Copyright © The Malta Historical Society, 2005.

Source: Melita Historica. [Malta Historical Society]. 7(1976)1(98-99)

J. SULTANA, C. GAUCI, M. BEAMAN, A Guide to the Birds of Malta, Malta Ornithological Society, Lux Press 1975, 191 pp., illus.

D. A. BANNERMAN, J. A. VELLA-GAFFIERO, Birds of the Maltese Archipelago, Museums Department, Valletta, Interprint (Malta) Ltd. 1976, 550 pp., illus.

Segnalo volentieri agli studiosi e agli appassionati dell’ornitologia questi due bei libri, che si inseriscono in una annata particolarmente felice e prolifica di Melitensia. Si tratta di due pubblicazioni di carattere scientifico, che insieme costituiscono un punto di riferimento sicuro sulla  storia e la condizione attuale della ornitologia maltese. Vi si trovano le notizie sugli uccelli che visitano Malta più o meno regolarmente, di passaggio per altre terre, e su quegli altri — non più di diciotto specie — che rimangono in quest’isola anche nella calda stagione, e che ci sono quindi abbastanza familiari.

Carattere spiccatamente scientifico, di ricerca originale, ha La Guida agli Uccelli di Malta, di Sultana, Gauci e Beaman . Contiene un elenco completo e sistematico di tutti gli uccelli connessi col gruppo insulare di Malta, con le notizie che interessano gli studiosi di quella meraviglia e di quel mistero che e tuttora la migrazione degli uccelli. Stringato, essenziale, chiaramente scientifico e lo stile dell'opera, la quale abbonda di riferimenti bibliografici nel testo, ed e corredata delle necessarie illustrazioni. L'opera include un'ottima (anche se breve) introduzione, un'appendice sulle specie 'maltesi' non riconosciute, un'altra appendice sui recuperi di uccelli inanellati, un'esauriente bibliografia fino al 1974, un indice dei nomi scientifici, inglesi e maltesi degli uccelli. Gli autori di [p.99] questo libro — con altri colleghi come J. Attard e S. Borg — sono fra Il 'colonne' della Società. Ornitologica Maltese, sorta nel 1962 e divenuta man mano sempre più attiva, tra lo stupore e l'ammirazione di molti di noi, profani amatori degli augelli u smaliziati osservatori della scena locale. La Società pubblica la sua rivista, Il-Merill (passero solitario), dove i soci pubblicano le loro osservazioni scientifiche, continuando la tradizione iniziata da Antonio Schembri autore del Catalogo Ornitologico del Gruppo di Malta, del 1843, e proseguita dagli ottimi studiosi G. Despott (di cui si contano ben 31 pubblicazioni) e C De Lucca (ideatore fra l'altro della raccolta che oggi arricchisce la sezione ornitologica del Museo di Storia Naturale a Mdina). A parte l'attività scientifica, suggel-lata dalla presente pubblicazione, gli appassionati membri della Società Ornitologica non perdono occasione alcuna per convincere gli abitanti locali di quanto sarebbe più bella la loro Isola se i pochi (ma non tanto pochi!) avicoltori e cacciatori non usurpassero il diritto dei più di godere la vista e il richiamo e il canto degli uccelli lasciati liberi nel loro habitat maltese.

Analogo, in fondo, e l'intento degli autori del secondo, bellissimo libro: Gli Uccelli dell'Arcipelago Maltese, come risulta chiaramente dall' autorevole e interessante prefazione di Dom Mintoff. Il quale mette a fuoco il problema ecologico della sopravvivenza degli uccelli migratori in quest’isola, e afferma che l'appoggio del Governo alla presente pubblicazione vuol essere un primo passo verso quella educazione popolare che deve precedere la legislazione necessaria in questo settore. Il volume e lautamente ricco di illustrazioni a colori e di bellissimi disegni a matita, ed e perfettamente stampato dalla Interprint (per cui il prezzo di vendita di £3.75 per copia e ovviamente sovvenzionato). Il ' tandem' Bannerman — Vella Gaffiero funziona abbastanza bene, in quanto non nuoce alla lettura (ma non sempre c'e perfetta intesa fra i due, vedi per es. pp. 322-4). Dr Bannerman e un noto studioso inglese e autore di numerose opere di ornitologia; Vella Gaffiero e un promettente studioso maltese, ancora alle prime armi. Il libro risente, ovviamente, della vastità di esperienze e delle doti di scrittore del primo dei due autori, avvalendosi anche delle ricerche della rivista Il-Merill e di altre osservazioni locali. Nel complesso, questo libro rientra fra i classici della nostra Melitensia.

G. Mangion