Copyright © The Malta Historical Society, 2005.

Source: Melita Historica. New Series. 10(1988)1(13-26)

[p.13] Notizie su Maltesi e il Cotone di Malta a Cagliari nella seconda meta del Trecento [*]

Laura Galoppini

Nell’Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona, nella Sezione Real Patrimonio, si conservano i registri doganali del porto di Cagliari, le Aduanas sardas de Castell de Cáller. Si tratta di diciotto registri scritti in lingua catalana che salvo brevi interruzioni, formano una serie continua dall’anno 1351 fino al 1397. [1]

Le Aduanas costituiscono una documentazione unica nel suo genere, indispensabile per lo studio dei rapporti commerciali della Sardegna con il resto dei centri del Mediterraneo.

L’importanza di questa fonte e le possibilità che essa offre sono state segnalate in più occasioni da vari studiosi. [2] Tuttavia manca ancora un’analisi sistematica di tutto l’insieme dei registri, necessaria per una completa utilizzazione di una fonte cosi preziosa anche da un punto di vista quantitativo dal momento che ci troviamo dinanzi a migliaia di registrazioni, in un arco di tempo ben preciso.

In questo futuro studio occorrerà tenere presente una limitazione: gli operatori catalani godevano dell’esenzione doganale e, perciò, la loro attività non risulta registrata. Un’avvertenza necessaria che non vuole sminuire l’importanza delle Aduanas, attraverso le quali si possono da un lato individuare i centri e le più grandi linee commerciali, e dall’altro tessere i più sottili legami che si intrecciano in un’attività continua con variazioni strettamente legate agli interessi economici e politici del momento.

Quindi, parallelamente agli studi più vasti rivolti a comprendere questa fonte nelle sue linee più generali si offre la possibilità di analisi specifiche, utilissime per la ricostruzione di un tracciato cosí complesso. Ad esempio, per quanto riguarda la varietà delle merci, accanto al commercio dei prodotti indispensabili [p.14] nell’alimentazione - vino, formaggio, olio, frumento, [3] carne salata, pesce, spezie - troviamo i beni necessari nella vita quotidiana draps di lana, di cotone, di lino, le pelli, e i più vari oggetti artigianali di uso comune.

Spesso viene specificata l’attività degli uomini: mercanti, bottegai, tavernieri, atunsatores, speziali, patroni di navi, etc. Delle navi, protagoniste in questo mondo di scambi, vengono riportate le tasse di ancoraggio pagate in base alla diversità della loro nazionalità e della loro tipologia: accanto alle più comuni barche troviamo le grandi navi e le cocche destinate alle navigazione d’altura ed ai carichi maggiori, le galee, i legni, le taride, i più piccoli panfili per le brevi distanze. [4] Imbarcazioni che arrivavano dai porti di Pisa, Talamone, Genova (esclusi i periodi di guerra con l’Aragona), Napoli, Gaeta, Sorrento, Venezia (soltanto negli ultimi anni del Trecento); dal sud della Francia, cioè da Montpellier, Marsiglia, Aigues Mortes, Narbona; dalle coste catalane e da Barcellona; dalle coste tunisine; dalle isole, sopratutto Sicilia (Palermo, Trapani, Marsala), Maiorca, Cipro e Malta.

I registri studiati e approfonditi nei vari aspetti permettono di ricostruire, dunque, un quadro storico legato alle attività commerciali Mediterraneo. Cagliari, infatti, non era l’unico porto della Sardegna, ma certamente era il più grande e il più importante: un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza per il Mediterraneo e le sue isole.

Infine, le Aduanas sono documenti che hanno anche una loro propria bellezza: non si tratta infatti di semplici, ripetitive registrazioni, spesso un’annotazione dello scrivano, un aggettivo in più per meglio specificare una merce o una persona, lasciano conoscere una realtà di vita che il tempo sembra non avere cancellato.

Dopo questa breve, ma necessaria introduzione sui registri della dogana del porto di Cagliari per il periodo 1351-1397, si presentano, in questa nota, alcune notizie che riguardano in particolare le attività commerciali con Malta. [5]

Attraverso una prima, ma già approfondita analisi dell’intero complesso dei registri si sono incontrati alcuni dati relativi all’importazione di cotone maltese a Cagliari nel 1353 e, per gli anni successivi, si è rilevata la presenza di una piccola attività armatoriale di maltesi al servizio di ebrei.

La prima notizia è del 23 gennaio 1353: Marco Cassa, latí de Malta, paga 16 soldi per il valore di 20 lire di cotone portato da Malta con il legno di Berenguer Despuig. Il 21 febbraio dello stesso anno, lo stesso Berenguer cindich di Malta, paga 20 lire per 500 lire in schiavi e cotone che aveva portato da Malta con una barca e con un legno. Per l’ancoraggio del seu leny ab gabia, con il quale ritorna a Malta, paga 6 lire. [6]

[p.15] La coltivazione del cotone era da tempo praticata nell’isola: nel 1164 si trova cotone maltese sul mercato di Genova. [7] Grazie agli studi di Bresc, sappiamo come questa coltivazione specializzata si era diffusa tra il XII e XIII secolo, in particolare nelle pianure siciliane del palermitano (Montelepre, Carini) e nella regione di Monreale dove, intorno al 1180, conosceva un grande sviluppo.

Il cotone siciliano, quindi, si trova al centro dei mercati fin verso il 1348, quando “les cottonerie de Feminino et de Cammarata sont en déclin, et la culture se concentro sur la plaine de Terranova et sur les îles de Malte et de Pantelleria, dans les conditions climatiques les meilleures.” [8]

Intorno alla metà del Trecento, quindi, il mercato del cotone si sposta dalla Sicilia alle altre isole del Mediterraneo e Malta diventa uno dei centri di coltivazione e di esportazione, come confermano anche i dati delle Aduanas cagliaritane.

Se negli anni 1290 - 1309 il cotone siciliano è un prodotto fondamentale nell’esportazione, poi ‘le déclin, trop évident, d’une culture devenue la spécialité des îles, Malte, Pantelleria, Lipari, ne laisse à la Sicilie qu’une fonction de relais: les cotons maltais transiten par Syracuse’. [9]

Siracusa diventa così uno dei centri di passaggio e di smistamento del cotone maltese, ma solo in epoca più tarda, come dimostrano infatti i documenti della metà del Quattrocento. [10]

L’isola è vicina alla Sicilia geograficamente, ad essa si trovava legata anche politicamente e attraverso la Sicilia alla stessa Corona d’Aragona, come evidenzia Luttrell: ‘Malta and Gozo fitted into this Catalan - Aragonese community by virtue of their attachment to and dependence on Sicily. Their importance to the Aragonese Crown was strategic rather than commercial.’ [11]

E Malta trova proprio nella piazza mercantile di Cagliari, che nella metà del Trecento era uno dei maggiori porti della Corona d’Aragona, un importante nodo commerciale: un punto di scambio e, al tempo stesso, di acquisto dei prodotti.

Il cotone è indubbiamente alla base di questi rapporti, [12] anche se non costituisce [p.16] l’unica merce che arriva da Malta: insieme ad esso si caricano schiavi e, sia pur in minor quantità, canapa.

Nel 1360 Pere Tresseres paga per Nicola de la Rocha, 4 lire e 12 soldi, per 115 lire di cotone arrivato da Malta con la cocca di Thomas Panser. Lo stesso anno, il genovese, Guglielmo Pastorello, porta da Malta cotone, canapa e altri oggetti, con la cocca di Stheva Viles: page 3 lire, 16 soldi e 8 denari per il valore complessivo della merce che è di 115 lire. [13]

È importante osservare la presenza genovese che testimonia, dopo la pace con l’Aragona di quello stesso anno, una riapertura del commercio con Genova del porto cagliaritano.

Nel settembre del 1362, giungono a Cagliari schiavi da Malta con la barca del maltese Bernat Canet: Berenguer Sagui di Malta paga 16 soldi per una schiava, e Berenguer Despuig 20 lire per un valore di 500 lire in schiavi. Sicuramente si tratta dello stesso Berenguer che importava in cotone e schiavi nel 1353, una figura che si delinea come quella di un notevole commerciante e armatore. Ora, lo troviamo anche che esporta drappi: il 30 settembre 1362, paga 13 lire e 16 soldi per 460 lire en draps que porta a Malta. [14]

Proseguendo nella lettura delle registrazioni, si rileva per gli anni 1356, 1362, 1372, la presenza di una piccola attività armatoriale maltese. Barche di maltesi collegano Trapani e Marsala con Cagliari; un rapporto che vedianno legato in prevalenza agli ebrei.

Il 5 ottobre del 1356 il maltese Bernat Canet pagava l lira e 8 soldi per uno schiavo che portava da Malta con il suo legno; lo stesso giorno poi, versava 2 lire e 8 soldi per aver acquistato (per il valore di 80 lire) la metà di un legno. La vendita era avvenuta dins lo port de Castell, e per ancoraggio del suo legno armato, con il quale tornava nell’ isola, il Canet pagava 1 lira. [15]

Da Trapani nel marzo del 1357 arrivavano, vino, sardina, tonnina, con le barche del maltese Ughetto. Nello stesso mese giungevano a Trapani, drappi di lana, forse provenienti dalla Catalogna o dall’Italia, e formaggi un prodotto più strettamente legato al mercato sardo.

A Marsala, Johan Tudischo, importava carne salata e cuyram con la barcha di Ughetto maltese.

Nel luglio del 1372, giunge a Cagliari, da Trapani, Rigo maltes con la sua barca caricata con aranci e capperi per un valore di 5 lire. Ripartiva verso Trapani portando cavalli per conto dell’ebreo Alia Xalom, e ferro vecchio e cuoio per conto di Asim Bolax. [16]

[p.17] Da questa lettura possiamo trarre alcune conclusioni.

Nel più grande porto della Sardegna, alla metà del Trecento, giungevano cotone e schiavi da Malta grazie all’attività diretta di commercianti - armatori maltesi. Si incontra anche la testimonianza, di un’attività armatoriale di maltesi al servizio prevalentemente di ebrei.

Fra Malta e Cagliari il rapporto è diretto (1353) grazie all’esportazione del cotone e di schiavi; non mancano però testimonianze di rapporti indiretti di maltesi che collegano Cagliari con Trapani e Marsala, porti considerati forse anche favorevoli tappe sia nella navigazione come per operazioni commerciali intermedie, nel più lungo tragitto Cagliari-Malta (1357-1373); non è neppure da escludere che questi rapporti si inseriscano in circuiti commerciali ben più ampi, dal momento che Trapani era uno dei centri siciliani di maggiore importazione di sale cagliaritano e, per la sua posizione geografica, uno dei punti di più rapido collegamento fra le due isole. [17]

La piazza mercantile di Cagliari appare poi in tutta la sua importanza: grande porto della Corona d’Aragona, è indiscutibilmente un centro di arrivo (cotone e schiavi da Malta) e di ridistribuzione delle merci di produzione locale (formaggio, vino), o di importazione (panni di lana).

Dai documenti risulta che la tassa doganale catalana vigente nel porto di Cagliari, non prevedeva una particolare tariffa per i maltesi, che sono equiparati ai napoletani: infatti sia gli uni che gli altri pagano il 4% in entrata e il 3 % in uscita. È questa una tassa molto alta, inferiore solo a quella pagata dai giudei di Berberia e dai saraceni. [18]

Tutto ciò poteva costituire un ostacolo e, forse, spingere i maltesi a farsi passare per siciliani, pagando così una tariffa più bassa, o successivamente a stabilirsi a Cagliari: queste sono soltanto delle prime ipotesi, anche se formulate attraverso la lettura dei registri delle dogane.

Prima di concludere segnaliamo infine, la presenza di un certo Petro o Perdo di Malta, che compare in numerose registrazioni, tra il 1356 e il 1373. La sua attività è legata al commercio dei vini, vi vermey e vi bruch; legato al commercio del vino, anche se certamente con minor rilievo, incontriamo Duicho di Malta, che nel novembre del 1365 paga 1 lira per una botte di vino greco. [19]

Si tratta di maltesi che si stabiliscono nelle appendici di Cagliari e vi prendono la cittadinanza? Petro di Malta viene definito ora sart, ora latí. Non è ancora chiaro il significato della parola latí, latin, che incontriamo sicuramente in un’accezione diversa, tanto per il vino, quanto per gli uomini. Sembra che in entrambi i casi, sia utilizzata in contrapposizione alla parola grech: è da notare che latino può essere anche un ebreo. Si incontra, infatti, spesso la denominazione jueu latí.

[p.18] Invece si definivano come sart non solo coloro che erano originari della Sardegna, ma anche coloro che da tempo risiedevano a Cagliari. [20] Cosi, forse, Petro di Malta, registrato sia come latí, oro come sart, poteva essere un maltese che viveva da lungo tempo a Cagliari o, meglio, nelle sue appendici.

[p.19] Appendice Documentaria

1. ACA, RP, reg. 2129 anni 1352-1353

f.73r (Dimercres a XXIII de janer)
Ítem, reabem de Marcho Cassa, latí de Malta, per dret de XX 11. esmersades en cotó que aportaren de Malta ab lo leny d’en Berenguer Despuig, monta lo dret a raó de IIII per centenar XVI s.

f.98r (Dijous XXI de fabrer)
Ítem, reabem d’en Berenger Despuig, cindich de Malta, per dret de D 11. smersades en esclaus e cotó que aporta de Malta ab huna barcha e ab hu seu leny, monta lo dret a raó de IIII per centenar XX ll
Ítem, reebem mes del dit en Berenger Despuig de Malta, patró de hu leny ab gabia lo qual ana a Malta, per anchoratge del seu leny monta lo dret VI ll

2. ACA, RP, reg. 2131 (anni 1356 - 1357)

f.3r (Dimercres v de octubre)
Ítem, reabem d’en Domingo Romaroes, latí, per dret de XXVII ll. X s. smersades en draps de li que aporta de Trapena ab la barcha de Ugueto maltes, munta lo dret a raó de IIII per centenar I ll. II s.
Ítem, reabem del dit Domingo Romaroes, per dret de XXX ll. smersades en draps de lana que porta a Trapena ab la dita barcha, munta lo dret a raó de III per centenar XVIII s.
Ítem, reabem d’en Bernat Canet de Malta per dret de XXXV ll. smersades en I sclau que aporta de Malta ab lo seu leny, munta lo dret a raó de IIII per centenar I ll. VIII s.
Ítem, reabem del dit Bernat Canet per dret de LXXX ll. smersades en la meytat de I leny que compra dins lo port de Castell, munta lo dret a raó de III per centenar II ll. VIII s.
Ítem, reabem del dit Bernat Canet de Malta, patró de hu leny armadis qui ana a Malta, per anchoratge del dit leny munta lo dret I ll

f.5v
Ítem, reabem de Ugueto maltès, latí, per dret de LVII ll. X s. smersades en vi, vànoves e altres robes que aporta de Trapena ab la sua barcha munta lo dret a raó de IIII per centenar II ll. VI s.
Ítem, reabem de Ugueto maltès, per dret de XXXX ll. smersades en pega e draps que porta a Trapena ab la sua barcha, munta lo dret a raó de III per centenar I ll. IIII s.
Ítem, reabem del dit Ugueto maltès, patró de huna barcha descuberta qui ana a Trapena, per anchoratge de la dita barcha munta lo dret X s.

f.27r (Divendres a XVIII noembre)
Ítem, reabem de Ugueto maltès, latí per dret de XX ll. smersades en vi e I cortina qne aporta de Trapena ab la sua barcha munta lo dret a raó de IIII per centenar XVI s.
Ítem, reabem de Nicholau Vatalutxi, latí, per dret de LVII ll. X s. smersades en draps de [p.20] lana que trames a Trapena ab la barcha de Ugueto maltes, munta lo dret a raó de III per centenar I ll. XIIII s.VI

f.28r (Dijous a XXIIII de noembre)
Ítem, reabem de Samuel Metma, latí, per dret de XXV ll. smersades en draps que porta a Trapena ab la barcha de Ugueto maltes, munta lo dret a raó de III per centenar XV s.

f.82r (Dijous a VIIII de mars)
Ítem, reabem d’en Moxi, jueu latí, per LXXVII ll. X s. smersades en vi, sardina, tunyina que feu vanir de Trapena ab les barques de Francutxo de Guardato de Matçeu Patrich, de Uguet maltes munta lo dret a raó de IIII per centenar III ll. II s.

f.82v (Divendres a X de mars)
Reabem de Ysach Sala, jueu latí, per XXXVII. X s. smersades en draps de lana que porta a Trapena ab la barcha de Matçeu Patrich, munta lo dret a raó de III per centenar I ll. II s. VI

f.85v (Dijous a XVI de mars)
Ítem, reebem de Assim, jueheu latí, per XXV ll. smersades en vi vermey que aporta de Trapena ab la barcha de Matçeu Patrich, munta lo dret a raó de IIII per centenar I ll.

f.90v (Dijous a XXIII de mars)
Reabem de Moxi, jueu latí, per XXVI ll. smersades en formatges que porta a Trapena ab la barcha de Uguet maltès, munta lo dret a raó de III per centenar XV s.

f.91r
Ítem, reebem de Johan Tudischo, latí, per XXV ll. smersades en carn salad e cuyram que porta a Marsala ab la barcha de Ugueto maltes, munta lo dret a raó de III per centenar XV s.

f.95v (Divendres a XXXI de mars)
Ítem, reabem de Matçeu Patrich, latí, per XXV ll. smersades en vi vermey que aporta de Trapena ab la sua barcha, munta lo dret a raó de IIII per centenar I ll.
Ítem, reabem del dit Matçeu per XXXV ll. smersades en formatges e lana que porta a Trapena ab la sua barcha munta lo dret a raó de III per centenar I ll. I s.
Ítem, reabem del dit Matçeu, patró de I barcha descuberta qui ana a Trapena, per anchoratge de la dita barcha, munta lo dret X s.

3. ACA, RP, reg. 2132 (anno 1360)

f.20v (Dimarts a XXVIII d’abril)
Reabem d’en Pere Tresserres los quals paga per Nichola de la Rocha, latí, per CXV ll. smersades en cotó que aporta de Malta ab la cocha de Thomas Panser, munta lo dret a raó de IIII per centenar IIII ll. XII s.

[p.21]

f.61r (Dilluns a XV de juny)
Ítem, reabem de Guillermo Pastoretllo, genovès, per CXV ll. smersades en cotó, cànem e altres robes que aporta de Malta ab la cocha d’en Stheva Viles, munta lo dret a raó de VIII ds. per ll. III ll. XVI s. VIII

4. ACA, RP, reg.2145 (anno 1362)

f.122r (Dimarts a XIII de septembre)
Ítem, reabem de Matseu Patrich, latí, per dret de LXXXX ll, smersades en vi e pex salat e altres robes que aporta de Trapana ab la sua barcha, munta la dret a raó de IIII per centenar. III ll. XII s.
Ítem, reabem del dit Matseu Patrich, latí, per dret de XXV ll, smersades en lana e botes buydes que aporta a Trapena ab la sua barcha, munta la dret a raó de III per centenar. XV s.
Ítem, reabem del dit Matseu Patrich, latin, patró de huna barcha descuberta qui ana a Trapena per ancorage de la dita barcha, munta lo dret. X s.

f.123r (Dijous a XV de setembre)
Ítem, reebem de Matçeu Patrich, latí, per dret de XXXX ll, smersades en draps de lana que porta a Trapena ab la sua barcha, munta lo dret a reó de III per centenar I ll. IIII s.

f.125v (Dimarts a XX de setembre)
Ítem, reebem d’en Berenguer Sagui de Malta, per dret de XX ll. smersades en I sclava que aporta de Malta ab la barcha d’en Bernat Canet, munta lo dret a raó de IIII per centenar XXI s.

f.129r (Divendres a XXX de setembre)Ítem, reebem d’en Berenguer der Puitg de Malta, per dret de D ll. smersades en sclaus que aporta de Malta ab la barcha d’en Bernat Canet, munta lo dret a raó de IIII per centenar XX ll

f.129v (Divendres a XXX de setembre)
Ítem, reebem d’en Berenguer Despuitg, maltès, per dret de CCCCLX ll. smersades en draps que porta a Malta ab lo leny d’en Bernat Canet, munta lo dret a raó de III per centenar XIII lb. XVI s.

5. ACA, RP, reg. 2136 (anno 1372 - 1373)

f.83r (Dimarts a XX de juliol 1372)
Ítem, rasebem de Alia Xalom, juehu latín, per VIII ll. esmersades en jumentes que hic trasch ab la barcha de Rigo maltes qui va a Trapana, munta lo dret a raó de III per centenar IIII s. VIII
Ítem, rasebem del metex per III ll. VIII solds esmersades en una jumenta que hic trasch ab la dita barcha de Rigo maltès qui va a Trapana, munta lo dret a raó de III per sentenar II s.

[p.22]

f.81v (Dimecres a XXI de juliol)
Rasebem de Asim Bolax, latín, per XIII ll. esmersades en cuyram, en tuyina que hic mes ab la barcha de Marcho Arigini qui vench de Trapana, munta lo dret a raò de IIII per centenar X s. IIII
Ítem. rasebem del metex per XXI ll esmersades en cuyram, en ferro veyl que hic trasch ab la barcha de Rigo maltès qui va en Trapana, munta lo dret a raó de III per centenar XII s. VII

f.81r (Divendres a XXIII de juliol)
Ítem, rasebem de Rigo maltes, latín per V ll. esmersades en tàronges, en tàparas que hic mes ab la sua barcha qui vench de Trapana, munta lo dret a raó de IIII per centenar IIII s.
Ítem, rasebem del metex per ancorage de la sua barcha descuberta qui va a Trapana, munta lo dret V s.

Notizie su Pietro di Malta

6. ACA, RP. reg. 2131 (anni 1356-1357)

f.53v (Dimecres a XVIII de jener)
Ítem reabem de Petro de Malta, sart, per dret de hu carratell de vi vermey que ych trasch, munta lo dret V s.

f.70v (Divendres a XVII de fabrer)
Reabem de Petro de Malta, sart, per dret de huna bota de vi vermey que ych trasch munta lo dret X s.

7. ACA, RP, reg. 2132 (anno 1360)

f.47v (Dissabte a XXX de maig)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que ych trasch, munta lo dret X s.

f.84v (Dissabte a XI de juyol)
Ítem reabem de Petro de Malta, sart, per I bota de vi vermey que ych trasch, munta lo dret X s.

8. ACA, RP. reg. 2135 (anno 1365)

f.32v (Dilluns a XXI de julioll)
Ítem reabem de Perdo de Malta, per I bota de grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.100v (Dimecres a X de setenbre)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.131v (Dilluns XIII de octubre)
[p.23]
Ítem reabem de Perdo de Malta, latí, per IIII botes de most que ich mes, monta lo dret XVI s.

f.151v (Digou a XXVII de novenbre)
Ítem reabem de Duicho de Malta, per I bota de grech que ich trasch, monta lo dret I ll.

9. ACA, RP, reg. 2134 (anno 1369)

f.7r (Diluns a XV de janer)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.12r (Divendres a XXVI de janer)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.17v (Dimarts a VI de fabrer)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.31v (Dimarts a VI de març)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.34v (Disapta a X de març)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.32r (Disapta a VII de brill)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.62r (Dimarts a XXIIII de bril)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.82r (Divenras primer dia de juny)
Reabem de Petro de Malta, latí, per una bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.83r (Disapte a II de juny)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.87v (Dimartes a XIII de juny)
Ítem reabem de Perdo de Malta, latí, per II botes de vi vermey que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.113v (Diluns a VI de gost)
Reabem de Petro de Malta latí per I bota de grech e per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret ll. X S.

[p.24]

f.119v (Dimarts a XIIII de gost)
Ítem reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.121v (Disapta a XXV de gost)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.132v (Divenras a VII de satembra)
Ítem, reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.143v (Dimercres a III de octubre)
Ítem, reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.154v (Dimercres a XXIIII de octubre)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.167r (Diluns a XXIIII de noembra)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.185 (Diluns a XXXI de daenbre)
Reabem de Petro de Malta, latí, per I bota de vi vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

10. ACA, RP, reg. 2136 (anni 1372 - 1373)

f.13r (Divenres a XIII de fabrer)
Ítem rasebem de Petro de Malta, latín, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.27v (Dimecres a XXIIII de març)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.31v (Divernes a II de abril)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.35v (Dimarts a XIII de abril)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.40r (Dimarts a XXVII de abril)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

[p.25]

f.48r (Dimecres a XII de may)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.49r (Dijous a XIII de may)
Rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.52r (Dijous a XX de may)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per hun carratell de vin vermey que hic trasch, munta lo dret V s.

f.59r (Dimarts primer de juny)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.64r (Diyous a X de juny)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.65r(Disapte a XII de juny)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.71v (Dimecres a XXX de juny)
Rasebem de Petro de Malta, latí, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.77v (Disapte a X de juliol)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin grech que hic trasch, munta lo dret I ll.

f.84v (Divendres a XXIII de juliol)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.94r (Diyous a XII de agost)
Ítem, rasebem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.98v (Dilluns a XXIII de agost)
Ítem, rabem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.110r (Dijous a XVI de setembre)
Ítem, rabem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo ret X s.

[p.26]

f.151v (Dijous a XXIII de decembre)
Rabem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.163r (Dimarts primer jorn de febrer)
Ítem. rabem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.

f.185r (Dijous a XXXI de març)
Rabem de Petro de Malta, latin, per una bota de vin vermey que hic trasch, munta lo dret X s.


[*] Ringrazio il prof. Anthony Luttrell per avermi suggerito di stendere questo articolo e seguito nel lavoro.

[1] ACA. Real Patrimonio, Maestro Racional, serie dei registri relativi alle entrate (libres de rebudes) nn.2127-2143 (anni 1351-1397); un solo registro è della prima metà del Quattrocento, il n.2144 (anni 1427-1429). Nell’inventario manoscritto del Real Patrimonio, presso l’Archivio, viene segnalata la presenza (p.488) di un registro, il n.2145 “un libro y fragmentos de otro de fecha desconoscida”. Il volume, infatti, non è datato: composto da 130 fogli è in ottimo stato. Contiene alcuni dati che riguardano Malta. Sulla base delle indicazioni dei giorni della settimana e dei mesi, riteniamo che il registro sia del 1362. G. Olla Repetto, Saggio di fonti dell’ Archivo de la Corona de Aragón di Barcellona relative alla Sardegna Aragonese (1323-1479). I-Gli anni 1323-1396, (Roma 1975), pp.133-136; inoltre si veda la recente Guia del Archivo de la Corona de Aragón, (Madrid 1986), p.311.
Questo lavoro é un primo risultato di uno studio più ampio che sto conducendo sull’ intera serie dei registri doganali inserito in un programma di ricerca finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

[2] C. Manca, Fonti e orientamenti per la storia economica della Sardegna Aragonese (Padova 1967): in particolare si vedano le pp. 113-120 con un elenco dei registri e rapide indicazioni del loro contenuto. Per il reg.2129 viene segnalata la presenza dei traffici con Malta. Si tratta di un importante punto di partenza per iniziare lo studio sulle Aduanas, una fonte che il Manca utilizza nel fondamentale volume Aspetti dell’espansione economica catalano-aragonese nel Mediterraneo occidentale. Il commercio del sale (Milano 1966). M. Tangheroni, in Politica, commercio, agricoltura a Pisa nel Trecento (Pisa 1973), affronta i rapporti commerciale tra Pisa e la Sardegna attraverso una prima analisi dei registri del porto di Cagliari.

[3] Per quanto riguarda l’esportazione del grano si conservano, nell’ACA, i registri della treta del forment e del ordi del porto di Cagliari studiati da M. Tangheroni, Aspetti del commercio dei cereali. 1. La Sardegna (Pisa 1981): tuttavia alcune operazioni di esportazioni di cereali, di piccola portata, figurano anche nelle Aduanas.

[4] C. Manca, op.cit. 1966, in particolare cap.III, “Tecnica mercantile e navigazione marittima”, pp. 253-291.

[5] A. Luttrell, Medieval Malta (London 1975). Ancora su Malta si vedano gli studi di H. Bresc, ‘Documents on Frederick IV of Sicily’s intervention in Malta: 1372, in Papers of the British School at Rome’, xli (London 1973), 180-200; dello stesso, ‘The ‘Secrezia’ and the Royal Patrimony in Malta: 1240-1450’, in Medieval Malta, pp.126-163.

[6] Ap. Doc., n.(1).

[7] D. Abulafia, in Medieval Malta, pp. 106-108.

[8] H. Bresc, Un monde méditerranéen, Economie et société en Sicile 1300-1450, (Roma 1986) vol. I., 170.

[9] Bresc, Un monde méditerranéen, op. cit., p.564.

[10] Ibid., p.564, n.120.

[11] Luttrell, op.cit., 1975, p.42.

[12] Sul cotone di Malta, Luttrell, op.cit., 1975, p.53; G. Wettinger. ‘Late Medieval maltese agriculture’, in Proceedings of History Week 1981 (Malta 1982), 15-21; F. Balducci Pegolotti, La practica de la Mercatura (Cambridge, Mass, 1936), p.293, p.367; M. Gual Camarena, El primer manual Hispanico de mercaderia (siglo XIV) (Barcelona 1981), p.108, p.204; id., Vocabulario del comercio medieval (Barcelona 1976), p.284. C. Carrere, Barcelona 1380-1462: un ventre econòmic en època de crisi, (Barcelona 1977 ), vol. I, pp.396-7, osserva come il cotone, per ragioni climatiche non si poteva coltivare in Catalogna, dove serviva per i bisogni della flotta; così veniva importato da Malta e dalla Sicilia. Madurell Y Marimon, Comandas comerciales barcelonesas de la baja edad media (Barcelona 1973), cita vari documenti relativi all’importazione di cotone siciliano o proveniente dalla Sicilia, a Barcellona per il periodo che va dal 1238 fino al 1399. Cotone di Malta viene segnalato sulla piazza di Valenza nel gennaio del 1395 da B. Dini, Una pratica di mercatura in formazione (1394-95) (Firenze 1980), p.130; l’anno successivo, 1396, viene segnalato sul mercato di Genova da F. Melis, Documenti per la storia economica dei secoli XIII-XVI (Firenze 1972), p.304. Per il XV secolo, M. Del Troppo, I mercanti catalani e l’espansione della Corona d’Araxona nel secolo XV (Napoli 1976), p.72, osserva che sul mercato barcellonese al cotone turco si sostituira quello di Malta.
Una recente analisi del cotono nell’Italia Medievale è di M. Fenneli Mazzaoui. ‘La diffusione delle tecniche tessili del cotone nell’Italia dei secoli XII-XVI’, in Atti del Convegno ‘Tecnica e società nell’Italia dei secoli XII-XVI’, (Pistoia, 28-31 ottobre 1984) (Pistoia 1987), pp. 157-71.

[13] Ap. Doc., n. (3). A. Luttrell, p.42 su questo punto leggiamo che ‘Genoese and Venetian interest in Malta was never long sustained during this period (1360); Venice was often allied to Aragon and the Genoese presumably realized that it would be hard to retain Malta while the Aragonese controlled Sicily.’

[14] Ap. Doc., nn. (1), (4).

[15] Ap. Doc., n. (2).

[16] Ap. Doc., nn. (2), (4 ), (5); dal doc. n.(5) si vede che l’ebreo Assim Bolax aveva fatto arrivare cuoio e tonnina con la barca di Marco Arigini, mercante-armatore di Stampace, che compare tra gli esportatori di sale cagliaritani, per un periodo di ben trentasette anni, dal 1359 al 1396. In C. Manca, op.cit.1966, p.224, nt. 251.

[17] C. Manca, op.cit. 1966 pp.236-7; “Trapani, nel commercio del sale tiene di gran lunga il primo posto, specialmente per merito dei suoi patrons che coprono il 64,7% delle presenze e assorbono il 62,03% del prodotto complessivamente caricato”. Inoltre, come già precedentemente A. Boscolo, La politica italiana di Martino il Vecchio re d’Aragono, (Padova, 1962), p.108, così il Manca, op.cit. 1966 p.236, ricorda come occorressero, generalmente, due soli giorni per compiere il tragitto Cagliari-Trapani.

[18] C. Manca, op.cit. 1966 p.319.

[19] Ap. Doc., nn. (6), (7), (8), (9), (10).

[20] Tangheroni, op.cit., 1981, p.126.