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Source: Melita Historica. [Published by the Malta Historical Society]. 6(1973)2(202-204)

GIUSEPPE MIZZI, Catalogue of the Records of the Order of St. John of Jerusalem in the Royal Malta Library, Vol. II, Part 1, (Arch 73-83), Malta University Press, 1970, pp. 1-168; Vol. II, Part 2, (Arch 84-87), R.U.M., Marta 1973, pp. 169-332.

Facendoci a segnalare questo splendido lavoro, che non poco di impegno dev’essere costato all’autore, presentiamo un semplice resoconto, anziché addossarci l’onere di stendere una compiuta recensione.

Tanto per il contenuto quanto per le note premesse, i volumi costituiscono una tale allettante promessa da farci desiderare l’uscita alla luce degli altri volumi. Certamente essi meritano di figurare degnamente nelle Biblioteche, quale fonte insostituibile di ricerca per studi sulla evoluzione, [p.203] attività ed altre opere dell’Ordine di Malta.

I due volumi in rassegna formano la Seconda Classificazione denominata Libri Conciliorum e sono divisi in due parti. La Prima Parte (Arch. 73-83) comprende 186 manoscritti, articolati in 14 gruppi.

Non tutti i gruppi hanno lo stesso valore storico. Di una certa importanza per la Storia di Malta sono: il 1° gruppo (Arch. 73-167); abbraccia 95 manoscritti infarciti di atti originali e di deliberazioni del Consiglio dell’Ordine tra il 1459-1797; il 3° gruppo (Arch. 196-206), contenente 11 manoscritti, ove sono raccolti gli atti del Consiglio degli anni pre-Napoleonici, 1788-1798; il 14° gruppo (Arch. 237-254), che comprende 18 manoscritti, ricchi di documentazioni originali. Si riscontrano lettere, richieste, rapporti, contratti, bolle Papali, informazioni d’ogni genere degli ultimi 11 anni di governo dell’Ordine Gerosolimitano nell’Isola di Malta.

Dai manoscritti suddetti si rileva lo sforzo dell’Ordine per attuare il generoso ideale di difendere l’ideale cristiano allestendo opere di natura militare e navale tanto a Rodi quanto a Malta; si scorge l’onestà di riferenze negli alti e bassi della vita di alcuni membri dell’Ordine; si riscontrano le misure disciplinari nei confronti dei colpevoli e dall’altra parte il premio ai degni di lode per la prudenza, per la fortezza e la serietà dei costumi; si osservano i metodi perseguiti nella disposizione e nello sviluppo dell’Archivio dell’Ordine, e infine le cause della decadenza dell’Ordine.

I manoscritti forniscono allo studioso il materiale di base per la stesura di articoli, monografie e tesi di laurea su ogni settore della vita civile, militare, religiosa, economica, legislativa e culturale, avendo l’Ordine di Malta costruito città, ospedali, scuole, chiese, conventi per monache, inoltre vi si trovano informazioni intorno all’amministrazione della giustizia, del commercio e dei rapporti diplomatici tra l’Ordine Gerosolimitano e i governanti dell’Europa tra il 1469 e il 1798.

Sarebbe un peccato imperdonabile sottacere la deliberazione del Consiglio dell’Ordine presa il 9 dicembre 1522. Trovandosi la cità di Rodi assediata dai Turchi, nella imminenza di capitolare, il Gran Consiglio decise di costruire un tempio dedicato all’Immacolata Concezione, qualora i Cristiani riportassero vittoria sull’armata turchesca.

Gli studenti di filologia italiana, francese, spagnuola, greca e latina trovano nei manoscritti un vasto campo di lavoro.

Il contenuto della 2a Parte (Arch. 84-87) segna la continuazione cronologica delle decisioni del Gran Consiglio nell’arco di tempo fra il 1522 e il 1548. Varia corrispondenza in italiano francese e spagnuolo forma una parte non indifferente dei cinque volumi in rassegna. Nuova luce gettano sulla figura morale disciplinare e umana di un numero rilevante di cavalieri; delineano la carriera religiosa ed ecclesiastica dei Vescovi Bosio [p.204] (pp. 170, 189, 201, 206); Cubelles (pp 219, 220, 277) e Royas (p. 286); la carriera militare e diplomatica dei Gran Maestri Pietro del Ponte (pp. 238, 246); Desiderio di Santa Jalla (pp. 174, 204, 246, 254); Juan d’Homedes (pp. 190, 216, 254); Claudio de la Sengle (pp. 304, 316 e passim) ed altri.

Figurano le elezioni dei Bali dei Probiviri, dei Prodomi, dei Turcopilieri e di altre alte cariche dell’Ordine. Non mancano dolorosi risvolti talvolta sfociati nel dramma; risulta che serpeggiava il malcontento tra i cavalieri, che si davano dei complimenti poco lusinghieri, passando spesse volte a vie di fatto; emerge qualche atto di insubordinazione pubblica da parte di qualche ecclesiastico; querele di precedenza o per una presunta mancata di promozione; liti per qualche donna, assassini e privazione dell’abito, espulsione dall’Ordine e drastiche misure nei confronti dei Cavalieri sono ugualmente registrati in questi volumi. Non ci resta che congratularci con il compilatore che segna con questi due volumi un altro ambito traguardo.

Bonaventura Fiorini