.M. (Conv.).

SUMMARY

The author here presents a short but interesting historical review of the architecture to be found in the main convents and churches of the Franciscan Order in Malta. One cannot fail to take notice of the significant contribution given by Maltese architects, like Girolamo Cassar and Lorenzo Gaf, to the building of these convents and churches.

L'Ordine dei Frati Minori Conventuali possiede nel mondo artistico monumenti che non sfuggono ai cultori dell'arte michelangiolesca.

. Per corroborare l'asserto basti ricordare S. Maria Gloriosa dei Frari di Venezia, San Francesco di Bologna, Santa Croce di Firenze, San Francesco di Assisi, San Lorenzo di Napoli, San Francesco di Palermo, per non citarne altri. L'arte, definita nipote di Dio, non stata larga nei nostri confronti a Malta. Le nostre chiese, di modeste dimensioni, non offrono quelle moli che si riscontrano a Ferrara, Lione, Colonia, Cracovia, Costantinopoli e a S. Maria degli Angeli.

Inizi umilissimi, come d'altronde per tutti i maggiori centri francescani, devono aver segnato il sorgere del francescanesimo a Malta.

I riferimenti documentari al primo complesso edilizio sono troppo scarsi per poter seguire sul terreno certo della storia l'inizio della chiesa di Rabat. La prima notizia che ci assicura della sua erezione la bolla regia di Federico III, dalla quale si deduce che certamente anteriore al 1370. [1]

Il suo aspetto originario sconosciuto. Comunque, sembra dovesse avere all'incirca lo stesso perimetro dell'attuale, estendendosi all'arco che confina con la pubblica strada.

Sono tuttora visibili alcuni elementi strutturali che documentano ampiamente tutte le successive trasformazioni cui chiesa e convento andarono soggetti ad un'arte pi raggentilita e pi evoluta. Nel 1480 chiesa e convento vennero rimaneggiati e alla chiesa fu aggiunta l'abside a spese del castellano Giovanni de Nava. [2]

[p.255] Sebbene fosse limitata nella costruzione muraria fino alla fine del seicento venne descritta "bella e grande, ma senza tetto". [3] Il che fa supporre che sia stata danneggiata durante l'Assedio, del 1565 o cadente a causa del tempo edace. [4] pi consentanea la prima ipotesi per la posizione topografica e perci raggiungibile dal bersaglio ottomano.

L'attuale chiesa, armoniosa nelle sua linee, sorta sull'area della precedente e conserva la medesima orientazione. Nelle cronache del convento abbiamo rintracciato il nome dell'architetto che ne ha curato la pianta: il maltese Lorenzo Gaf nel 1598. [5]

Quando si varca la porta moderna, la chiesa si profila nel suo interno di una struttura architettonica settecentesca. La elegante chiesa un lavoro in cui l'architetto si dovuto limitare al poco spazio consentitogli dalla posizione poco adatta a sontuosi edifici e subordinarsi alla utilizzazione della precedente trecentesca. Lo schema a sala, costruita in pietra a taglio di un classico romano. Ha un solo ordine. I capitelli che sostengono le volte sono di ordine dorico inframmezzati con altri ornamenti di ordine ionico. I quattro pennacchi che sorreggono il cupolino sono di una snellezza particolare. La facciata dell'abside a due colonne con timpano di ordine ionico con una finestra monofora.

La porta esterna della chiesa, ripristinata nel 1900, non ha cambiato l'aspetto primitivo. di un solo ordine. . Una classica porta composta di due pilastri e sormontata da timpano ne abbellisce l'aspetto. Al Quentin sfuggita la nostra chiesa di Rabat ma non il convento. Nel suo lavoro riproduce una fotografia di una colonnina cinquecentesca che sorregge le cornici degli architravi e presenta caratteri rinascimentali.5a

La nostra chiesa di Valletta risale al 1600. Nulla sappiamo dello architetto della struttura dello stile della primitiva chiesa. Venne rifatta nel 1681, a spese del gran maestro Gregorio Carafa.6 Molto probabilmente sar stato lo stesso Gaf a disegnare la pianta. Ma non abbiamo documenti alla mano per poter provare l'asserto. Siccome i lineamenti e lo schema a sala sono identici alla chiesa di Rabat e le due chiese furono erette quasi contemporaneamente non fuori luogo supporre unico l'ideatore [p.256] delle due chiese del medesimo ordine. Il tetto era a capriate.

Mancano precisi dati di fatto riguardo alla nostra chiesa di San Francesco di Valletta. Uno scrittore la descrive laconicamente: "Piccola e ornata con bello stile",7 mentre l'Abela-Ciantar la descrive come molto elegante.8 Non abbiamo riscontrato il nome dell'architetto. Nel 1691, trovandosi poi, la chiesa. rovinata e cadente, stata riedificata, ingrandita ed abbellita dalla piet e munificenza del Gran Maestro Carafa.9 Infatti il cornicione sormontato da due stemmi gentilizi del detto Gran Maestro (altri due nell'abside vennero rimossi nel 1923 quando furono iniziati i lavori di ampliamento della chiesa, eseguiti dallo architetto Em. Borg B.E. & A.) Un terzo stemma si trova sulla facciata della chiesa con la data della ricostruzione: 1681.

Linee architettoniche di un certo rilievo ha al suo attivo il complesso edilizio dei Frati Minori di Rabat e d: Valletta.

Il Quentin riproduce due fotografie: una della porta laterale della chiesa e laltra del convento di Rabat.10 Risulta, che rimontano al 1530/1534, quando, la munificenza del Gran Maestro L'Isle Adam rifece, in parte a sue spese, nuovi restauri. Ambedue le porte con timpano sorretto da pilastrini hanno un valore. architettonico di un certo rilievo. Sono sconosciuti ai cultori della storia e dell'arte gli artefici delle due porte.11

Nei confronti dei Frati Minori di Valletta si afferma che la primitiva chiesa risale al 1575.12 Il valore storico si desume dal fatto che la piata [p.257] stata designata dall'architetto maltese Girolamo Cassar, il quale spontaneamente si offr anche a dirigere i lavori di costruzione.13 Il complesso edilizio venne rimaneggiato nel 1595/1501,14 durante il governo del Gran Maestro Garzes.15 Siccome poi la facciata della chiesa ebbe bisogno di restauri, fu demolita nel 1686, e sotto gli auspici del Gran Maestro Gregorio Carafa fu ricostruita curandone la pianta l'architetto dell'Ordine Ulrico Blondel, che diresse anche i lavori.16 A perenne testimonianza dei grande mecenate Carafa, furono scolpiti tre, stemmi sulla faciata della chiesa, che in seguito furono abbattuti nel 1798 dalla furia demolitrice dei francesi.17

In ultimo non si pu passare sotto silenzio il complesso edilizio dei Frati Minori Cappuccini.

Alla Floriana, questi benemeriti figli del Poverello d'Assisi ebbero la loro prima chiesa e convento tra il 1585-1588.18 Da segnalare che la pianta stata preparata da Girolamo Cassar, coadiuvato nelle costruzioni murarie da P. Raffaele Camilleri il quale, a quanto pare, se ne intendeva. Questo religioso era maltese di nascita.19

La facciata della chiesa dei Cappuccini di Floriana presenta il primo ordine diviso in tre scomparti, corrispondenti alla ripartizione dell'interno. Sei pilastri a muro fanno da basamento a tutta la facciata.

Il secondo ordine ha ai fianchi due finestre oblunghe e due nicchie.

Il terzo ordine sorretto da quattro pilastri ha in mezzo lo stemma dei Cappuccini. Timpano a capanna e volute di collegamento terminano con semplici piedistalli che sorregono due globi ai lati e al vertice del timpano una croce.

Grande mecenate dei Frati Minori Cappuccini stato il Gran Maestro Ugo Loubeux de Verdalle.20

[p.258] Non giusto sottacere il nome di Fra Giuseppe della Senglea, fratello laico Cappuccino, vissuto circa il 1730, che cura le piante dei conventi e delle Chiese di Calcara e di Gozo ed alcune altre in Sicilia.21

Giunto al termine di questa modesta rassegna storica sull'architettura dei conventi Francescani di Malta dichiaro di aver voluto soffermarmi pi a lungo su nomi e costruzioni, ma i limiti imposti dal lavoro non permettono di dilungarmi oltre.


[1] . Cf. G. F. ABELA G. A. CIANTAR, Malta Illustrata, 2 ediz., Vol. II (Malta 1780), libro III, notizia VI, p. 255.

[2] B. FIORINI, OFM Conv., II Convento di S. Francesco in Rabat (Malta) dei Frati Minori Conventuali in Melita Historica. Journal of the Malta Historical Society, Vol. 3, No. 3 (1962) p. 17.

[3] Cf. PETRUS RODULPHUS a Tausiniano, OFM Conv., Historiarum Seraphicae Religionis libri tres, Venetiis 1586, p. 282: "Ecclesia magna est et aulchra, absque tecto et divino cultu".

[4]. Cf. FIORINI, o.c., p. 14; ROYAL MALTA LIBRARY, Ms. 643, pp. 47-48.

[5]. Cf. FIORINI, o.c. p. 17; ARCHIVIO DEL CONVENTO di Rabat, Giuliana IV p. 85 ss. ove si legge "II Gaf unico e principale architetto di tutta la nostra nuova chiesa".

. 5a Cf. HUGHES QUENTIN, The Building of Malta 1530-1795, London, 1956, fotografia 260.

. 6 Cf. B. FIORINI, OFM Conv., Il Convento e la Chiesa di S. Francesco di Valletta (Malta) dei Frati Minori Conventuali: in Miscellanea Francescana, Roma, 57 (1957) 95-117.

. 7 Cf. PH. CAGLIOLA a Melita. OFM Conv., Almae Siciliensis Provinciae Ordinis Minorum Conventualium S. Francisci Manifestations Novissimae Venetiis 1644, p. 122 (opera rara, storica e bibliografica)

. 8 Cf. ABELA-CIANTAR, o.c., p. 258.

. 9 Cf. FIORINI, o.c. p. 98 ss.

. 10 Vedi HUGHES, o.c, fotografie 256 e 258.

. 11 Cf. ROYAL MALTA LIBRARY, Ms 650, p: 276. Ivi si. legge che i Padri e Religiosi Minori Osservanti avevano gi precedentemente richiesto aiuti per rifare it tetto. Cf. J. SCHRANZ, OFM De mutuis relationibus Inter Eqrtes et Fratres Minores Insulae Melitae (1530-1798). Dissertatio ad lauream, (pro manuscripto) Romae 1952, p. 35 ss Nei 1752, durante it Roverno del G. M. Pinto, la chiesa venne rifatta (cf. ivi, p. 36).
Cf. H. BRAUN, Works of Art in Malta, London, 1946, p. 20. "The Franciscans and the Minor, Observants both have Baroque churches; the Cloister of the former is a smaller edition of that of the Dominicans, but that of the latter is a very interesting example of the Architecture which the Order brought with it from Rhodes and is attributed to Grandmaster de l'Isle Adam himself."

. 12 Cf. Notarial Archives, Malta, Atti di PLACIDO ABEL (1509-1572) R. 4, 18 Maggio 1571, 526. Anche il Vescovo Gargallo contribuì alla costruzione della Chiesa somme pecuniarie. Cf. ROCCO PIRRO, Sicilia Sacra 1. 111, Panorm i 1638, f. 631.

13 Cf. SCHRANZ, o.c. p. 38.

14 Cf. A. FERRIS, Descrizione delle Chiese di Malta e Gozo, Malta 1866, p. 207.

15 Cf. SCHRANZ, oc. p. 37. ss; ROYAL MALTA LIBRARY, Ms 1123, "Notizie di alcuni pittori, scultori e capi maestri "del P. PELAGIO, Cappucciino.

. 16 Ibid, p. 38.

. 17 Cf. A. FERRIS, Memorie dell'Inclito Ordine Gerosolimitano, Malta 1881, 259-260.

. 18 Cf. Lexicon Capuccinum, Romae 1951, s.v. "Floriana" et "Melitensis Prov." cc. 595 e 1098. II HUGHES erroneamente ascrive ai Frati Minori il Convento dei Cappuccini di Floriana (cf. oc.; p. 167).

. 19 Il P. Raffaele Camilleri era Maltese, nativo di Casal Tartarni. Cf: P. TIMOTEO di Valletta OFM Capp., il-Knisja u I-Kunvent tal-Furjana,. Malta 1955, p. 51.

. 20 Cf. Fr. BERNARDI a Hamrun, OFM Capp., "Epistula Pastoralis" Malta 1940. p. 1 "qui duo coenobia, Kalkarense et Gaudisiense aliaque in Sicilia delineavit".

21 . Ibid., p. 5.